Drusco di Bedonia (Parma) : La leggenda della Principessa di pietra, “Angelinda da Drusco” e del suo tesoro – Monte Tomarlo – Luoghi, leggende, favole

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26-11-2013 (117) Val Ceno Drusco RocceDi seguito la leggenda della “Principessa” di pietra, “Angelinda da Drusco” e del suo tesoro, ed alcune immagini scattate nel corso di una visita (il giorno 26-11-2013) a Drusco di Bedonia (Parma) in Val Ceno.

Luogo che conserva un carattere monumentale e “magico”, caratterizzato da prati, boschi, freschi ruscelli e rocce dall’aspetto maestoso, un ambiente incontaminato tipico dell’alta Val Ceno, all’interno dell’incantevole foresta, ai piedi del Monte Tomarlo.

26-11-2013 (131) Val Ceno Drusco neveMontagne dell’Appennino, territori bellissimi, che evidenziano valori universali quali natura, cultura, storia ed ovviamente anche religione, molti dei quali ancora da scoprire ….

luoghi da “leggenda”, dove spiritualità e ambiente si incontrano, in completa armonia, nel silenzio alpestre tra suggestioni naturalistiche e spirituali …

…. un grande conforto per gli occhi, per la mente e per il cuore.

(guarda i post “Luoghi, leggende, favole“)

Slideshow 

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26-11-2013 (210) Val Ceno Drusco panoramica

26-11-2013 (142) Val Ceno Drusco. Pizanzjpg

La visita a Drusco di Bedonia (paese con edifici rurali, ricchi di ricordi e leggende, che la naturale quiete del luogo ed il tranquillo trascorrere del tempo hanno archiviato e reso preziosi), ci ha fatto tornare alla mente una leggenda (“favola” popolare), inserita nella rivista

copertina Valtaro Magazine n.5 anno  1995“Valtaro Magazine” : Rivista illustrata di attualità – Anno 1 – Numero 6 – Novembre 1995, dal titolo “Angelinda da Drusco, la Principessa di pietra”, leggenda che descrive la storia di una bella Principessa (Angelinda da Drusco), trasformata dal “tocco” di un anello” in pietra.

26-11-2013 (148) Val Ceno DruscoIl Monte Tomarlo (metri 1602) in Val Ceno, insieme al Monte Valoria (vedi post Tramonto estivo sul “sacro” (…) Monte Valoria, tra antichi sentieri e panorami spettacolari – Berceto (Parma) – Estate 2012 immagini e video), al Monte Gottero (vedi post Monte Gottero: La leggenda della fata “Azotina” e del suo fedele “Gigante” in un “autunno di primavera” nei pressi del crinale “bruciato” dalla “neve gelata”, così come si presentava il 2 giugno 2013 – Albareto (Parma)), 26-11-2013 (164) Val Ceno Drusco Monte Pennaal Monte Penna, e al Monte Grotta Mora nei pressi della Cisa (vedi post Il “termine del Gatto” (“dal Gat”) : Berceto-Borgo Val di Taro (Parma)), è uno dei tanti rilievi montuosi in cui la storia naturale e quella dell’uomo hanno formato un patrimonio culturale, che si sta rivelando sempre più “d’eccezione”.

26-11-2013 (114) Val Ceno DruscoIl racconto narra del tesoro custodito sotto la “Rocca”, di un “pianoro” dove “ogni cento anni il diavolo da a soleggiare mucchi di monete d’oro” e di una “spaccatura della roccia”, descrizioni che stranamente, ci sembrano riferirsi a zone di bosco, prati e rocce, luoghi situati nelle vicinanze del paese.

 

Ecco la foto del masso con la spaccatura, che pare rappresentare “Angelinda da Drusco (Principessa di pietra)” 26-11-2013 (117) Val Ceno Drusco Roccee nei pressi del crinale, la roccia che pare simboleggiante il “Palazzo-Castello” (la “Rocca”), 26-11-2013 (146) Val Ceno Drusco Rocceed inoltre il pianoro “dove ogni cento anni il diavolo da a soleggiare mucchi di monete d’oro”26-11-2013 (119) Val Ceno Drusco pioanoro

Angelinda da Drusco, la Principessa di pietra, un racconto di fantasia, trovato nell’intercapedine di un muro divisorio di Cà de’ Re Gai presso Drusco e trascritto da Musa da Calice , storia “fantastica”, una “favola” che trascriviamo qui di seguito, ovviamente senza nessuna garanzia in merito ed eventuali errori;

Leggende

26-11-2013 (151) Val Ceno Drusco RocceAngelinda da Drusco, la Principessa di pietra

La bella Angelinda di Drusco è stata trasformata in civetta di pietra: solo quando i passerotti avranno raggiunto il suo cuore o quando un giovane principe le accarezzerà la fronte potrà tornare nel suo splendore umano.

Ogni Regno che si rispetti deve avere un Principe Azzurro, una Principessa, un castello e… tanta felicità.

