Cucciolo di Capriolo nascosto nell’erba: una carezza può costargli la vita –  primavera Val Taro 2014 – Curiosità – Animali

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Cucciolo di Capriolo da Marialisa Scaccaglia (13)E’ sempre affascinante passeggiare nel “nostro” Appennino: un ambiente ricco di storia, natura e leggenda …

… ogni volta questo territorio ci riserva nuove inaspettate e splendide sorprese, come questo esemplare di “cucciolo” di Capriolo.

(guarda tutti post su questi eleganti e timidi abitanti dei boschi alla categoria Capriolo)

 

Cucciolo di Capriolo da Marialisa Scaccaglia (10)Ecco alcune immagini, scattate il giorno 01 giugno 2014 nei pressi di Borgo Val di Taro (PR), che ritraggono un cucciolo di Capriolo completamente “immerso” nell’erba alta.

Le foto, fortunati scatti che riescono a trasmettere “emozioni” di natura e vita, sono state inoltrate da Marialisa Scaccaglia (che ringraziamo di cuore) … crediamo siano d’aiuto per ricordare il messaggio che avverte: “non toccate i cuccioli di capriolo, daino o cervo … una carezza può costar loro la vita”.

 

Molti cuccioli di animali selvatici, come anche il Capriolo, vengono accuratamente nascosti dalla madre in mezzo all’erba alta per difenderli dai predatori, mentre lei si allontana per nutrirsi e poterli poi allattare periodicamente. Sicuramente più tardi (anche alcune ore dopo), infatti, essa tornerà sui suoi passi per ritrovare e recuperare il proprio cucciolo.Cucciolo di Capriolo da Marialisa Scaccaglia (11)

Quindi se si ha la fortuna di avvistare piccoli di capriolo, daino o cervo che si trovano apparentemente soli nell’erba, oltre a tenersi possibilmente a debita distanza, è importante non toccarli o accarezzarli: infatti il nostro odore può facilmente essere motivo di allarme per la madre che potrebbe addirittura abbandonarli definitivamente, condannandoli così ad un triste destino.

Abbiamo letto che …

Spesso i cuccioli di queste specie vengono nascosti dalle madri nella vegetazione per eludere i predatori che in genere seguono l’adulto. Non si tratta quindi di piccoli abbandonati e nella maggior parte dei casi è opportuno lasciarli in pace lì dove si trovano. (fonte gogreen.virgilio.it alla pagina Cuccioli selvatici, in vacanza è possibile incapparci: come tutelarli)

Ogni anno molti piccoli caprioli vengono raccolti da persone che non pur non conoscendo le caratteristiche ecologiche e comportamentali della specie decidono di “aiutare” il povero cucciolo indifeso compiendo un grave errore di valutazione, compromettono la possibilità di sopravvivenza del piccolo capriolo

… anche solo accarezzandolo.

Maggio e giugno sono mesi delicati e fondamentali nel ciclo biologico annuale dei caprioli; in questo periodo le femmine gravide scelgono con cura i prati naturali, tra la cui erba alta partoriranno i propri piccoli, spesso due per ogni femmina.

Entro sessanta minuti dalla nascita i cuccioli saranno in grado di reggersi sulle zampe e di muoversi con discreta agilità. Nonostante ciò, durante il primo mese di vita, i piccoli non sviluppano l’istinto di fuga e, in caso di disturbo, restano immobili accovacciati tra l’erba alta.

La migliore protezione di cui i cuccioli di capriolo dispongono è la pomellatura del mantello; le macchie bianche su fondo marrone rendono linee e contorni confusi ed indefiniti, tanto che gli eventuali predatori non sono in grado di riconoscere la sagoma del giovane animale tra la vegetazione.

La femmina inoltre riserva particolare cura al momento della pulizia del cucciolo che risulterà, così, pressoché privo di odore, ancora meno individuabile dai predatori.

Le naturali soluzioni difensive del piccolo capriolo funzionano bene e non c’è necessità che la madre rimanga con lui durante la giornata; la femmina può, così, spostarsi per nutrirsi a poca distanza. Tornerà dal proprio piccolo solo per nutrirlo. (fonte www.oasivalpredina.it alla pagina CLIKKA)

Galleria immagini: Cucciolo di Capriolo nell’erba –  primavera Val Taro 2014 – (foto da Marialisa Scaccaglia)

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