Specchio di Solignano – Camminata sulla neve…impronte ed altre tracce di animali selvatici – “Emozioni nel bosco”

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Una camminata nelle neve in una splendida giornata di sole invernale sull’Appennino,  lungo un sentiero nei pressi di Specchio di Solignano: un bel paesino sul crinale che separa la Val Pessola dalla Val Ceno.

La neve oltre a regalarci paesaggi fiabeschi ed incantati, ci offre una buona occasione per imparare a riconoscere le tracce ed i segni degli animali che frequentano i boschi e le nostre montagne.

Subito dopo una nevicata il manto bianco si ricopre di orme e segnali, che possono essere riconosciuti con un minimo di esperienza.

Alcune esempi di tracce sulla neve:
6-tracce-neve-73-volpe
orma sulla neve di volpe orma sulla neve di capriolo orma sulla neve tasso fatta di lupo – foto di repertorio
orma sulla neve di lupo – foto di repertorio orma sulla neve di lepre orma sulla neve di cinghiale fatta di capriolo


Nel silenzio ovattato dalla neve, anche gli animali più schivi, affamati e in cerca di cibo diventano quasi “meno sospettosi” e, anche se è difficile avvistarli, il fondo innevato manifesta involontariamente la loro presenza.

Le tracce più evidenti e nitide si riescono a scoprire su un manto nevoso compatto ma non troppo alto e umido, non deve aver subito forti processi di scioglimento o essere troppo farinoso o essere completamente ghiacciato.

La dimensione e la forma delle orme possono subire modificazioni per effetto del calore del sole che con lo scioglimento della neve ne allarga le forme; le impronte dilatate e deformate possono così trarre in inganno un frettoloso ricercatore, confondendo magari la traccia lasciata da un capriolo con quella di un daino o di un cervo, oppure quella della lepre o volpe con quella di un lupo.

Anche la valutazione del luogo di ritrovamento dei segni  (bosco, prato, ecc ) è importante per la valutazione delle tracce e ci fa capire le abitudini dell’animale, i suoi segreti e le sue esigenze.

Nel groviglio di segni sul terreno abitualmente si possono scorgere le orme della Volpe, molto simili all’impronta di un cane o di un lupacchiotto, ma con un disegno più stretto ed allungato nel percorso di marcia inconfondibile; quelle del Cinghiale a forma trapezoidale, con due speroni spesso marcati situati posteriormente ai due zoccoli, le tracce della Lepre formano una specie di “T” dove i due segni affiancati sono impressi dalle lunghe zampe posteriori, mentre quelli collocati in successione uno dietro l’altro, appartengono alle zampe anteriori, più corte.

Il passaggio dei lupi lo si può intuire osservando attentamente la pista rettilinea lasciata dal branco, oppure molto più facilmente per mezzo di “fatte” e l’urina attraverso le quali comunicano ai loro simili messaggi precisi, del tipo “questo è il mio territtorio!”.

Il Corpo Forestale, i Parchi e gli Enti ed Associazioni che gestiscono aree protette svolgono appositi Corsi per formare volontari che attraverso l’individuazione delle impronte e dei segni lasciati sulla neve ma anche con l’individuazione di segni di presenza sulle cortecce oltre a peli, carcasse di animali predati e giacigli, aiutano lo studio e il  censimento di molti animali presenti nel territorio. 

Monitoraggio Lupo – foto di repertorio
ricerca tracce lupo ricerca tracce lupo orma sulla neve di lupo orma sulla neve di lupo
orme sulla neve di lupo fatta di lupo fatta di lupo preparazione al prelievo
prelievo prelievo tracciato lupo orma di lupo nella neve

 

 Una tranquilla camminata sulla neve consente osservazioni di grande soddisfazione per gli amanti della natura: seguire le tracce, esaminarne forma e dimensione, interpretarle, dare un nome all’animale che le ha create, capire chi frequenta la zona, le abitudini, i suoi segreti il tutto nella speranza di vederli spuntare tra i rami della boscaglia, dietro una roccia o scorgere la loro sagoma sul crinale del monte.

