Ghiandaia (Garrulus glandarius) – San Quirico di Albareto (PR) – Val Gotra (18 marzo 2015)

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Ghiandaia Albareto (101) naturaEcco alcune immagini (scattate il 18 marzo 2015) di un bell’esemplare di Ghiandaia (Garrulus glandarius Linnaeus, 1758), un Corvide dal caratteristico piumaggio bruno-rosato con coda nera, ali nere con una macchia bianca e una azzurra, e lunghe piume erettili striate di bianco e di nero sul capo.

Nelle foto, la Ghiandaia compare tra l’erba e su di un ramo nei pressi di San Quirico di Albareto (PR) in Val Gotra.

Guarda i post Ghiandaia (Garrulus glandarius), corvide “sfuggente e sospettoso” – Boschetto di Albareto (PR)- Val Gotra (16 giugno 2014) 

L’esemplare di Ghiandaia, animale molto molto irrequieto, sfuggente e sospettoso (teme i rapaci, che non hanno difficoltà a catturarla), è molto agile nel volare tra i rami.

Ghiandaia Albareto (104) naturaLe gradevoli immagini della Ghiandaia crediamo siano una bella occasione per osservare gli uccelli da vicino e, inoltre, importanti testimonianze fotografiche della fauna selvatica della nostra zona.

Guarda Animali, foto

 

Ghiandaia Albareto (101) naturaLa Ghiandaia come detto, presenta una splendida livrea con piumaggio marrone rossastro, ali con penne blu chiare contornate di nero. Il dorso bianco diventa particolarmente visibile in volo.

In Emilia Romagna è l’unico corvide veramente forestale, essa vive quasi sempre all’interno di boschi o macchie di latifoglie, eventualmente miste a Pini, ma soprattutto di Querce, dai cui frutti dipende largamente per il nutrimento (circa il 50%). L’abitudine di nascondere fra la terra e le foglie morte l’eccesso di frutti raccolti fa della Ghiandaia uno degli agenti fondamentali della disseminazione degli alberi forestali. 

Galleria immagini: Ghiandaia (Garrulus glandarius) – San Quirico di Albareto (PR) – Val Gotra (18 marzo 2015)

 

Testo tratto dal post Ghiandaia (Garrulus glandarius), corvide “sfuggente e sospettoso” – Boschetto di Albareto (PR)- Val Gotra (16 giugno 2014) 

Il suo richiamo consueto è un gracido stridìo (simile ad un gree-gree), inoltre ha una forte e notevole capacità imitativa: riesce persino ad imitare benissimo, ad esempio, il verso della poiana ed il miagolio del gatto.

Normalmente il suo canto è un chiacchiericcio sommesso. 

Video: Ghiandaia (Garrulus glandarius), corvide “sfuggente e sospettoso” – Boschetto di Albareto (PR)- Val Gotra (16 giugno 2014)  

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testo tratto dal sito www.animalieanimali.it inserito nel “pdf” visibile alla pagina CLIKKA

Ghiandaia Val Gotra (11) BoschettoNome comune: GHIANDAIA (Inglese: jay)
Nome scientifico: Garrulus glandarius
Famiglia: Corvidi (Corvidae)
Ordine: Passeriformi (Passeriformes)
Classe: Uccelli (Aves) 
A cura di Stefania Busatta
CARATTERISTICHE:
La ghiandaia è il Corvide con il piumaggio più colorato del nostro continente. La livrea è marrone sul capo e sul dorso, con pennellate nere sul capo; la porzione più distale delle ali è nera e grigia, mentre la porzione più vicina al dorso è in parte blu con punteggiature nere e in parte marrone; le ali verso la coda, così come la coda stessa, sono in parte nere e in partenbianche.
La ghiandaia è lunga circa 35 cm e presenta un’apertura alare di 50-60 cm.

Ghiandaia Val Gotra (13) BoschettoVITA ED ABITUDINI:
Sicuramente abbiamo avuto occasione di udire le aspre grida della ghiandaia nei boschi decidui, in particolare nei boschi di querce in prossimità delle campagne aperte.
Con il suo forte becco si nutre di ghiande, semi, frutti, piccoli invertebrati; non disdegna vertebrati di piccole dimensioni e resti animali. Nella stagione riproduttiva la dieta è rappresentata da insetti degli alberi, oltre che da ghiande e foglie di quercia. Nella gola possono essere trasportate sino a 9 ghiande (e sino a 90 pinoli). Queste sono poi nascoste sottoterra ed utilizzate durante l’inverno, quando il cibo fresco scarseggia. Le ghiandaie dimostrano un’eccezionale memoria visiva, riuscendo a scovare le ghiande nascoste a distanza di tempo, anche quando al di sopra c’è una coltre di neve di 40 cm. Tra la ghiandaia e gli alberi che producono ghiande, come la quercia, c’è un mutuo rapporto: da un lato questo uccello affida alle ghiande l’importante ruolo di riserva di cibo per affrontare l’inverno, dall’altro l’abitudine della ghiandaia di portare le ghiande in luoghi distanti e di seppellirle fornisce un importante mezzo di dispersione alla quercia.
A differenza della gazza, la ghiandaia non vive in stormi nemmeno al di fuori della stagione riproduttiva. Si possono, tuttavia, osservare aggregazioni di 3-20 individui strillanti non accoppiati.
La ghiandaia è una specie monogama: non solo la coppia dimostra fedeltà per il periodo dell’accoppiamento, ma per tutta la vita.
La deposizione delle uova avviene all’inizio di aprile su un nido costruito tra i rami o, raramente, utilizzando un buco sull’albero. Il nido internamente è ammorbidito con foglie, erba,peli e raramente con piume. Qui sono deposte 5-7 uova che sono incubate per 2-3 settimane. I giovani lasciano il nido dopo circa 3-4 settimane.
Solitamente questo Corvide non lascia la propria regione nel periodo invernale, ad eccezione degli spostamenti che si registrano nei paesi più nordici.
La ghiandaia è timida e spesso evita l’uomo, probabilmente perché per molto tempo è stata perseguita; velocemente però, laddove è lasciata tranquilla, si abitua alla compagnia umana.

Ghiandaia Val Gotra (15) BoschettoDOVE E’ POSSIBILE INCONTRARE LA GHIANDAIA:
Questo allegro e variopinto Corvide è presente in Europa occidentale, attraverso l’Asia, il Giappone e il Sud-Est Asiatico.

CURIOSITA’:
La ghiandaia raccoglie e depone le formiche a contatto della pelle e tra le penne. Per fare questo l’uccello si avvicina al formicaio e, abbassando il corpo e sbattendo le ali contro la superficie del formicaio, porta le formiche a contatto con il corpo. Questo comportamento, detto anting, è stato spiegato attraverso diverse ipotesi. Forse il volatile vuole approfittare di una sostanza particolare (acido formico) prodotta da un apparato addominale delle formiche, che potrebbe avere un’azione disinfestante rispetto ad alcuni parassiti presenti sul corpo dell’uccello.

 

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