Vittorio Bottego (la cui famiglia ha origini in Valtaro, il padre Agostino era di Albareto Parma), grande esploratore parmigiano – Parma 29 luglio 1860 – Daga Roba 17 marzo 1897

Print Friendly, PDF & Email

Dal libro “Cenni storici di Albareto” – Il Pellegrino (Don Duilio Schiavetta), dal titolo “Capitano Vittorio Bottego – la famiglia le sue scoperte”:

Bottego Vittorio Parma (122) notturno«ha in dono natura tutte quelle qualità fisiche, morali ed intellettuali che sono necessarie ai grandi esploratori.
Alto e snello nella persona, sanissimo nel corpo, dallo sguardo penetrante, dai nobili lineamenti; parla sobriamente e a volte anche troppo incisivo» .

(fonte S. Campioni, «I giam giam»)

Cenni storici di Albareto (1) copertina libro… riportiamo la storia di Vittorio Bottego, grande esploratore parmigiano, la cui famiglia ha origini in Valtaro (il padre Agostino era di Albareto – Parma).

Vittorio Bottego Capitano ed esploratore del Giuba e dell’Omo (Africa), era nato a Parma il 29 luglio 1860 ed è morto a Daga Roba il 17 marzo 1897.

Testi ed immagini utili per cercare di comprendere un po’ di più la storia per chi, come noi, non la conosceva …

(guarda i post Archivio “Cenni storici di Albareto”)

Bottego Vittorio Parma (137) notturnoImmagini notturne del Monumento a Vittorio Bottego, opera di Ettore Ximenes posto nel Piazzale della Stazione a Parma (27 ottobre 2014), testo tratto da “Capitano Vittorio Bottego – la famiglia le sue scoperte”, inserito in «Personaggi » nel libro “Cenni storici di Albareto” – Il Pellegrino (Don Duilio Schiavetta) – Bibl.: D. Tommaso Grilli – Giovanni Tomaselli – “Un Comune dell’Appennino Tosco-Ligure-Emiliano” Finito di stampare nel mese di dicembre 1995 Grafiche Lama Piacenza

Capitano Vittorio Bottego – la famiglia le sue scoperte

Bottego Vittorio Parma (130) notturnoNell’elenco delle famiglie emigrate il Grilli ricorda (cfr pago 120) il Dott. Agostino Bottego. Egli emigrò nel 1845 con la qualifica di «dottore» conseguita a Parma con l’aiuto di uno dei tre sacerdoti Bottego, parroci al piano.

Il dottor Agostino, padre del futuro Capitano Vittorio, scese a Parma, nell’attuale via della Repubblica, n . 29.

Incontrò la genovese Maria Acinelli, vedova del dotto Vaghi, si sposarono ed ebbero tre figli: Giovan Battista, Vittorio e Celestina.

G. Battista cercherà fortuna nelle Montagne Rocciose dell’America; Vittorio, lo scopritore, di cui si dirà appena dopo, Celestina resta a S. Lazzaro.

Bottego Vittorio Parma (111) notturnoG. Battista sposa l’irlandese Mary Healy ed hanno tre figli: Maria, Celestina e Vittorio.

«Maria diventa suora francescana e parte nel 1924 per l’India dove svolge il suo apostolato in una missione del Cashermir.

Celestina Bottego si stabilisce a S. Lazzaro sede della Casa Madre delle Missioni femminili Saveriane», che dirige fino alla morte, avvenuta il 20 agosto 1980.

Stazione Parma (100) notturno«Da qui dopo qualche anno di noviziato e di preparazione partono le giovani missionarie per portare nelle più remote e selvagge contrade del mondo il loro apostolato di fede e di bontà.

Vittorio sposato a Parma è il fedele custode delle sacre memorie dello zio».

 

E veniamo al futuro Capitano, Vittorio Bottego.

Bottego Vittorio Archivio Cenni storici di AlbaretoEgli nasce a Parma il 26 luglio 1860 (è quindi coetaneo del Dott. Domenico Gotelli), «ha in dono natura tutte quelle qualità fisiche, morali ed intellettuali che sono necessarie ai grandi esploratori.

Alto e snello nella persona, sanissimo nel corpo, dallo sguardo penetrante, dai nobili lineamenti; parla sobriamente e a volte anche troppo incisivo». (S. Campioni, «I giam giam», pago 18).

Vittorio Bottego si arruolò fin dalla sua prima età giovanile nell’esercito salendo di grado in grado fino a quello di Ufficiale di Cavalleria, a Pinerolo.

Era a quella scuola di equitazione, quando, a 17 anni, chiese ed ottenne di far parte del corpo speciale di ufficiali che doveva partire per l’Africa. Sbarcati a Massaua nel dicembre del 1887, trascorse i primi due anni di servizio in colonia al comando di una batteria indigena, addestrandosi nella conoscenza del paese e delle genti ed occupandosi a raccogliere collezioni di storia naturale che passarono poi ad arricchire il museo di Parma.

Bottego Vittorio Parma (126) notturnoPur convinto dell’opportunità di esplorazioni nella Somalia interna, ancora sconosciuta, si limitò, per ragioni dipendenti da vicende governative, all’esplorazione della Dancalia per suggerimento del Marchese Doria, presidente della Società Geografica.

Partito da Massaua dopo soli 10 giorni, gli perveniva l’ordine di retrocedere e di rinviare la scorta, ciò che fece limitandosi a percorrere con pochi servi l’itinerario costiero Massaua-Assab, mai fatto prima di lui.

