Trivella, “trapano” per forare il legno (in dialetto “Urùppiu, Verùpiu, Rùppiu o Verùbiu) – Oggetti e attrezzi del passato – “Museo rurale virtuale”

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trivella Urùppiu Verùpiu (100)Attraverso la categoria “Museo rurale virtuale”, cerchiamo di farvi riscoprire le nostre origini anche nella descrizione dell’uso degli antichi utensili. 

Ecco l’immagine della Trivella (“trapano” per legno), strumento per eseguire fori nel legno, comunemente chiamato “Urùppiu” (Verùpiu, Rùppiu o Verùbiu), nelle lingue dialettali delle valli del Taro e del Ceno dalla caratteristica “parlata ligure”.

(guarda la categoria Attrezzi – oggetti di una volta – vai alla pagina “Museo rurale virtuale“)

Foto di Roberto Pavio (guarda i post Autori, Roberto Pavio, immagini)

Su questo tipo di attrezzo, ci riferisce Roberto Pavio:

Urùppiu (Verùpiu, Rùppiu o Verùbiu) – trapano da legno manuale – trivella

trivella Urùppiu Verùpiu (103)Il contadino si costruiva da sé una gran quantità di oggetti, attrezzi, strumenti di lavoro, mobili e suppellettili per la casa.

Conosceva i vari tipi di legno, le loro caratteristiche, sapeva discernere quelli più adatti a costruire un determinato oggetto.

Iniziava dalla scelta del legno ancora da tagliare nel bosco o ai margini dei campi dove le siepi che delimitavano i confini tra un campo e l’altro offrivano una gran varietà di piante, arbusti e alberelli il cui legno serviva ai vari scopi.

trivella Urùppiu Verùpiu (104)Si pensi per esempio al Corniolo, famoso per la sua durezza e resistenza, molto adatto per ricavarne manici. Oppure ai salici particolarmente cari ai cestai poiché consentivano loro di costruire ceste, cavagni, “valestre” (graticci di vimini).

Le “stroppe di sargu” (verghe di salice) servivano anche per legare i rami della vite.

Con i rami della sanguinella invece si facevano le ramazze per pulire la stalla.

Il contadino valutava la specie di pianta, le dimensioni, la forma in rapporto all’uso che ne doveva fare.

Poteva trattarsi semplicemente di un manico per una zappa, un badile, forcone o rastrello.

Lo tagliava, lo trasportava sulle spalle o, se era di grandi dimensione, a traino di animali presso l’abitazione.

Se era necessario lo lasciava stagionare, lo scortecciava, poi quando il legno era pronto cominciava a lavorarlo.

trivella Urùppiu Verùpiu (102)L’Urùppiu (Verùpiu, Rùppiu o Verùbiu), trapano manuale o trivella, era un utensile indispensabile quando vi era da costruire un attrezzo utile come una scala a pioli oppure un mezzo da lavoro quale la tregge a strascico, la benna, la lesa.

Questi mezzi venivano costruiti facendo dei fori passanti nei punti dove un pezzo si congiungeva con l’altro e per bloccarli e unirli saldamente si usavano dei cavicchi messi a forza nel foro che avevano la funzione degli odierni bulloni di metallo.

Per esempio il timone della treggia veniva costruito prendendo due robusti tronchi di quercia leggermente ricurvi nella parte terminale quella vicina al ceppo, la parte che poggiava per terra.

Un tronco era più lungo dell’altro e si collegava ala giogo.

Il tronco più corto veniva sovrapposto a quello più lungo.

trivella Urùppiu Verùpiu (104)Entrambi venivano forati con l’Urùppiu (Verùpiu, Rùppiu o Verùbiu) e bloccati con il cavicchio di legno, si formava in questo modo un triangolo il cui vertice era il timone e, al lato opposto, dove i tronchi si divaricavano e poggiavano per terra veniva costruita l’intelaiatura che diventava poi la base di carico della treggia.

La trivella (Urùppiu (Verùpiu, Rùppiu o Verùbiu) è uno strumento per fare fori nel legno.trivella Urùppiu Verùpiu (100)

Urùppiu (Verùpiu, Rùppiu o Verùbiu) –  (Trivella) – Attrezzo che serve per fori grossi nel legno. Ha una breve punta, poi taglio a sgorbia.                         

(testo tratto da “Dizionario Enciclopedico della parlata ligure delle valli del Taro e del Ceno” di Ettore Rulli – Compiano Arte Storia)

Immagini: trivella (Urùppiu, Verùpiu, Rùppiu o Verùbiu) strumento per fare fori nel legno. 

trivella Urùppiu Verùpiu (106)Abbiamo inserito nel blog “valgotrabaganza” una nuova categoria Attrezzi – oggetti di una volta e la relativa pagina “Museo rurale virtuale“, dedicati ad un “progetto” (proposto da Roberto Pavio), che ci piace definire “Museo rurale virtuale”, riguardante immagini e video di attrezzi e oggetti del mondo rurale di una volta. Naturalmente siete tutti invitati, e ve siamo grati fin ora, a contribuire con commenti a descrizione, integrazione o correzione per eventuali errori, delle informazioni dei post, o con l’inoltro di altre immagini che ci possano aiutare in questa proposta di esposizione e recupero della memoria contadina, argomento che crediamo stia a cuore a molti dei nostri lettori.

L’indirizzo email per l’inoltro di eventuale materiale è il seguente: museovalgotrabaganaza@gmail.com 

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