 

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Val Gotra e “M’illumino di meno”

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Venerdì 17 Febbraio, sarà per scelta comune il giorno dedicato al risparmio energetico, durante il quale si conta di spegnere qualche punto luminoso per far percepire l’importanza di stili di vita virtuosi, delle energie alternative, della riduzione degli sprechi in tutti i sensi.

Noi montanari, siamo allenati nella pratica di molte di queste buone regole come siamo preparati ad affrontare le emergenze: freddo, gelo, neve e non solo. Da noi non si ha  paura di scaffali vuoti, mancano i negozi perciò molti hanno un piccolo orto, dei vicini contadini con cui fare scambi di alimenti e per riscaldarci usiamo la legna; tutte pratiche a sostegno dell’ambiente con alimenti ed energie a chilometri zero.

ecco alcuni esempi

Per quanto riguarda la Valle in genere  l’illuminazione dei nostri paesi appare più che compatibile e necessaria per le popolazioni che ancora risiedono. In Val Gotra da qualche anno si sta integrando l’illuminazione esistente con punti luminosi alimentati con pannelli solari fotovoltaici, in ogni caso ritengo che vedere alcuni paesi sparsi nel valle illuminati non possa che fare piacere.

 

 … guardando la valle … immaginare che fin quassù in montagna un paese continui ad essere “acceso”, e quindi a vivere, dà sollievo a tutti …

Alegrafia

approfondimenti

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12-02-2012 Giornata sulla neve – Albareto una domenica mattina invernale …neve fresca e battuta

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Albareto, una domenica mattina invernale …. è la neve fresca e battuta a farla da padrona.

In questi giorni Albareto oltre a poter “ciaspolare”  (l’uso delle ciaspole è faticoso, ma permette di muoversi con facilità anche nella neve fresca) e godere di un panorama innevato, con un po’ di buona volontà ed entusiasmo è riuscito a dar vita ad un altro tipo di attività invernale all’aria aperta: lo sci (“come una volta” …).

Domenica 12 febbraio 2012 alcuni giovani della zona hanno infatti attrezzato, con paletti, un lungo prato

innevato nei pressi dell’abitato e hanno dato vita ad un breve “slalom” vero e proprio.

Tutti hanno contribuito … c’era chi batteva la pista,

chi riposizionava la neve dopo il passaggio dei compagni,

chi cronometrava

e chi preparava qualcosa di caldo da offrire a tutti.

… oltre agli sci, anche “snow-board”, “snow-bike”

e soprattutto tanta allegria … 

Alegrafia

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Il “termine del Gatto” (“dal Gat”) : Berceto-Borgo Val di Taro (Parma)

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Nelle vicinanze dell’attuale confine tra i Comuni di Berceto e Borgo Val di Taro e nei pressi del confine con Pontremoli e tra le Regioni di Emilia-Romagna e Toscana, si trova un cippo cinquecentesco in pietra, con inciso (si presume) lo stemma dei Fieschi o dei Rossi ed una scritta anch’essa indefinita, ormai poco visibile per l’usura del tempo.

In passato fu sicuramente un riferimento di grande importanza, essendo il segno del limite di separazione fra i territori citati, ma ormai la sua fama è legata unicamente alla presunta “notizia” di un fatto di sangue che risulta accaduto nella prima metà dell’ottocento.

ed ecco la leggenda del Termine del Gatto, o almeno una parte di quanto si è tramandato ai nostri giorni:

All’inizio del XIX secolo ( precisamente nel 1827) era accaduto un fatto di sangue nel territorio di Berceto, la cui notizia aveva destato scalpore.

In quegli anni un uomo, armato di fucile e con un cappellaccio come un vero brigante, percorreva le vie dei paesi spaventando le popolazioni: era chiamato “Al gat!” (il Gatto).

Proveniva dalla frazione di Corchia (nel Comune di Berceto) e, dopo essere stato accusato ingiustamente di una rapina, era diventato un latitante inseguito dalle guarnigioni del Ducato di Parma.

Con il tempo era diventato più crudele e tutti sapevano che prima o poi qualcosa sarebbe successo, ma dopo che il brigante uccise un soldato della guarnigione, aumentò l’intensità delle ricerche per catturarlo vivo o morto.

