Venerdì Santo (3 aprile 2015): “Altare della reposizione” – Chiesa di San Rocco – Borgotaro (PR)

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San Rocco Borgotaro (111) sepolcro Pubblichiamo alcune immagini dell’altare della “reposizione” preparato nella Chiesa dedicata a San Rocco, nel Quartiere San Rocco a Borgo Val di Taro (Parma), foto scattate nel periodo Pasquale 2015 e alcuni ricordi e testimonianze (di Giacomo Bernardi), che ci aiutano a riflettere su questo periodo “Settimana Santa” nel quale si fa memoria della Passione e Morte di Cristo, prima della Risurrezione nel giorno di Pasqua.

Guarda i post  Santa Pasqua

San Rocco Borgotaro (117)Il tutto è rivolto a promuovere l’interesse e la conoscenza, del nostro territorio e delle nostre radici culturali, ma anche ai riti e alle preghiere, tanto più che la Pasqua non si esaurisce nella grande festività annuale, ma va oltre, perché ogni domenica è “Giorno del Signore”.

Guarda i post Vangelo del Giorno

Ricordiamo che la Pasqua non viene una volta all’anno ma ogni domenica è Pasqua, il “Giorno del Signore”. 

Borgotaro (PR), immagini altare della “reposizione” Chiesa Parrocchiale dedicata a San Rocco, Venerdì Santo (3 aprile 2015)  

Da Giacomo Bernardi 

IL GIOVEDI’ SANTO (2 parte) 

Giacomo Bernardi - GIOVEDI' SANTO (1)Il giovedì Santo, giorno in cui si ricorda la “lavanda dei piedi”, era per noi ragazzi un appuntamento molto atteso.

La Messa si diceva fosse quella “In coena Domini”, l’Ultima Cena, insomma.

Non so perché tra noi si dicesse:” Incö anuma a bat’ Pilato”(Oggi andiamo a battere Pilato).

Andavamo in coro con dei bastoni e più che seguire la bella cerimonia, attendevamo il momento in cui il campanaro ci avrebbe fatto un segno.

Era il momento che aspettavamo e con i bastoni picchiavamo a più non posso sulle panche e su cassette che Jacumèin aveva sistemato.

Più avanti avrei capito che, in realtà, ad essere “battuto”, anzi fustigato, non era stato Pilato ma Nostro Signore.

E quel baccano voleva ricordare quel triste episodio.

***

Giacomo Bernardi - GIOVEDI' SANTO (3)Dopo questa cerimonia, tacevano anche le campane. “J’han ligà l’campan’n” si diceva.

Chi non ha vissuto quell’esperienza non può capire cosa significasse, un tempo, il silenzio delle campane.
Si, perché la vita era cadenzata dal loro suono.

Suonavano la Messa dell’Alba, come inizio della giornata

Il Mezzogiorno, come pausa lavorativa, per mangiare

L’Ave Maria della Sera, come chiusura della giornata

Ed erano tre momenti cardine della giornata.

Poca gente aveva l’orologio al polso e molti si regolavano col suono delle campane, specie chi lavorava i campi.
Della Messa dell’Alba non c’è più traccia.
Il mezzogiorno si suona ancora. Ma è un’ora come tante altre.

Un tempo mezzogiorno era l’ora in cui quasi tutti smettevano di lavorare, abbandonavano i propri attrezzi e rincasavano per pranzare.

Guai alla donna di casa se a mezzogiorno non avesse fatto trovare tutto pronto!

Il silenzio delle campane era davvero il segno della partecipazione dell’intera comunità ai Misteri Pasquali.

Al posto delle campane, suonavano l’bataröl’.

La bataröla era uno strano strumento: praticamente un’ asse in legno, lunga circa un metro, con applicati dei ferri ruotanti.

Quando si agitava, ruotandola, la tavola provocava un forte rumore.

Jacumèin, ma a volte anche noi ragazzi per un breve tratto, faceva il giro del Borgo avvertendo, al posto della campana, che era mezzogiorno.

Quante lotte per poter suonare la bataröla!!! Anche per pochi metri.

Giacomo Bernardi - GIOVEDI' SANTO (2)Il giovedì, in campagna, si usava “ligà l’ piant’.

Si prendeva un salice, una funicella, un ramo verde e lo si avvolgeva attorno al tronco dell’albero da frutto in fiore.

Con quel gesto si voleva che i fiori, dai quali sarebbero più avanti nati i frutti, restassero legati all’albero. La loro scomparsa anticipata per gelo o altro avrebbe rovinato il raccolto.

Quando il sabato suonavano le campane, le piante venivano slegate.

Alla sera del giovedì si potevano visitare i Sepolcri, che a Borgotaro vantano un’antica tradizione per l’accuratezza con cui, ancora oggi, vengono approntati.

