La leggenda del nocino a Noceto (Parma) – Racconti sulla festa di San Giovanni (24 giugno) – Foto/favola/racconto

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Noce (102) natura Riportiamo di seguito un racconto sulla sulla festa di San Giovanni (24 giugno – guarda il post Oggi la Chiesa celebra : Natività di San Giovanni Battista, solennità – (24 giugno 2015) – di Giuseppina Gatti), una leggenda sulla nascita del nocino a Noceto in provincia di Parma, testo e immagini dedicati alle piante e a tutto il mondo armonioso ed eternamente incantevole della natura.

Le immagini del noce (Juglans regia L.) sono state scattate il 23 giugno 2015, nei pressi di Tombeto, nel territorio del Comune di Albareto, in Provincia di Parma.

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Testo liberamente tratto dal post Origini del “nocino” fra storia e leggende del sito www.provincialgeographic.it

“La leggenda del nocino a Noceto”

Noce (104) naturaLa tradizione del nocino a Noceto è molto antica, qualche leggenda la fa risalire ai legionari romani che ne avrebbero importato la ricetta dalle Gallie; altri lo fanno risalire a un soldato di ventura alle dipendenze dei signori di Noceto.

Questi avrebbe consigliato il prezioso infuso ad un cavaliere desideroso di conquistare il cuore di una nobile dama.

Naturalmente il cavaliere ebbe successo.

Infine perché non pensare che i celti, che hanno dimorato sul territorio nocetano, abbiano insegnato a fare l’infuso agli abitanti di Noceto; la leggenda che vuole che a raccogliere le noci sia, all’alba del solstizio d’estate, una vergine a piedi nudi,richiama molto i riti dei druidi, i sacerdoti dei celti.

Noce (108) naturaSi fa risalire il toponimo Noceto all’esistenza, al tempo dei romani che lo chiamavano Noxetum, di numerosi boschi di noci e le persone più anziane ricordano che, all’inizio del XX secolo, i viali d’ingresso al paese erano ancora di alberi di noce.

Tra tante leggende e supposizioni resta indubbia una cosa, la ricetta del”Nocino di Noceto” viene da una famiglia, la famiglia Cotti, che risiede nel comune da più di 400 anni.
Il “Nocino di Noceto” è stato riconosciuto dalla regione Emilia Romagna come prodotto tradizionale, la notizia è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica.Noce (107) natura

Noce (102) naturaLe noci devono essere raccolte preferibilmente nella notte tra il 23 e il 24 giugno, la notte di San Giovanni Battista: la notte, cioè, più corta dell’anno, che segna la vittoria del sole sulle tenebre e la massima vitalità delle piante.

Un’antica credenza vuole inoltre che la rugiada (guazza) formatasi nella notte fra il 23 e il 24 giugno sia una panacea per ogni male, specie per i problemi dell’apparato digerente e per i disturbi gastro-intestinali, per i quali il liquore di noci è considerato un rimedio eccellente.

La raccolta viene effettuata quando la maturazione non è ancora completa, e il mallo (cioè il rivestimento esterno del frutto) risulta verde e tenero.

Le noci col mallo vengono poi tagliate, o comunque rotte, e messe in infusione in contenitori a chiusura ermetica, pieni di alcool puro a 96 gradi; nell’infuso possono venire aggiunti anche cannella, chiodi di garofano, noce moscata, corteccia di limone, naturalmente zucchero e – in alcuni casi – chicchi di caffè.

Noce (103) naturaL’infuso viene poi maturato al sole, o comunque in un luogo caldo e asciutto, per 40-60 giorni.
Successivamente viene fatto oggetto di una o più filtrazioni controllate, per chiarificarlo, e viene portato alla gradazione desiderata mediante l’aggiunta di acqua pura.

Al consumo, il nucillo – nocino si presenta limpido, di colore bruno scuro più o meno accentuato, di profumo intenso con sentore di noce e di sapore aromatico, gradevole e persistente, tipico della noce immatura.

(fonte: “Incontriamoci in Paese” organizzazione no-profit, Facebook)

Immagini: Noce – Tombeto di Albareto (Parma) – 23 giugno 2015

Noce (100) naturaNei post inseriti nella categoria Foto/favola/racconto, troverete poesie, racconti “poetici”, e “narrazioni”, abbinati a fotografie, realizzati con fantasia e originalità di “pensiero”.

Mezzi di comunicazione, in cui emerge qualcosa di noi stessi, che possiamo definire “favole” molte volte ridenti, vivaci e spesso sognanti, capaci di cogliere sfumature, mettendo in “scena” nell’immaginario di ognuno di noi, mondi onirici, dove aleggiano segreti, passione, natura, fantasie, emozioni e “batticuori”.

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