ATTENZIONE: non toccate “nidiacei” e uova di uccelli che sembrano “abbandonate” –  primavera 2014 Val Gotra-Taro – Curiosità – Animali

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Nido uova abbandonate di Francesco Sabini (3)Ecco alcune foto gentilmente fornite da Francesco Sabini (che ringraziamo di cuore), scattate nel mese di maggio 2014 nei pressi del Passo della Cappelletta a Montegroppo di Albareto (PR), che ritraggono un nido (completamente “nascosto” dall’erba alta) con all’interno alcune uova.

Le foto, fortunati scatti, crediamo siano d’aiuto per rivolgere la nostra attenzione alla vita degli uccelli e ricordare il messaggio che avverte: «ATTENZIONE, non toccate nidiacei e uova di uccelli “abbandonate”».

 

Ecco perché…

Nido uova abbandonate di Francesco Sabini (2)Può capitare di imbattersi in nidi di uccelli, soprattutto di quelle specie che ne costruiscono a terra o su arbusti bassi, con una o più uova e pensare subito che possa trattarsi di uova “abbandonate”, perché in quel momento non vi sono gli adulti nelle vicinanze o perché al tatto risultano assolutamente fredde.

In questi casi, bisogna assolutamente evitare di prelevarle: infatti molte specie iniziano a “covare” le uova solo dopo averne deposte un certo numero. Inoltre prelevare le uova implica avviare un’eventuale incubazione artificiale ed in caso di successo la conseguente cura dei pulcini che risulta estremamente complessa.

(informazioni più dettagliate alla fonte “pdf”: ANIMALI IN ECOLOGIA (Quaderno didattico realizzato con il contributo della Regione Emilia Romagna) scaricabile dal sito www.comune.formigine.mo.it)

 abbiamo letto che…

(…) Esistono poi specie che intenzionalmente depongono le uova a terra , senza costruire veri e propri nidi, dando l’impressione di essere veramente abbandonate.

È il caso di piccoli trampolieri come il Fratino e il Corriere piccolo, oppure sterne come il Fraticello e la Sterna comune, su spiagge e greti di torrenti, come anche il Succiacapre, tra la lettiera del bosco.

Gli uccelli, e soprattutto i nidiacei, sono i casi più frequenti di ritrovamento di animali selvatici in difficoltà.

In primavera, durante una passeggiata nel bosco, ma anche nel giardino di casa, o sul marciapiede, può capitare a chiunque di trovare un nidiaceo (un piccolo di uccello). Il nostro istinto ci induce a raccogliere il piccolo e portarlo a casa per “allevarlo”.Nido uova abbandonate di Francesco Sabini (2)

Questo atteggiamento, peraltro lodevole in quanto dimostra sensibilità nei confronti della natura, non sempre si rivela il migliore per la salute del nidiaceo.

Gran parte dei nidiacei abbandona spontaneamente il nido (merli, passeri, civette…) quando ancora non sa volare bene, pur essendo seguito e alimentato dai genitori. Raccogliere uno di questi nidiacei significa strapparlo alle cure dei genitori, sicuramente più valide del più esperto e attento veterinario. Allevandoli si corre inoltre il rischio di “imprintarli” sull’uomo, facendone animali con una identità specifica deviata in modo irreversibile e non più in grado di affrontare una normale vita libera. (fonte Uova “abbandonate”, uccelli e nidiacei visibile sul sito wwf.lecco.it)

Attenzione: il prelievo di uova dai nidi è severamente vietato e sanzionato dalla legislazione vigente.

Approfondimento dal sito www.comunedinovellara.gov.it alla pagina S.O.S. animali feriti

– La legge 11/02/1992 n.157 – Norme per la protezione della fauna selvatica ed omeoterma – sancisce, all’art.1, che ” la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato, ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale”. All’art. 2 comma 1. afferma che “fanno parte della fauna selvatica oggetto della tutela della presente legge le specie di mammiferi e di uccelli dei quali esistono popolazioni viventi stabilmente o temporaneamente in stato di naturale libertà nel territorio nazionale”

– La Legge della Regione E.R. del 19/08/1994 n. 34, (con le modifiche apportate dalla L.R. del 16/02/2000) – Disposizioni per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio dell’attività venatoria –  all’art.29 comma 1 sancisce che: – Salvaguardia dei nidi:  E’ fatto divieto a chiunque di manipolare, prelevare, detenere o vendere uova e nuovi nati ed in genere esemplari di fauna selvatica. Comma 2: – Chi raccoglie uova o nuovi nati di fauna per salvaguardarli da distruzione o morte deve darne comunicazione entro e non oltre 24 ore al competente Ufficio Provinciale o ad una Guardia Venatori  affinché provvedano agli opportuni interventi di tutela.  La stessa L.R. all’art.61 lettera f) prevede la sanzione amministrativa da € 51,00 ad € 309,00.

Non è consentita una prolungata detenzione di animali irrecuperabili malgrado il soccorso ricevuto (es. privi di un’ala, un occhio ecc.) se non con precise autorizzazioni. E’ invece accettabile una detenzione con evidenti fini di soccorso e successiva liberazione, ma è, in ogni caso, necessario richiederne l’autorizzazione rivolgendosi all’Ufficio Caccia e Pesca della Provincia di Reggio E. al 0522301475 o al comando del Corpo Forestale dello Stato di Reggio E. tel. 0522442165

 Galleria immagini:Nido di uccello (completamente “nascosto” dall’erba alta), con all’interno alcune uova – Passo della Cappelletta,Montegroppo di Albareto (PR) – (immagini di Sabibi Francesco)

 articolo correlato: Cucciolo di Capriolo nascosto nell’erba: una carezza può costargli la vita –  primavera Val Taro 2014 – Curiosità – Animali

2013-12-08 (113) Passo CappellettaE’ sempre affascinante passeggiare nel “nostro” Appennino: un ambiente ricco di storia, natura e leggenda …

… ogni volta la nostra valle ci stupisce con nuove inaspettate e splendide sorprese, come questo semplice nido di fili d’erba posto sul terreno, con all’interno alcune uova.

(guarda i post Natura)

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