Finché, abbandonato da tutti, restò ferito gravemente  e si rifugiò nella zona dei boschi che ben conosceva ai piedi del Molinatico, proprio vicino al “termine”, il cippo conosciuto ora con il suo soprannome (“gat”).

La leggenda racconta che non venne ritrovato, che  quasi certamente morì nascosto nel suo nascondiglio segreto che l’aveva protetto fino ad allora … da qui il mistero che avvolge la storia.

Più probabilmente (forse) il Termine del Gatto prende il nome dal simbolo inciso che pare fosse quello dei Rossi e cioè un leone rampante  (in qualche modo assomigliante ad un gatto) …

PiZanz

Per altri approfondimenti:

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Bricioline sul davanzale per soccorrere gli uccellini

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Immagini di Alegrafia  dalla finestra – Bricioline sul davanzale-Val Gotra inverno 2012

approfondimenti dal sito http://www.gazzettadiparma.it/home.php

Gelo e neve: briciole sul davanzale per salvare gli uccelli

 

Bricioline sul davanzale-Val Gotra (16)testo dal sito www.gazzettadiparma.it

Gelo e neve: briciole sul davanzale per salvare gli uccelli

Lorenzo Sartorio

Questa «merla» siberiana che pare continuare,  secondo i meteorologi, fino a metà febbraio,  penalizza anche gli abitanti dell’aria, ossia tutti quegli uccelli che siamo abituati a vedere sul davanzale delle nostre finestre, nelle nostre terrazze, nei giardini ed anche nei parchi pubblici.
Ed allora, come aiutare  queste dolcissime creature quando il freddo dice sul serio, la neve copre quelle poche briciole di pane cadute a terra e la natura in questi giorni è particolarmente avara di cibo ?
«I volatili – precisa Angela Zaffignani, naturalista  nonché autrice del volume “Birdgarden” – sono in grado di adattarsi ai mutamenti delle condizioni ambientali e, quindi, al maltempo nei confronti del quale sono ben difesi.

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03-02-2012 Ciaspolata a Tombeto – La Val Gotra sorride alla neve

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La neve e il freddo che ha messo in ginocchio gran parte dell’Italia non ha allarmato gli abitanti della Valle abituati da tempo a vivere la montagna come complesso di relazioni uomo-territtorio, conseguenza di un legame d’affetto e di rispetto tra uomo e ambiente. 

In Val Gotra , si percepiva la voglia di neve  …abbiamo atteso questo paesaggio (vedi foto), sicuri che sarebbe arrivato (dalle mie parti si dice “l’inverno non l’hanno mai mangiato”).

Il sole fa brillare l’abbondante nevicata regalando un paesaggio straordinario. Alegrafia indossa le ciaspole e vi porta in un giardino incantato….  Alegrafia

 

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Canzone per una tragedia che ha scosso la Val Baganza – 24/12/1921 Fugazzolo zona presso località “La Vecchia” Berceto Parma

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Il freddo di questi giorni riporta il pensiero a quanto accaduto a quattro giovani  che hanno incontrato la morte in Val Baganza a causa della neve e del gelo invernale, nei monti che sovrastano il paese di Fugazzolo (nella foto).
.

Dopo quell’episodio tragico, il nome del paese di Ravarano divenne noto anche per una canzone, cantata su tutte le piazze d’Italia, quale ricordo del rinvenimento delle salme di «tre ragazzi e una giovanetta» rimasti sepolti sotto la neve mentre si recavano, nella ricorrenza del Santo Natale dell’anno 1921, da Ravarano alle loro famiglie che si trovavano (al di là del crinale, tra la Val Baganza e la Val Parma) nella frazione di Graiana, nel Cornigliese.

 I tre fratelli erano: Pasini Angelo di anni 14, Antonio di 12 e Elvira di 18, ed il cugino Briselli Guido di 12 anni. 

 

Morirono tutti insieme, assiderati, la notte del 24 dicembre 1921 in località “La Vecchia”,  sopra Fugazzolo (frazione di Berceto).

 Le povere salme furono scoperte il 13 gennaio 1922: i giovani erano abbracciati, accovacciati  sotto un ombrello, proprio sotto un grosso albero ricurvo in uno spondale impervio sovrastante due canaloni.
Vennero poi seppelliti nel Cimitero di Fugazzolo il 14 gennaio.
 