Ricordo anche che tutte le immagini religiose presenti nelle chiese, venivano ricoperte con tele violacee.

***

I Sepolcri

 San Rocco Borgotaro (103) sepolcroIl Sepolcro è collocato, come da tradizione, nella cappella del Crocifisso.

Il soggetto è una copia di un famoso dipinto di Guido Reni.

E’ opera, probabilmente, del compianese Massimo Pettenati, attivo nella seconda metà dell’800 che ha lasciato anche in altre chiese traccia della sua attività.

Guarda il post Giacomo Bernardi, lo “storico” della Val Taro ha compiuto 80 anni e creato un nuovo sito internet “Al me Burgu” (Il mio Borgotaro) – Personaggi di “valgotrabaganza”

Borgotaro (PR), immagini Chiesa Parrocchiale dedicata a San Rocco, Venerdì Santo (3 aprile 2015)   

Borgotaro (PR), immagini (esterno) Chiesa Parrocchiale dedicata a San Rocco, Venerdì Santo (3 aprile 2015)  

Testo tratta dal sito w2.vatican.va alla pagina VIA CRUCIS AL COLOSSEO – PAROLE DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Palatino
Venerdì Santo, 3 aprile 2015

San Rocco Borgotaro (106) sepolcroO Cristo crocifisso e vittorioso, la tua Via Crucis è la sintesi della tua vita; è l’icona della tua obbedienza alla volontà del Padre; è la realizzazione del tuo infinito amore per noi peccatori; è la prova della tua missione; è il compimento definitivo della rivelazione e della storia della salvezza.

Il peso della tua croce ci libera da tutti i nostri fardelli.

Nella tua obbedienza alla volontà del Padre, noi ci accorgiamo della nostra ribellione e disobbedienza.

In te venduto, tradito e crocifisso dalla tua gente e dai tuoi cari, noi vediamo i nostri quotidiani tradimenti e le nostre consuete infedeltà.

San Rocco Borgotaro (103) sepolcroNella tua innocenza, Agnello immacolato, noi vediamo la nostra colpevolezza.

Nel tuo viso schiaffeggiato, sputato e sfigurato, noi vediamo tutta la brutalità dei nostri peccati.

Nella crudeltà della tua Passione, noi vediamo la crudeltà del nostro cuore e delle nostre azioni.

Nel tuo sentirti “abbandonato”, noi vediamo tutti gli abbandonati dai familiari, dalla società, dall’attenzione e dalla solidarietà.

Nel tuo corpo scarnificato, squarciato e dilaniato, noi vediamo i corpi dei nostri fratelli abbandonati lungo le strade, sfigurati dalla nostra negligenza e dalla nostra indifferenza.

San Rocco Borgotaro (116)Nella tua sete, Signore, noi vediamo la sete del Tuo Padre misericordioso che in Te ha voluto abbracciare, perdonare e salvare tutta l’umanità.

In Te, divino amore, vediamo ancora oggi i nostri fratelli perseguitati, decapitati e crocifissi per la loro fede in Te, sotto i nostri occhi o spesso con il nostro silenzio complice.

Imprimi, Signore, nei nostri cuori sentimenti di fede, speranza, di carità, di dolore dei nostri peccati e portaci a pentirci per i nostri peccati che ti hanno crocifisso.

Portaci a trasformare la nostra conversione fatta di parole, in conversione di vita e di opere.

San Rocco Borgotaro (112)Portaci a custodire in noi un ricordo vivo del tuo Volto sfigurato, per non dimenticare mai l’immane prezzo che hai pagato per liberarci.

Gesù crocifisso, rafforza in noi la fede che, non crolli di fronte alla tentazioni; ravviva in noi la speranza, che non si smarrisca seguendo le seduzioni del mondo; custodisci in noi la carità che non si lasci ingannare dalla corruzione e dalla mondanità.

San Rocco Borgotaro (115)Insegnaci che la Croce è via alla Risurrezione.

Insegnaci che il venerdì santo è strada verso la Pasqua della luce; insegnaci che Dio non dimentica mai nessuno dei suoi figli e non si stanca mai di perdonarci e di abbracciarci con la sua infinita misericordia. Ma insegnaci anche a non stancarci mai di chiedere perdono e di credere nella misericordia senza limiti del Padre.

Anima di Cristo, santificaci.
Corpo di Cristo, salvaci.
Sangue di Cristo, inebriaci.
Acqua del costato di Cristo, lavaci.
Passione di Cristo, confortaci.
O buon Gesù, esaudiscici.
Dentro le tue piaghe nascondici.
Non permettere che ci separiamo da te.
Dal nemico maligno difendici.
Nell’ora della nostra morte chiamaci:
e comanda che noi veniamo a te,
affinché ti lodiamo con i tuoi santi,
nei secoli dei secoli. Amen.

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