San Valentino (14 febbraio 2014) : Proverbi e modi di dire in dialetto bercetese e borgotarese

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Contadini da video (26)Annotare su un blog e usare la tecnologia per trasmettere  informazioni, riguardo il nostro dialetto, i costumi, e i “riti”dei vecchi contadini, pensiamo sia importante per cercare di recuperare il nostro passato, la cultura, le tradizioni, e gli usi locali che ancora oggi nel mondo rurale sono tramandati da padre in figlio. 

(guarda i post Origini)

Ecco alcuni proverbi, riguardanti la riccorrenza del 14 febbraio (San Valentino), modi di dire in dialetto di Berceto e Borgotaro (Comuni della provincia di Parma), con la relativa traduzione.

 

Contadini da video (10)(…) La lingua ufficiale dei nostri padri era il dialetto nelle sue varie forme più colorite – scrive Don Giuseppe Bertozzi – espressive, essenziali: cadenze proprie, diversificate da un luogo all’altro, anche fra paesi vicinissimi, ma con sfumature culturali diverse. 

Nei vari dialetti locali si formavano, maturavano, si tramandavano forme sapienzali, dettate unicamente dalla esperienza e dal buon senso, proverbi, norme di vita a cui ci si atteneva per il lavoro dei campi, rapporti interpersonali, previsioni del tempo.

(testo tratto dal post Libro: “Lisga, lisga vena su…” – (stampa 1995) – Insegnanti e alunni della Scuola elementare e media di Berceto (Parma))

Proverbi in dialetto bercetese:

Par Sän Valintái tutt i vaint i pòrtin marài

(Per San Valentino tutti i venti portano marino)

Par Sän Valintài, du test insima al cusài

(Per San Valentino due teste sopra al cuscino)

 

lisga, lisga vena su ... libro del 1995 Copertinatesto tratto dal libro “Lisga, lisga vena su…” – raccolta di canti, conte, filastrocche, indovinelli, modi di dire e proverbi, ninne nanne, preghiere, similitudini, in dialetto bercetese – Scuola elementare e media di Berceto – stampa 1995 – (Sala Baganza – Editoria Tipolitotecnica)

(guarda i post

Archivio “Lisga, lisga vena su…”)

 

(…) nel passato la ricorrenza di San Valentino era una data significativa.

Contadini da video (41)Un tempo, infatti, i giorni del lavoro e del riposo; della semina e del raccolto; del freddo e del caldo; e quelli in cui si scrutava con attenzione il cielo per carpirne i segni che avrebbero rivelato il tempo che doveva venire, non erano legati a date di giorni o di mesi, ma al nome del santo che il calendario di volta in volta proponeva.

Contadini da video (38)Ciò era dovuto al fatto che era più facile ricordarli, ma anche perché nella vita di un tempo la fede era riferimento per tutti.

Ebbene tra questi santi il cui nome era legato ad un frutto, ad un’erba, ad una semina o ad un raccolto, a giorni freddi o caldi, piovosi o nevosi, vi era anche San Valentino.

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Questa ricorrenza segnava per i nostri contadini il tempo della ripresa dei lavori dopo la lunga sosta invernale.

Una ripresa che veniva ad interrompere la lunga stasi invernale, riempita da “filossi” che rappresentavano momenti importanti di diffusione della cultura contadina.

A sostegno di questo stanno anche alcuni proverbi e modi di dire che testimoniano come i nostri vecchi vedessero nella ricorrenza di San Valentino un giorno particolare che spronava tutti a rimboccarsi le maniche e riprendere le lunghe e dure fatiche.

(testo tratto dal sito www.valtaro.it – S’NTIS DAL BURGU Giornale telematico mensile a cura di Giacomo Bernardi – Mensile speciale allegato alla rivista telematica valtaronetwork.com n.6 del 28/02/01 – alla pagina  copertina – San Valentino

Proverbi in dialetto borgotarese:

“P’r San Val’ntèin tüt’i vèinti i van in marèin”

(per San Valentino tutti i venti vanno in “marino”)

 

Contadini da video (12)per indicare che da quella data (14 febbraio) i venti freddi di tramontana e “sutan-na” si sarebbero tramutati in “marino”, un vento temperato che spira da sud-ovest e che porta effluvi e tepori dal vicino mar Ligure.

Naturalmente non bastava un proverbio a mutare clima o mandar via la neve, ma gli uomini avevano modo di riprendere le loro fatiche: rifare manici, staccionate, sistemare tetti, muriccioli, acquistare nuovi attrezzi al mercato, iniziare i lavori nell’orto.

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La ricorrenza di san Valentino serviva anche come occasione di bilancio familiare, ossia di controllo di ciò che la famiglia ancora possedeva in attesa dei futuri raccolti ancora lontani nel tempo. Ebbene anche in questo caso ci viene in aiuto un modo di dire dialettale:

 

“P’r San Val’ntèin – Mezu pan e mezu vèin – Meza f’nèra – E tut’ la lardèra”

(per San Valentino mezzo pane e mezzo vino, mezzo foraggio e tutto il prodotto del maiale)

 

Contadini da video (37)Alla scadenza di San Valentino, per poter attendere con tranquillità i futuri raccolti, in casa ci doveva esser metà della farina, metà vino, metà foraggio per gli animali e tutti i prodotti che derivavano dall’uccisione del maiale, vale a dire salami, coppe, salsicce, pancette e lardo. 

(testo tratto dal sito www.valtaro.it (S’NTIS DAL BURGU Giornale telematico mensile a cura di Giacomo Bernardi – Mensile speciale allegato alla rivista telematica valtaronetwork.com n.6 del 28/02/01) alla pagina  copertina – San Valentino

Galleria immagini tratte dal video: “La vita contadina – Si stava meglio quando si stava peggio!” visibile alla pagina CLIKKA

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=31f8quvE_gc[/youtube]

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