L’atto di morte, che venne stilato presso il Comune di Berceto su segnalazione del locale Comando Stazione Carabinieri, venne redatto il 16 gennaio 1922 e riporta i nominativi e le età degli sfortunati giovani sopra citati.
 
Il padre di tre di quei ragazzi, disperato, dopo aver visto il posto della tragedia tagliò l’albero a colpi di scure.

Le strofe della triste  canzone, che veniva cantata sul motivo di quella che ricordava la tragica fine del piroscafo italiano “Sirio” (naufragato miseramente il 4 agosto 1906 presso le coste spagnole, fra le isole Hormigas, dove perirono 219 persone nella maggior parte emigranti), recitano:

Presso Berceto una grave sciagura che ha destato una mesta impression: furon colpiti da tanta sventura quattro vittime che fan compassion.

Tre ragazzi ed una giovinetta per le feste del Santo Natal per raggiunger la famiglia diletta non pensaron al caso fatal.

Da Ravarano paese appennino, quei ragazzi lor voller partir: a mezzogiorno son pronti in cammino ed un parente li volle avvertir

che la strada era pericolosa ed il tempo minacciava ancor, i sentieri e la valle nevosa, li pregava a restare con lor.

Ma quei ragazzi a nulla dan retta ed in viaggio si mettono allor per raggiunger la casa diletta ché il Natale avevano in cor.

A Fugazzolo ancor li han fermati  e ancora più avanti di lì, ma il destino li ha condannati ad andare avanti, ad andare a morir.

La bufera li ha sopraffatti, scoraggiati si fermano lì sotto un albero tutti quattro abbracciati, sotto un ombrello la lor sorte aspettar.

Minacciosa la neve saliva su quei miseri senza pietà, in poco tempo così li copriva finché la morte colpiti li ha.

Da venti giorni nessun sospettava tal disgrazia venisse a colpir; nelle ricerche così si trovavan le quattro vittime a tanto soffrir.

Eran là tutti quattro abbracciati in uno stato da far compassion; or pensando a chi li ha generati, c’è da morir o impazzir di passion.

approfondimenti

dal sito  http://www.gazzettadiparma.it/home.php

01/08/2009  Fugazzolo in festa tra ricordi e commozione

…. presentazione del un libro «Il Volo Sbilenco», una raccolta di racconti scritti dall’autore lunigianese Gino Monacchia. L’ultimo racconto, che dà il titolo all’intera raccolta, narra la vicenda della tragica morte di quattro ragazzi di Graiana di Corniglio, il 24 dicembre 1921, in località La Vecchia, nei pressi di Fugazzolo, assiderati durante una bufera di neve. Si tratta dei fratelli Pasini: Angelo di 14 anni, Antonio di 12 ed Elvira di 18, che perirono insieme al cugino Guido Briselli, di 12 anni. Furono ritrovati sotto un ombrello, abbracciati, 20 giorni dopo e seppelliti nel cimitero locale.

ULTIMI COMMENTI

inviato da dazzi giampaolo il 01/08/2009 alle 21:47

i ragazzi morti nel ’21 assiderati, erano,come spesso accadeva a quei tempi di miseria,a servizio presso alcune famiglie. Quel 24 dicembre di quell’anno decisero, nonostante fossero stati consigliati a non farlo, a tornare alle proprie case per trascorrere assieme alle proprie famiglie il Natale.Una bufera di neve e la stanchezza stroncarono le loro giovanissime vite. Il fatto suscitò clamore anche in città. Dell’episodio fu tratta una canzone di una tristezza a dir poco sconvolgente. Mia madre mi ha trasmesso il ricordo di quell’avvenimento che non ho mai dimenticato

dal sito http://cdfornovo.scuole.pr.it/

 Tragedia nella bufera

Nella chiesa di Fugazzolo il 13 Gennaio 2002 si sono ricordati i quattro ragazzi morti assiderati nell’anno 1921 mentre tornavano alla loro casa per trascorrere il Natale.

Nella notte la forte bufera non ebbe pietà per loro.  