Bottego Vittorio Parma (143) notturnoDi questo viaggio rese conto alla Società Geografica nella relazione «Nella terra dei Dankail: giornale di viaggio» (1892).

Rimpatriato, rimase a Firenze per un anno senza mai abbandonare il suo primitivo piano di esplorazione del Giuba, che, sotto gli auspici della Soc. Geog. con l’autorizzazione e il concorso del Governo e quello personale del re, poté finalmente essere mandato ad effetto,

La spedizione partiva da Berbera il 21 settembre 1892, riusciva da Imi ad entrare nel bacino del Giuba e a raggiungere il ramo principale, battezzato con il nome Canale Doria, risalendo sino alle sorgenti alle falde dei monti Faches.

Bottego Vittorio cartina Archivio Cenni storici di AlbaretoIl B. intraprese quindi la discesa attraverso gravi difficoltà opposte dalla natura del suolo e dalla ostilità degli abitanti, seguendo il corso del Giuba, giunse a penetrare nella misteriosa città di Lugh, considerata fino allora inaccessibile.

Il Bottego insieme all’ingegner Bochard ed Emilio Del Seno, superstiti della seconda spedizione Ruspoli, procedette per Bardera e raggiungeva la costa a Brava (8-9-1893).

Bottego Vittorio Parma (144) notturnoLe vicende di questa memorabile spedizione, che valse a risolvere uno dei maggiori problemi presentati ancora dalla geografia africana furono dal B. narrate nel suo libro «Il Giuba esplorato» Roma 1895.

Ma il magnifico successo conseguito, che gli procurò onori e riconoscimenti incontrastati sia in Italia che all’estero, non affievolì il grande desiderio di nuove imprese che valessero ad indagare ed estendere, dal punto di vista della scienza, non meno che da quello dell’interesse dell’Italia, i risultati già conseguiti.

Bottego Vittorio Parma (146) notturnoSi sarebbe trattato di risolvere ancora il misterioso corso dell’Omo; di esplorare la regione ancora sconosciuta tra l’alto Giuba, il lago Rodolfo e il Sobat e di consolidare la posizione che i trattati conclusi assegnavano all’Italia nel medio Giuba.

Il progetto relativo accolto dalla Soc. Geog., ebbe anche questa volta l’appoggio del governo e il concorso del re.

Bottego Vittorio Parma (145) notturnoLa nuova spedizione si sarebbe valsa del concorso di vari specialisti, che le si sarebbero uniti: il tenente di vascello Lamberto Vannutelli per le determinazioni geografiche, il Dott. Maurizio Sacchi per quelle naturalistiche, il Ten. Citerni, nipote del Bottego, per la tenuta del diario e per la parte fotografica.

Al Capitano marittimo Ugo Ferrandi sarebbe spettato l’impianto e il comando di una stazione italiana a Lugh. La spedizione lasciò l’Italia il 3 luglio 1895 recandosi a Brava, da dove raggiungeva direttamente Lugh.

Bottego Vittorio Parma (152) notturnoRaggiunta la confluenza del Dana lo risaliva e perveniva a Burgi, raggiungendo il vasto e pittoresco lago Pagadè, che il B. chiamò L. Margherita e quindi perveniva al corso dell’Omo seguendo lo fino alla sua foce sul lago Rodolfo (31 agosto).

Per assicurare le collezioni raccolte e portare in salvo alla costa l’ingente quantità più di 2 t. d’avorio ricavato da fruttuose cacce, venne distaccato un drappello, cui s’unì il Dott. Sacchi che sarà ucciso da una banda di razziatori presso il lago Stefanie.

Bottego Vittorio Parma (147) notturnoIl B. raggiunse il bacino del Sobat proseguendo verso NE. Si disponeva per il ritorno, che il B., ignaro degli avvenimenti eritrei, pensava di effettuare attraverso l’Etiopia chiedendo pertanto il consenso del negus Menelik, quando, accolti con falsa compiacenza, caddero in un’imboscata a Jellem e nel combattimento che ne seguì il B. rimase ucciso e il suo corpo mai ritrovato, i compagni fatti prigionieri e condotti alla costa per la via di Zeila (23-7-1897).

Bottego Vittorio Parma (133) notturno

 

Della memorabile spedizione che tanto valse ad arricchire la geografia africana e a porre il B. nel numero dei principali esploratori del continente nero, i due superstiti L. Vannutelli e C. Citerni stesero un’ampia relazione pubblicata per cura della Soc. Geog. con il titolo «L’Omo; viaggio di esplorazione nell’ Africa Orientale» (2° Sped. Bottego) Milano 1899.

 

Alla memoria del grande e sfortunato viaggiatore la città di Parma eresse un monumento in bronzo, opera dello scultore Edoardo Ximenes.

Bottego Vittorio Parma (104) notturnoSotto l’aspetto scientifico, giova forse ricordare che è stata rinvenuta in una profonda forra di fiume Omo-Bottego a circa 400 km.

Da Addis-Abeba, la mandibola del Paraustralopithecus aethiopus, un antenato dell’uomo vissuto un milione e mezzo di anni fa.

La scoperta venne fatta nella prima metà del 1967 ad opera di una spedizione franco anglo-americana.

Galleria immagini : Monumento a Vittorio Bottego, opera di Ettore Ximenes posto nel Piazzale della Stazione a Parma (27 ottobre 2014) – Foto Notturne

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.