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lug 29 2014

Martello (in dialetto “martéllu”) battifalce, attrezzo per “battere” e “assottigliare” la lama della Falce fienaria – Oggetti e attrezzi del passato – “Museo rurale virtuale”

Martello martéllu (4)Attraverso la categoria “Museo rurale virtuale”, cerchiamo di farvi riscoprire le nostre origini anche nella descrizione dell’uso degli antichi utensili. 

Ecco l’immagine del “martello”, comunemente chiamato “martéllu” nelle lingue dialettali delle valli del Taro e del Ceno dalla caratteristica “parlata ligure” (in questo caso si tratta dello specifico martello “battifalce”).

(guarda la categoria Attrezzi – oggetti di una volta – vai alla pagina “Museo rurale virtuale“)

Foto di Roberto Pavio (guarda i post Autori, Roberto Pavio, immagini)

 

Su questo tipo di “martello”, in dialetto “martéllu” (lingua dialettale delle valli del Taro e del Ceno), ci riferisce Roberto Pavio:

Martello martéllu (1) Incudine marciaIl martello per “battere” e “assottigliare” la lama della falce fienaria (in dialetto “curiatta” o “frèina”) era un attrezzo che serviva al contadino per affilare la lama della falce. Prima di iniziare il lavoro di falciatura, si sedeva nell’aia o nel campo (comodo, a gambe larghe) e, dopo aver piantato per terra la punta dell’incudine battifalce da falciatore (“portatile” o “mobile” – guarda il post Falce fienaria (in dialetto “curiatta” o “frèina”) con lama lunga triangolare, leggermente ricurva, utilizzata per tagliare l’erba – Oggetti e attrezzi del passato – “Museo rurale virtuale”), con questo tipo di martello (composto da un corto manico di legno e da una testa di ferro con entrambi i lati inclinati e arrotondati), batteva il “filo” della lama della falce sul bordo dell’incudine per assottigliarla (“stirarla”) e  quindi affilarla.

Martello martéllu (4)Una volta sistemata  adeguatamente sul legno della falce fienaria, la lama veniva di tanto in tanto passata con la “cote” (tradizionalmente conservata nel fodero fatto con corno di bue appeso alla cinghia dei pantaloni – guarda il post Contenitore della cote (in dialetto cudà) realizzato con un “corno” di bovino – Oggetti e attrezzi del passato – “Museo rurale virtuale”) per completare e poi mantenere efficiente l’affilatura.

Martello martéllu (3)Spesso alla base del manico veniva fissata una catena metallica, che a suo volta veniva agganciata all’incudine “portatile” o “mobile”, per una maggiore praticità nel ritrovare tali attrezzi.

La falce a mano è stata quasi del tutto sostituita dalle motofalciatrici semoventi (come “BCS”, “Bertolini”, “Lombardini” e altre marche), introdotte a partire dagli inizi  degli anni ’60 circa, e quindi in tempi più recenti dalle “barre falcianti” (a lame composte oppure ora anche a tamburi o dischi) applicate ai trattori nonché dai moderni decespugliatori a mano.

Martéllu (martello) – Attrezzo costituito da una mazza battente generalmente in ferro, e da un manico generalmente in legno. Forma e dimensioni dai martelli variano a seconda degli innumerevoli tipi di utilizzo.

(testo tratto da “Dizionario Enciclopedico della parlata ligure delle valli del Taro e del Ceno” di Ettore Rulli – Compiano Arte Storia)

 

Martello (in dialetto “martéllu”) in questo specifico caso attrezzo usato per “battere” e “assottigliare” la lama della “fienaria”, per tagliare l’erba “a mano”

Abbiamo inserito nel blog “valgotrabaganza” una nuova categoria Attrezzi – oggetti di una volta e la relativa pagina “Museo rurale virtuale“, dedicati ad un “progetto” (proposto da Roberto Pavio), che ci piace definire “Museo rurale virtuale”, riguardante immagini e video di attrezzi e oggetti del mondo rurale di una volta. Naturalmente siete tutti invitati, e ve siamo grati fin ora, a contribuire con commenti a descrizione, integrazione o correzione per eventuali errori, delle informazioni dei post, o con l’inoltro di altre immagini che ci possano aiutare in questa proposta di esposizione e recupero della memoria contadina, argomento che crediamo stia a cuore a molti dei nostri lettori.

L’indirizzo email per l’inoltro di eventuale materiale è il seguente: museovalgotrabaganaza@gmail.com 

 

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