A 25 anni dalla scomparsa il ricordo del Dott. Claudio Sabini (16 Maggio 1989) – Archivio “Il Pellegrino delle valli Gotra e Arcina” – Albareto (Parma)

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Esattamente 25 anni fa (14 maggio 1989), ad Albareto (Parma).

In ricordo di Claudio Sabini AlbaretoL’ultima speranza di avere e godere della presenza dell’amico Claudio ancora per lungo tempo fra noi ha dovuto arrendersi nel pomeriggio del 14 maggio. Claudio era nato il 4 novembre 1951, conseguito il diploma e la laurea in Economia e Commercio, era insegnante presso l’Istituto tecnico comm. «Zappa» di Borgotaro, quando il male crudele lo colpì indebolendo la sua robusta fibra, ma non il suo spirito proseguendo la sua molteplice attività fino all’estremo delle possibilità. 

Questo «ricordo» vuol essere un «grazie di cuore» purtroppo insufficiente per cancellare il vuoto che hai lasciato, ma ne siamo certi: sei ancora con noi

…da “In ricordo del dott. Claudio Sabini 14-16 Maggio” – “Il Pellegrino delle valli Gotra e Arcina” – Estate 1989

In ricordo del dott. CLAUDIO SABINI – 14/16 Maggio 1989

In ricordo di Claudio Sabini Albareto (1)L’ultima speranza di avere e godere della presenza dell’amico Claudio ancora per lungo tempo fra noi ha dovuto arrendersi nel pomeriggio del 14 maggio.

Claudio era nato il 4 novembre 1951, conseguito il diploma e la laurea in Economia e Commercio, era insegnante presso l’Istituto tecnico comm. «Zappa» di Borgotaro, quando il male crudele lo colpì indebolendo la sua robusta fibra, ma non il suo spirito proseguendo la sua molteplice attività fino all’estremo delle possibilità.

Eppure i medici si sono adoperati in tutti i modi per debellare il male crudele; i congiunti con tanti amici, il parroco e conoscenti hanno pregato contro l’impossibile, perché riacquistando la salute, Claudio con le sue doti e la sua passione si prodigasse ancora per il bene morale e materiale di tutti i valligiani. Ma «i pensieri di Dio non sono i nostri pensieri» e così il Signore ha disposto diversamente dalle speranze e dalle attese di tutti noi.

La triste notizia della sua morte si è diffusa rapidamente coinvolgendo nel dolore tutta la popolazione non solo della zona, ma di tutto il territorio comprensoriale delle valli del Taro e del Ceno.

Nei due giorni precedenti i solenni funerali autorità, semplici cittadini ed amici si sono susseguiti ininterrottamente presso l’abitazione per esprimere al papà Marino, alla madre Maria, alla sorella Carla, alla nipotina Rossana e al cognato Renzo la viva partecipazione al grave lutto e alloro dolore. Anche i ricordi lieti diventano motivo di un dolore più profondo. Già, perché il 14 maggio, seconda domenica del mese, è la festa della mamma; ma per mamma Maria è giorno di inesprimibile dolore, non tanto perché ancora sofferente di un incidente in cui rimase infortunata con dolori e sofferenze, con periodi di degenza all’ospedale al tempo stesso con il figlio, ma perché il suo Claudio proprio in quel giorno la lasciava per entrare nell’Eternità.

In ricordo di Claudio Sabini Albareto (2)Ben poco possono lenire le parole, la presenza e la dimostrazione di affetto da parte di tante persone care, molto conosciute, ma anche di molte non note, … rischiano di scavare un solco più profondo nel cuore di una mamma e di tutti i suoi.

«Perché, Signore, ce l’hai tolto? Perché non hai ascoltato le nostre preghiere? Perché, Signore?» dice il parroco, don Renato che concelebra con lo zio, don Aldo la S. Messa insieme ad una quindicina di Sacerdoti presenti.

Di fronte al volere del Signore non resta che raccogliersi, chinare il capo e sentire: «Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, … sia benedetto il nome del Signore» allora è più facile scorgere oltre il fragile e pur impenetrabile steccato della morte il fulgore di Cristo risorto che è per noi. È il mistero di morte e di vita con cui la Liturgia cristiana dà il commiato al fratello che lascia la famiglia terrena precedendo i superstiti che va a ricomporre quella stabile nell’eternità.

Famiglia veramente imponente quella del 16 maggio al Boschetto, tanto da non ricordarne un’altra così numerosa a memoria d’uomo.

Era costituita oltre che un centinaio di Piacentini (parrocchiani dello zio don Aldo) dai congiunti, da tanti amici, estimatori più o meno noti fino ai rappresentanti di Enti ed istituzioni sociali, del corpo amministrativo, politico, economico, studentesco ed insegnante.

Molti esponenti hanno fatto pervenire ai familiari telegrammi (tra cui quello del Vescovo di Piacenza, giacché Claudio era anche membro della sottocommissione del Sinodo per le piccole parrocchie) di solidarietà, che insieme ad altri scritti di partecipazione, costituiscono un consistente pacchetto di attestati di stima ed affetto: conforto per un aspetto, ma anche triste ricordo di un «caro bene» che li ha lasciati troppo presto.

