Upupa ripresa nei pressi di Albareto in Val Gotra (aprile 2012) – immagini

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L’Upupa, riconoscibile per il suo lunghissimo e sottile becco incurvato, cresta di penne erettili a ventaglio, piumaggio di colore rosa scuro con vistose striature bianche e nere sulle ali e sulla coda, è sicuramente un uccello particolare e molto bello, piuttosto raro da incontrare e soprattutto da fotografare.

Appare timidamente tra l’erba alla ricerca di cibo (insetti che cattura a terra scavando con il lungo becco per poi gettarli in aria e ricatturarli al volo).

Ecco una bella immagine di un esemplare ripreso nei pressi di Albareto in Val Gotra (aprile 2012)  – FOTO Pizanz

guarda le altre immagini: Galleria immagini Upupa in Val Gotra aprile 2012

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approfondimenti

VIDEO:Upupa – Upupa epops – Hoopoe

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=dJTNRCxX-1E&feature=player_embedded[/youtube]

testo tratto dal sito www.cielomareterra.it/    Upupa – Upupa epops

Specie: U. epops

Classe: Aves
Famiglia: Upupidae

L’ upupa (Upupa epops Linnaeus, 1758) è un uccello della famiglia degli Upupidi, riconoscibile dal suo ciuffo erettile di penne, e dal suo becco sottile e ricurvo.

E’ un uccello migratore, in inverno va verso i tropici, in primavera viene avvistato in provincia di Salerno presso l’area del Vallone Porto e il Parco naturale Diecimare. Il nome upupa deriva dal richiamo “upup” emesso dal maschio in primavera quale invito alla nidificazione. E’ proprio “grazie” al suo canto monotono che le ha fatto attribuire erroneamente abitudini notturne che non possiede.

È amante dei luoghi secchi, semi-alberati e assolati: la si può incontrare presso boschetti o frutteti o lungo strade sterrate dove spesso si concede bagni di polvere. Nidifica nelle cavità degli alberi, negli anfratti di rocce o di manufatti quali muri a secco o edifici rurali.

E’ lunga 25–29 cm, con apertura alare di 44– 48 cm. Il piumaggio è inconfondibile, marrone molto chiaro nella parte superiore e a strisce orizzontali bianco-nere nella parte inferiore. In volo la silhouette è caratterizzata da ampie ali arrotondate e dal lungo e sottile becco; posata appare snella, con corti piedi e testa ornata da un vistoso ciuffo erettile di penne ad apice nero. I sessi sono simili.

Le upupe si nutrono di una grande varietà di insetti e assai caratteristica è la tecnica con cui preparano e ingeriscono il cibo. Infatti questi uccelli possiedono una lingua troppo corta per poter ingurgitare direttamente il cibo. Allora gettano in aria l’insetto e lo ingoiano a becco spalancato; prima però lo liberano della testa, delle ali e delle zampe sbattendolo ripetutamente a terra.

Il verso dell’upupa è un monotono “houp-oup-oup“e viene ripetuto durante la prima fase del ciclo riproduttivo. Da marzo a giugno la femmina depone e cova per circa 16 giorni in una cavità 5-7 uova bianco-verdastre. Dopo 3-4 settimane i piccoli lasciano il nido. Le covate possono essere due all’anno.

Il suo verso era considerato presagio di sventura. Per questo motivo nella cultura popolare è tuttora chiamato “uccello del malaugurio”.

L’upupa viene citata in una poesia di Eugenio Montale:”Upupa, ilare uccello, alìgero folletto”.

testo tratto dal sito  www.progettobiodiversita.it/     Upupa

Famiglia: Upupidi

Nome scientifico: Upupa epops

Il verso dell’upupa era considerato presagio di sventura. Questo motivo, associato all’abitudine di cantare anche al crepuscolo, fanno scrivere al Foscolo (…) uscir del teschio, ove fuggia la luna, / l’upupa, e svolazzar su per le croci / sparse per la funerea campagna, (…) Ma noi sappiamo con certezza che questo animale, che poi il Montale chiama “ilare uccello”, non solo non è notturno ma non ha assolutamente l’abitudine di girellare fra teschi e croci!

Identificazione:

L’upupa, lunga 25-29cm, è inconfondibile per il ciuffetto erettile di penne che corona la sua testa. Il piumaggio è bruno roseo. Coda e ali hanno grosse barre bianche e nere. Il becco, piuttosto lungo e sottile, é leggermente ricurvo verso il basso. I sessi sono simili. Il volo è ondulante, le ali si muovono “a farfalla”.

Come si riproducono:

Nidificano in vecchi buchi d’albero o di muri, a volte anche in cassette nido. Le uova vengono covate dalle femmine per 15-20 giorni. Dopo 3-4 settimane i piccoli lasciano il nido. Ci possono essere anche due covate l’anno.

Dove cercarli:

In campagna, in frutteti, oliveti o in parchi cittadini abbastanza tranquilli.

Quando cercarli:

In Toscana chiamano queste migratrici galletto marzolo per la piccola “cresta” e perché in marzo arrivano dall’Africa dopo aver attraversato il Mediterraneo.

Cosa mangiano:

Si nutre principalmente su terreno aperto di larve di invertebrati, grossi insetti, lombrichi, molluschi, ragni.

Come aiutarli:

Sistemando nidi artificiali e facendo in modo che nessuno disturbi le loro covate. E’ difficile preparare una mangiatoia in cui l upupe possano trovare buoni rifornimenti perché la loro dieta è esclusivamente carnivora.

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