L’oste sparito – “Bieso” Ernesto Callegari (13/12/1914 – 22/03/1990) – Cacciarasca Albareto (Parma)

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 Bieso Ernesto Callegari cacciarascaCon questo testo intitolato “L’oste sparito” ricordiamo “Bieso”, Ernesto Callegari (13/12/1914 – 22/03/1990) a 25 anni dalla scomparsa.

Di seguito il testo intitolato “L’oste sparito”, articolo di “Valtaro Magazine”, dedicato ad Ernesto Callegari (per tutti “Bieso”), per molti anni gestore (insieme alla moglie), di una osteria a Cacciarasca di Albareto (Parma), ed alcune immagini scattate nel corso di una visita (il giorno 12-03-2015 a pochi giorni dal 25° della scomparsa), al cimitero della piccola frazione di Cacciarasca, luogo dove Ernesto riposa accanto alla moglie Assunta Ottoboni (13/08/1915 – 05/04/2006).

 

Cimitero CacciarascaLa visita al cimitero di Cacciarasca di Albareto(Parma), piccolo paese caratterizzato da prati, boschi, freschi ruscelli, un ambiente incontaminato tipico della Val Gotra, con edifici rurali, ricchi di ricordi, che la naturale quiete del luogo ed il tranquillo trascorrere del tempo hanno archiviato e reso preziosi, ci ha fatto tornare alla mente l’articolo inserito nella rivista “Valtaro Magazine” (Rivista illustrata di attualità – Anno 1 – Numero 7 – Dicembre 1995 – autore M.Em) dal titolo “Ricordo – L’oste sparito”, testo che descrive la storia di una bella persona, Ernesto Callegari, l’indimenticabile «Bieso», per tanti anni oste di Cacciarasca. 

…senza di lui la piccola frazione albaretese e tutto il circondario hanno perso tanto. Soprattutto un caro, fedele amico.

Ricordo – L’oste sparito

Bieso Ernesto Callegari L'oste sparitoSi sa, l’oste è come il vino rosso che mesce. Nell’invecchiare assume i toni caldi di un sapore più genuino e ti guarda con rinforzata amicizia.

Lassù al paesello di Cacciarasca (Albareto Parma), un pugno di case tra il verde scuro degli ultimi boschi, “Bieso” (Ernesto Callegari) aveva l’osteria.

La stufa mangiava la legna ricambiando con calore e fumo. Vecchie pubblicità coloravano pareti annerite e piene di storie invernali da raccontare davanti a una polenta.

Quando si spalancava la porla era un sorriso ad accogli erti prima di dirti buongiorno.

Ottoboni Assunta AlbaretoSe si saliva in tre, Bieso era il quarto per una briscola da combattere.

Se si saliva in dieci era l’undicesimo per un canto d’alpino da intonare tra tintinnii di bicchieri e brontolii di moglie.

Una faccia segnata dal lavoro e dal calendario strappato, un orgoglio montanaro da portare addosso come un paletò. Anche d ‘estate.

 Bieso Ernesto Callegari cacciarascaNella foto Ernesto Callegari, «Bieso», con due giovani amici villeggianti davanti alla sua osteria gestita per anni con la moglie.

Due fette di buon salame, un fiasco di rosso e il pomeriggio diventava festa di parole e di gesti.
La frittata fresca di pollaio preparava la sera.
C’era anche una chitarra, la «sei corde» che strimpellava ricordi e pensieri di un oste che aveva la Vita da raccontare.

E allora la memoria scavava tra le macerie jugoslave e marce interminabili nella melma albanese, in un grigioverde che sapeva d i disgrazia.

Ernesto Callegari Albareto BiesoUna guerra non voluta ma vissuta a petto infuori con la penna diritta sul cappello a darsi coraggio nella fatica del Destino.

L’osteria era il rifugio per i «viandanti» del quotidiano, un ritrovare antichi sapori di gesti senza
fretta, e morsi genuini.

Bastava un sorso e il buon vino scivolava nell ‘animo per sembrare più coraggiosi.

E Bieso lo sapeva.
C’erano sogni da avverare e stanchi pensieri da raccogliere tra quei viandanti che sceglievano quel rosso per ricevere un sorriso.
Un dì non venne più il sorriso a dare il buongiorno sull’uscio dell’osteria.

Si chiusero gli occhi che pareva addormentarsi nel silenzio di Cacciarasca.Ernesto Callegari - Ottoboni Assunta Albareto
Aveva il vestito buono per la festa che non si può rimandare, la serranda si era abbassata davanti alle vacche, pigre al pascolo.

L’ultimo addio di un campanaccio prima che la terra lo abbracciasse.
Un amico è sparito, i gradini da salire per andarlo a trovare restano silenziosi, senza più il calpestio di scarpe. Il sapore di quel rosso non l’ho più sentito.

M.Em.

Testo tratto dalla rivista “Valtaro Magazine” : Rivista illustrata di attualità – Anno 1 – Numero 7 – Dicembre 1995 – Mensile illustrato di attualità, cultura, cronaca, tradizioni, politica, economia, turismo e sport del comprensorio montano dell’alta Valtaro e Valceno

Ernesto Callegari Albareto BiesoNella categoria dal titolo Personaggi, “valgotrabaganza”, possiamo trovare articoli con storie e fatti di persone, imprenditori, commercianti, agricoltori, insegnanti, artisti che con grandi doti umane e qualità professionali si sono dedicati ed hanno operato per il bene della gente di montagna, ogni giorno, in modo discreto, silenzioso: veri e importanti pilastri della società civile.

Anche Ernesto Callegari (per tutti “Bieso”) crediamo possa essere considerato un “Personaggio della “valgotrabaganza

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