Compiano (Parma): Cav. Marco Rossi Sidoli – “Battistin e la «jus primae noctis» al Castello di Compiano” – Luoghi, leggende, favole

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Compiano 09-10-2008 (114) borgoL’antico borgo di Compiano (PR) è caratterizzato da strade strette e tortuose su cui si affacciano palazzi eleganti e case-torri dall’aspetto nobile, con la piazzetta e la terrazza “belvedere” sulla vallata;  la chiesa di San Giovanni Battista e il Castello che lo domina sono luoghi che conservano un carattere monumentale e “magico”,

Compiano 09-10-2008 (155) borgo oltre a rappresentare valori universali quali natura, cultura, storia e religione …

… luoghi da “leggenda”, dove spiritualità e ambiente si uniscono …

…. un grande conforto per gli occhi, per la mente e per il cuore.

(guarda “Luoghi, leggende, favole“)

 

1995-5 valtaro magazine 18 Compiano Rossi Sidoli 1Di seguito il racconto, con un po di storia del Cavalier Marco Rossi-Sidoli detto “Battistin”, e la leggenda della «jus primae noctis» (diritto della prima notte) al Castello di Compiano, insieme ad alcune immagini scattate nel corso di una visita (il giorno 09-10-2008) a Compiano (PR) in Val Taro.

La «jus primae noctis» sembrerebbe una leggenda, un’invenzione letteraria: per saperne di più leggi il perché alla pagina Ius primae noctis del sito it.wikipedia.org.

Riportiamo qui di seguito il testo (senza nessuna garanzia, ovviamente , in merito ed eventuali errori), le immagini di una visita (il giorno 09-10-2008) e tratte dall’articolo dal titolo “Battistin e la «jus primae noctis» al Castello di Compiano” – “Valtaro Magazine”: Rivista illustrata di attualità – Anno 1 – Numero 5 – Settembre 1995 – autore Angela Gotelli

 

Battistin e la «jus primae noctis» al Castello di Compiano

Compiano 09-10-2008 (101) castelloMorto nel 1851, Marco Rossi-Sidoli detto Battistin ha lasciato i propri beni in beneficenza. Ma dal Castello di Compiano, sua residenza, le giovani fanciulle di famiglia povera dovevano sottostare all’antica regola feudale della notte in sua compagnia prima di convolare a nozze

Compiano 09-10-2008 (175) isolaIl cavalier Marco Rossi -Sidoli, maggiore della Guardia d’onore istituita dalla duchessa Maria Luigia nel 1841, morì il 14 dicembre del 1851 nominando la congregazione di San Filippo Neri di Parma erede uni versale dei propri beni, con l’ onere di: spendere annualmente lire 6.000 in spese murarie ed altri ornamenti intorno al suo sepolcro; di spendere, pure annualmente, a favore di quaranta giovinette povere, dei tre comuni compianesi, ossia di tutta la pretura, per provvedersi di letto appena avessero compiuto l’ anno quindicesimo, la somma di pure lire 6.000.

Le impervie mura del maniero compianese teatro delle gesta di Rossi-Sidoli
Le impervie mura del maniero compianese teatro delle gesta di Rossi-Sidoli

La disposizione sulle opere sovrane intorno al suo sepolcro, venne modificata, con decreto sovrano a favore della costruzione e conservazione do un monumento da erigersi in suo onore.

Tale opera fu commissionata ad un artista dell’Accademia di Parma. lo scultore Ferrarini, e dopo varie vicissitudini, durate circa 30 anni, è stata portata nel Comune di Compiano ed esposta nell’oratorio dei Rossi.

Il ricovero «Rossi-Sidoli» di Compiano
Il ricovero «Rossi-Sidoli» di Compiano

Il denaro eccedente, sempre in relazione alla prima disposizione, venne destinato a beneficenza, a favore dei poveri della pretura, con definitiva decisione che vide tale somma impiegata per la costruzione del ricovero di Compiano.

La seconda disposizione patrimoniale ha visto ancora, dopo la morte del Rossi-Sidoli, nel 1903, dei beneficiati.

In tale anno Lusardi Giuseppe, detto Missan, prese in moglie Leonardi Luigia, detta Gigiolla, figlia del mugnaio di Pian delle Moglie.

La dote per ogni sposa anticamente comprendeva:

– una cassapanca di noce (alcune avevano il coperchio in ciliegio)

– un materasso di lana

– due lenzuola di lino e due federe

– quattro scudi d’argento (c’era chi ne riceveva tre, chi, invece, cinque).

Compiano 09-10-2008 (197) castelloQuesta seconda disposizione è da ricollegare all’antica regola feudale, sancita giuridicamente, denominata “jus primae noctis”, che il cav. Marco Rossi-Sidoli, popolarmente chiamato Battistin, esercitò durante la sua lunga vita (morì ottantenne): le giovani spose che volevano la dote dovevano passare, secondo la disposizione feudale, la vigilia delle nozze nella residenza del feudatario.Compiano 09-10-2008 (151) autunno

La residenza del Battistin era il castello di Compiano, ma il suo diritto era “imponibile”, secondo la tradizione popolare, solo fino al torrente Taro.

Considerando che il suo potere poteva essere esercitalo solo entro i confini suddetti, non sono mancati giovani sposi che fuggiti dalla pretura compianese si sono rifugiati nel comune di Tornolo, perdendo i diritti di “cortigiani”.

Compiano 09-10-2008 (106) castelloChi rimaneva nel suo territorio, per evitare che le belle fanciulle fossero da lui notate, usava alcun i stratagemmi: abbigliava malamente le proprie ragazze e le tingeva sul volto col carbone di legna.

Compiano 09-10-2008 (154) borgo

Ma se la futura sposa accettava la dote e passava la notte col Battistin, il giorno seguente, cioè quello fissato per la cerimonia, lo sposo col proprio mulo si recava al castello e conduceva la promessa in chiesa.

 

Cosa succedeva realmente la vigilia di ogni matrimonio non lo sapremo mai, mentre i più anziani erano soliti ripetere “intanto a Compiano sono tutti figli di Battistin”.

Angela Gotelli

Galleria immagini del borgo e del Castello di Compiano (PR) e della “natura” (vestita coi colori autunnali) nei pressi dell’abitato. (immagini del 09-10-2008 di Alessandra Bassoni)

 

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