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Falce messoria, “falcetto” (in dialetto messùra) con lama ricurva, utilizzato per la mietitura a mano del grano – Oggetti e attrezzi del passato – “Museo rurale virtuale”

Falce messoria (in dialetto messùra) (1)Ecco l’immagine di una Falce messoria o “falcetto”, attrezzo agricolo usato per la mietitura a mano del grano e di altri cereali che comunemente in dialetto (parlata ligure delle valli del Taro e del Ceno) viene chiamato messùra.

(guarda la categoria Attrezzi – oggetti di una volta – vai alla pagina “Museo rurale virtuale“)

Foto di Roberto Pavio (guarda i post Autori, Roberto Pavio, immagini)

 

Falce messoria (in dialetto messùra) (3) manicoFalce messoria – “falcetto” attrezzo agricolo usato per la falciatura (in dialetto messùra): piccola falce con lama ricurva e appuntita a forma di mezzaluna, dotata di un manico e di una che si tiene in una mano, mentre l’altra tiene il gruppo di steli da recidere (mannello di spighe).

Utilizzata per la mietitura a mano del grano e di altri cereali fino alla fine degli anni sessanta primi anni settanta circa, è stato sostituito dalle mietitrici meccaniche prima e poi dalle mietitrebbia.

La denominazione falce messoria distingue questo strumento, a manico corto usato per la mietitura, dalla falce usata per tagliare il foraggio.

Falce messoria (in dialetto messùra): Falce con lama corta e sottile piegata ad arco, con manico corto in legno, adatta per mietere il grano.

(testo tratto da “Dizionario Enciclopedico della parlata ligure delle valli del Taro e del Ceno” di Ettore Rulli – Compiano Arte Storia)

Approfondimento

Testo tratto dal “pdf” visibile alla pagina CLIKKA del sito www.museociocaeberloca.it

La falce messoria (la messura)

Falce messoria (in dialetto messùra) (2) lamaLa denominazione della falce messoria deriva dal termine latino”messorius”, il cui significato è: “oggetto usato per la mietitura”, ovvero“strumento per mietere”.

La falce messoria è tra gli strumenti più importanti ed antichi dell’agricoltura. È costituito da una lama metallica a forma di mezzaluna, con un piccolo manico in legno per l’impugnatura. Si mostra particolarmente adatta a tagliare le messi e favorirne così la sistematica raccolta.

(…) La falce messoria ha accompagnato lo sviluppo dell’agricoltura nel corso dei secoli ed è stata abbandonata soltanto a partire dalla metà del 1900, quando la mietitura è passata dalla fase manuale a quella meccanica.

La funzione di questo attrezzo era così palese, specializzata e insostituibile (seppure estremamente faticosa) da assumere un significato simbolico. Non è casuale, infatti, che in molte agiografi e la sua immagine venisse impiegata per identificare e rappresentare il“lavoro dei campi”.

(…) Il taglio era accompagnato dall’affastellamento e legatura dei covoni (“couove”o“cuon”), operazione necessaria per favorire la raccolta ed il caricamento delle messi sul carro,quindi il trasporto in cascina, luogo dove si svolgeva la trebbiatura.

Una variante più piccola della falce messoria era utilizzata per la modesta raccolta degli erbaggi usati per l’alimentazione del pollame domestico.

(testo di Giacomo Bassi)

Falce messoria (in dialetto messùra)

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