Erano partiti da Ravarano per andare a Graiana dove avevano la loro famiglia, due maschi e una femmina di 12, 16 e 18 anni e un cugino di 12 anni.

Arrivati in località “la Vecchia” sopra Fugazzolo morirono nel gelo travolti dalla bufera.

Era la notte della vigilia di Natale e furono ritrovati solo il 13 Gennaio 1922.

Ora i loro corpi sono sepolti nel cimitero di Fugazzolo.

Fabio Consigli, classe terza, Berceto

video:Sirio (Il tragico naufragio della nave Sirio)

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=2QKUYj5TsHc[/youtube]

 video:Il naufragio del Sirio

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=T0_zDYw6qEk[/youtube]

descrizione

Il 6 agosto 1906 il vapore Sirio, una delle navi migliori della flotta italiana, partiva dal porto di Genova con a bordo circa 2000 emigranti. Avrebbe dovuto seguire la classica rotta per l’emigrazione in America, ma, decidendo di abbreviare il viaggio, passò molto vicino alla costa spagnola. Il 9 agosto urtò contro uno scoglio e iniziò lentamente ad inabissarsi. Il Sirio impiegò 15 giorni per affondare definitivamente, ma la disorganizzazione e il panico causarono centinaia di morti: 300 secondo la compagnia assicurativa, 700 per i giornali dell’epoca. Il canto è tipico dei cantastorie del nord Italia, ed è stato registrato la prima volta da Michele Straniero. Questa versione è cantata da Maurizio Geri. Il brano che segue è “Italia bella mostrati gentile” raccolta e cantata da Caterina Bueno. Nella penultima immagine, potete vedere Caterina con i due suoi chitarristi, a destra Antonio De Rose e alla sinistra Francesco De Gregori.

 

3 FEBBRAIO Groppo – San Biagio (San Biesu) il mercante della neve

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La parrocchia di Groppo in Val Gotra festeggia il 3 di febbraio San Biagio (mercante della neve) …la festa alcuni anni fa consisteva nella Messa Solenne alle ore 11 con la presenza di molti parroci della zona, benedizione della gola, pranzo con gli amici e parenti giunti delle zone vicine, alle ore 15 i Vespri cantati con la processione del Santo e alla sera ci si trasferiva nella vicina Bar-Trattoria da Mario e Maria a Tombeto per il ballo in compagnia.

(guarda i post Groppo, Albareto, Parma)

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02-02-2012 – Tanta Neve in Val Gotra e le “sgunfiae” del Passo di Cento Croci

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Neve in Val Taro…..ecco alcune immagini che possono spiegare la quantità di neve che è precipitata in questi giorni : le foto sono state scattate oggi (02-02-2012) nel tardo pomeriggio in Val Gotra e precisamente: Tombeto, Folta, Codogno, Miramonti e  Passo Cento Croci.

Dalle immagini si possono riconoscere e vedere le caratteristiche “SGUNFIAE” cioè i rigonfiamenti di alcuni punti (anche di metri) del manto nevoso trasportato da vento.

Il sole “rosso” stava tramontando dietro i monti liguri lo spettacolo e l’atmosfera suggestiva è stata tuttavia disturbata dalla temperatura (-8°) e soprattutto dal vento gelido.

I commenti sono oggi come ieri….:

varda che sgunfiae …(guarda che cumolo di neve)

mé vègnüo u  pichettu ae dida …(mi è venuto molto freddo alle dita)

Quanta neive ghe n’è in  zenuciu…(quanta neve ce n’è un ginocchio – 50cm)

ma va ghè né ina gamba…(ma cosa dici ce n’è una gamba – 80cm)

Alegrafia

Ecco alcuni esempi tratti da  Proverbi  – Il tempo dal libro “Cenni storici di Albareto” -Don Duilio Schiavetta  –  Bibl.: Grilli – Tomaselli – Il Pellegrino
Fërva l’è cürtu ma l’è pezzu d’in türcu.

Febbraio è corto ma è peggio di un turco.

Së fërvà në fërvarèzza marzu u scazzaezza.