Breve ma significativa la lettera che il Rettore dell’Università degli Studi di Parma, prof. G. Paolo Usberti ha inviato alla famiglia: «.. mi resta il ricordo indelebile di una figura buona, gentile, educata, socialmente impegnata qual era suo figlio».

Fra le autorità con le quali sovente era stato a contatto per la sua attività, vanno ricordate il sindaco con la giunta e il consiglio di amministrazione del Comune di Albareto di cui era assessore anziano, il presidente ed il vicepresidente della Comunità Montana, i presidi ed i vari insegnanti delle diverse scuole statali i sindaci dei comuni di Bardi, Bedonia, Compiano, Borgotaro, Berceto, Tornolo, Varsi, S. Pellegrino, Fornovo, … ; i parlamentari Mora, Truffelli, … e ultimo nell’elenco, ma non per importanza, il consigliere reg., Giuseppe Costella, che al termine dell’Ufficiatura funebre, ha salutato così «l’amico Claudio Sabini»:

In ricordo di Claudio Sabini Albareto (3)Quando (…) mi giunse la notizia telefonica che l’amico Claudio aveva reso l’anima a Dio la tristezza e il dolore che mi presero erano in sintonia con la giornata che non offriva nulla alla speranza di un tempo migliore.

Anche il miracolo, ultima possibilità che era rimasta e nel quale non solo la famiglia, ma anche tanti amici avevano sperato, si era dileguato nelle nebbie che dal monte Gottero scendevano minacciose su Boschetto ove il corpo esanime dell’amico era stato trasportato dall’ospedale di Borgotaro per ricevere l’ultimo saluto della sua gente.

Il professore Claudio Sabini, insegnante presso l’Istituto Tecnico Commerciale «Zappa» di Borgotaro, ha lasciato affranti non solo i genitori, la sorella oltre i tanti cari parenti, non è più per i colleghi e studenti che lo ricordano come l’insegnante preparato e capace ricco di una umanità e di un interesse sincero per gli allievi come è sempre più difficile trovare nella scuola. forse perché anche lui ragioniere era stato prima di laurearsi in Economia e Commercio presso l’Università di Parma.

Claudio non è più l’Assessore anziano, Vice Sindaco di Albareto; il Sindaco Botti e i suoi colleghi lo piangono non solo perché hanno perso un collega amico ma perché le speranze che su di lui riponevano si sono vanificate.

Il suo impegno amministrativo era legato agli obiettivi di sviluppo sociale-economico del suo comune per fermare l’esodo, per aprire prospettive per i giovani, consapevole che Albareto ha potenzialità e risorse nell’agricoltura e nelle comunaglie con foreste rigogliose ricche di prodotti prelibati del sottobosco, nel turismo e nel suo tradizionale artigianato. Il tutto in una visione comprensoriale, in una montagna che deve ritrovare nella sua unità la forza e la carica vincente.

Lo piange e lo ricorda con immutato dolore la Democrazia Cristiana; Claudio Sabini era da tanti segretario comprensoriale dopo essere stato segretario di sezione e membro del Comitato provinciale. La perdita è irreparabile.

Aveva la pazienza tipica del montanaro di ascoltare e di aspettare, un notevole spirito di tolleranza senza alternarsi mai, per cui alla fine con lui era possibile trovare una conclusione positiva; era il parafulmine politico sul quale si scaricavano le tensioni e i nervosismi degli scontri che in partito come la DC non mancano mai, ma con Claudio il sereno e la serenità tornavano sempre.

Due caratteristiche lo rendevano unico e prezioso: la sua fede e la sua amicizia.

Come cristiano impegnato non disgiungeva mai la sua azione politico-amministrativa e la sua vita quotidiana dal comportamento coerente con l’ispirazione che lo sosteneva e che per lui non costituiva alcuna fatica tanto gli era facile porsi al servizio degli altri. Non chiedeva agli altri di imitarlo ma tutti gli riconoscevano questa superiorità morale.

Era infine un amico sincero e sicuro: chi, come me, ha avuto tale fortuna, oggi ne sente più viva la mancanza e quindi il ricordo si fa più struggente.

Andare da lui a bere un buon bicchiere di vino che generosamente offriva in semplicità e in complicità era come arrivare in un posto sicuro. Sfogarsi con lui sia da amareggiato che da contrariato era una abitudine che l’amico saggio accettava come segno di stima e come un suo doveroso piccolo sacrificio da consumare nell’affetto, consapevole che alla fine della chiacchierata o dei silenzi ti restituiva la serenità dello spirito che a lui, amico fedele, avevi chiesto.

Grazie di cuore, Claudio per tutto quello che ci hai dato.

Giuseppe Costella

Anche il… Pellegrino porge un «grazie di cuore» all’amico Claudio per averlo avuto tante volte come collaboratore con i suoi servizi giornalistici, come lo fu per la «Gazzetta di Parma» e «Il Resto del Carlino».

Questo «ricordo» vuol essere un «grazie di cuore» purtroppo insufficiente per cancellare il vuoto che hai lasciato, ma ne siamo certi: sei ancora con noi.

(fonte – In ricordo del dott. Claudio Sabini 14-16 Maggio da “Il Pellegrino delle valli Gotra e Arcina” – Estate 1989)

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