Oggi la Chiesa celebra : I Domenica di Avvento (30 novembre 2014) – di Giuseppina Gatti

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Nativita San Giovanni BattistaPubblicazione di “Oggi la Chiesa celebra” a cura di Giuseppina Gatti.

I Domenica di Avvento – (30 novembre 2014)

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immagini testo tratto dal sito vangelodelgiorno.org/ alla pagina

 I Domenica di Avvento

L’Avvento è il tempo liturgico cristiano che precede il Natale e segna l’inizio di un nuovo anno liturgico dell’anno ecclesiastico occidentale.
La Chiesa suddivide gli anni attraverso la denominazione di Anno A, Anno B, Anno C, a cui corrisponde un ciclo per quanto riguarda le letture festive (Ciclo A, Ciclo B, Ciclo C), aventi ciascuno di essi una peculiare fisionomia.

Ci si limiterà, in questa sede, ai Vangeli, essendo questi l’oggetto principale della meditazione festiva, senza tuttavia sminuire l’importanza dei testi dell’Antico Testamento e della Seconda Lettura (di solito staccata dal contesto) che li accompagnano.

Ora, ad offrirci spunti di meditazione su Gesù Cristo, durante l’anno :
A. è l’evangelista S. Matteo,
B. è l’evangelista S. Marco,
C. è l’evangelista S. Luca.
S. Giovanni, che a più riprese compare pressoché nella Liturgia della Parola di tutti e tre gli anni, viene proposto in modo particolare durante il tempo di Passione del Signore.

La parola Avvento viene dal latino “adventus”, ed indica l’azione dell’arrivare, l’arrivo imminente di qualcosa o di qualcuno.

Nel rito romano della Chiesa Cattolica dura quattro settimane, in quello ambrosiano sei (vedi in calce). L’Avvento è presente anche nei calendari liturgici delle chiese luterane e anglicane.
In tutte le confessioni questo periodo è contraddistinto da un atteggiamento di attesa della venuta di Nostro Signore: una venuta invocata, un’attesa che troverà un culmine nella celebrazione della nascita di Gesù, il 25 dicembre.

Occorre precisare, però, che non si tratta soltanto di fare memoria storica del passato – Cristo nella sua prima venuta nel mondo più di duemila anni fa – altrimenti non avrebbe senso continuare ad invocare questa venuta. È invece soprattutto celebrazione dell’attesa della sua venuta definitiva nella gloria, la “parusia” che deve ancora venire. Quindi è celebrazione dell’attesa escatologica, della speranza espressa dalla preghiera ardente delle prime comunità cristiane: “Maràna thà!”=“Signore, vieni!” (1 Cor 16,22).

Thomas Merton (1915/1968) scrittore e religioso statunitense dell’ordine dei Trappisti, scriveva: “Meditando l’Avvento passato e l’Avvento futuro, impariamo a riconoscere l’Avvento presente, che si situa in ogni momento della nostra vita di pellegrini terreni”.
Questo tempo di avvento è simile a quel periodo, testimoniato dai profeti dell’Antico Testamento, che ha preparato la prima venuta del messia. Per questo si leggeranno quelle antiche profezie che raccontano quanto grande fosse l’attesa, il desiderio di salvezza del popolo di Dio, specialmente nell’epoca in cui si trovava deportato ed esule a Babilonia.

Non bisogna dimenticare, dunque, che, proprio in questo tempo liturgico, ci scopriamo in particolare sintonia con l’esperienza religiosa del popolo dell’Antica Alleanza che tuttora vive, come elemento costitutivo della propria identità, la speranza nella venuta del messia: in fondo aspettiamo insieme la stessa persona, loro la sua prima, noi la sua ultima venuta.

I nomi tradizionali delle domeniche di Avvento sono tratti dalle prime parole dell’introito:
I di Avvento: Ad Te levavi (Ad te levavi animam meam = A Te levo l’anima mia)
II di Avvento: Populus Sion (Populus Sion, ecce Dominus veniet ad salvandas gentes = Popolo di Sion, il Signore verrà a salvare i popoli)
III di Avvento: Gaudete (Gaudete in Domino semper = Rallegratevi sempre nel Signore)
IV di Avvento: Rorate (Rorate, cœli desuper, et nubes pluant Iustum = Stillate dall’alto, o cieli, la vostra rugiada e dalle nubi scenda a noi il Giusto).

Le letture del Vangelo hanno, nelle singole domeniche, una loro caratteristica propria:

  • si riferiscono alla venuta del Signore alla fine dei tempi (I domenica),
  • a Giovanni Battista (Il e III domenica);
  • agli antefatti immediati della nascita del Signore (IV domenica).

Nella liturgia delle Sante Messe del periodo di Avvento (come in quaresima) il colore dei paramenti sacri del sacerdote è il viola e non viene recitato l’inno del Gloria.
Negli ultimi nove giorni d’Avvento è tradizione celebrare, in molte chiese latine, la pratica della Novena di Natale.
Nelle Chiese ortodosse – in cui viene anche chiamato digiuno della natività, quaresima invernale o di Natale – l’Avvento dura 40 giorni, a partire dal 15 novembre (28 novembre per le chiese che usano il calendario giuliano), mentre in altre chiese orientali comincia a partire dalla domenica più vicina al giorno di Sant’Andrea (30 novembre) e dura fino a Natale.

Avvento Ambrosiano

Nel rito ambrosiano l’Avvento inizia la prima domenica dopo il giorno di San Martino (11 novembre) e prevede sempre 6 domeniche (quando il 24 dicembre cade di domenica è prevista la celebrazione di una Domenica Prenatalizia). Nel rito ambrosiano è previsto il colore morello, tranne nell’ultima domenica (detta dell’Incarnazione) nella quale si usa il bianco.

1. domenica della venuta del Signore
2. domenica dei figli del regno
3. domenica delle profezie adempiute
4. domenica dell’ingresso del Messia
5. domenica del precursore
6. domenica dell’Incarnazione

Fonti principali: wikipedia.org; laChiesa.it; omelie.org («RIV.»).

 

 

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