Se febbraio non fa il…turco farà brutto tempo marzoSe a candèira a fa cieru fa che fërvà sia zinà: che piöva che scada u su quaranta dì ghiemma ancù.

U tèmpu quènta pialu cummë u vegna ea gènte cummè jèn.

Il tempo bisogna prenderlo come viene e la gente com’è.

U bèllu tèmpu u në stü ffa mai.

Il bel tempo non stanca mai.

Ecco altri esempi tratti dal sito di Giacomo Bernardi 

Proverbi, similitudini e modi di dire del dialetto borgotarese (Parte 1)

 

Se il tempo non è bello…

Tèimpu da luvi                    Tèimpu da bal’tti

Se il freddo si  fa sentire…

U gh’à i pich’tti                   U bata l’bruch’tt’

La quantità di neve caduta viene spesso rapportata alle parti del corpo.

N’è v’gnì un znociu     N’è v’gnì una gamba

N’è v’gnì un cü

 

 

 

Proverbi, similitudini e modi di dire del dialetto borgotarese (Parte 3)

I proverbi, vero concentrato di sapienza dei nostri vecchi, sono giunti a noi numerosi.
Godono ancor oggi grande popolarità quelli che si riferiscono al tempo.

Nèiva d’ f’rvar’
pan in t’al granar’

F’rvar’ cürtu cürtu
ma pegiu d’un türcu

F’ervar’ f’rvar’ttu
cürtu e mal’d’ttu

P’r San Val’ntèin
tüti i vèinti i van in marèin

Ma anche i proverbi che riguardano il lavoro dei campi e i raccolti sono tuttora in auge.

S’ la viöla a fiurisa d’ f’rvar’
tegn’t’ da contu ar fèin in t’ar pajar’.

.

 

video:Forte Nevicata in Valtaro

2 FEBBRAIO La Candelora – Festa della Presentazione di Gesù, anche detta “Festa delle Luci“ in Val Gotra e non solo.

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Presentazione del Signore dal sito santiebeati.it

Il 2 febbraio si celebra la festa della presentazione di Gesù al Tempio, con l’antico rito della processione delle candele da cui il termine “candelora” o “festa della luce”. La festa della presentazione del Signore chiude il periodo delle celebrazioni natalizie e apre il cammino verso la Pasqua.

<– Immagine tratta dal sito www.santiebeati.it per sapene di più Presentazione del Signore Continue reading

05-02-2012 Oasi dei Ghirardi – Escursione nella Riserva Naturale dal titolo “Le Forme del Territorio”

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L’Alta Valle del Taro, un paesaggio meraviglioso
Escursione nella Riserva Naturale dei Ghirardi
Domenica 5 Febbraio
Quattro passi e quattro chiacchere sulle colline in vista delle montagne. Ritrovo ore 10 presso il Centro Visite, durata ore 3h30’. Necessarie scarpe da escursionismo. Sono ammessi cani solo al guinzaglio.
Il Centro Visite della Riserva Naturale dei Ghirardi si trova in località Predelle di Porcigatone, a 6Km da Borgotaro sulla strada per Porcigatone-passo di S. Donna-Bardi.   L’escursione è gratuita.
Informazioni: cell: 349-7736093 |
approfondimenti

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30-01-2012 : La neve in Val Gotra – immagini Albareto Parma

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Immagini di Alegrafia 

30-01-2012 Albareto e la Val Gotra INNEVATA

dal sito www.gazzettadiparma.it    

 30/01/2012 – Passo Centocroci: 40 centimetri di neve

In alta Valtaro e in alta Valceno i giorni della merla non potevano passare «inosservati» e così, nel rispetto della tradizione, per tutta la giornata di ieri ha nevicato intensamente e la temperatura è calata al di sotto dello zero.

Una perturbazione annunciata che ha scaricato da 20 a 40 centimetri di neve dagli 850  fino ai 1000 metri. 5-6 centimetri sono stati misurati a Compiano e ad Albareto, 10 a Bedonia e in tutta la valle accanto al letto del Taro che da Piane di Carniglia porta a Bertorella. Venti centimetri a Tornolo, Tarsogno, Montegroppo. Al Passo di Centocroci e a quello del Tomarlo i centimetri accertati arrivano fino a 40.

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