26-11-2013 (194) Val Ceno Drusco RocceOra vi racconteremo una triste leggenda perché forse un giorno, conoscendo l’incanto, il figlio di un Re attraversando la Valceno a cavallo potrà liberare la Principessa di Drusco, ormai addormentata da molti anni.

Abbiamo di lei un ritratto: il profilo di una giovane dai caratteri somatici delle belle e forti montanare.

Angelinda, questo è il suo nome, apparteneva alla dinastia di Cà de’ Re Gai, aveva vassalli nel Rio del Tu e nelle Fontanelle, ed era erede del Reame di Canové e di tutto il territorio delle Sèie.

Questo territorio le era stato assegnato in dote, come le spettava di diritto anche l’immenso tesoro custodito nelle stanze sotto la Rocca.

La Principessa Angelinda poteva guardare tutto questo luccichio d’oro e di preziosi, ma non poteva toccare nulla, neanche il più piccolo degli oggetti, perché una terribile maledizione le avrebbe impedito di ritornare a Palazzo ad attendere il Principe.

Tra le bellezze che un tesoro così grande poteva contenere vi era un cofanetto d’avorio che la Principessa amava e osservava.

Dentro a questo prezioso scrigno erano custoditi anelli magnifici, di fidanzamento e nuziali.

Ve ne erano alcuni con incastonate delle gemme, con incisi dei cuori o la personificazione della fortuna (figura alata e bendala) e della speranza (Atena civetta).

Ma aimè!  Angelinda un giorno non potè fare a meno di prendere un anello che più di lutti le piaceva e provarselo… l’anello le sfuggì di mano, mentre lei roteava lungo i corridoi sotterranei fu sbalzata, sollevata e portata in cime alla Rocca e là trasformata, pietrificata in civetta.

E’ quella che tutt’oggi si può vedere poco sotto il piano dove ogni cento anni il diavolo da a soleggiare mucchi di monete d’oro. La sorveglia mangiando le bacche che stacca da una pianta cresciuta con le radici in una spaccatura della roccia.

Il tocco dell’anello però non fu mortale, Angelinda non venne uccisa: quando gli uccelletti che vanno di tanto in tanto a pulirsi il becco sulla civetta pietrificata avranno consumalo la pietra e raggiunto il suo cuore, allora potrà riprendere a respirare, si risveglierà.

Riassumerà le forme umane, rientrando in possesso della sua dimora e della sua dote.

Per lei il tempo non sarà mai trascorso e la sua bellezza, le sue dolci forme riaffioreranno per incantare ancora.

Però, se qualche giovane riuscirà prima che i passeri le tocchino il cuore, ad arrivare sulla Rocca e a fare una carezza sulla fronte della civetta la bella Angelinda si risveglierà e gli offrirà l’anello nuziale.

Dell’abbondanza del cuore parlerà la lingua.

26-11-2013 (183) Val Ceno Drusco CaseQuest’antica leggenda raccolta e trascritta per noi da Musa da Calice, fu dallo stesso autore rivenuta nell’intercapedine di un muro divisorio di Cà de’ Re Gai presso Drusco, scritta su alcune pergamene ingiallite.

Angela Gotelli

Testo tratto dalla rivista “Valtaro Magazine” : Rivista illustrata di attualità – Anno 1 – Numero 6 – Novembre 1995 – Mensile illustrato di attualità, cultura, cronaca, tradizioni, politica, economia, turismo e sport del comprensorio montano dell’alta Valtaro e Valceno

 Galleria immagini del borgo di Revoleto, “paese placidamente adagiato su un pianoro”, di Drusco di Bedonia (Parma) e delle rocce nei pressi dell’abitato. (immagini di Alessandra Bassoni e Pietro Zanzucchi – testi di Alessandra Bassoni e Pietro Zanzucchi)

approfondimento

La “Rocchetta” e le “Rocche” di Drusco nel comune di Bedonia (Parma)26-11-2013 (212) Val Ceno Drusco panoramica

Drusco di Bedonia (Parma) in Alta Val Ceno, è un piccolo borgo montano posto sui declivi del Monte Tomarlo(1.602 m s.l.m.), sulla sinistra orografica della valle.26-11-2013 (209) Val Ceno Drusco panoramica

Poco lontano dall’abitato troviamo il pittoresco sito, le famose “Rocche di Drusco”, serie di affioramenti ofiolitici, detti camini magmatici, modellati dall’uomo nella preistoria.26-11-2013 (210) Val Ceno Drusco panoramica

Le “Rocche di Drusco” (l’Adrusiacum della Tabula alimentaria veleiate), è definito un classico insediamento e luogo di avvistamento d’altura dell’età del bronzo (utilizzato dai proto liguri nel periodo di transumanza), ed inoltre è uno dei siti archeologici più interessanti dell’Appennino, in quanto ha offerto ritrovamenti relativi alle diverse epoche storiche, dalla Preistoria al Medioevo.26-11-2013 (211) Val Ceno Drusco panoramica

I reperti ritrovati, risalenti dell’età del bronzo, e iscrivibili fino all’età del Medioevo, sono esposti nella sala archeologica “Severino Musa” presso il seminario Vescovile di Bedonia (Parma).

26-11-2013 (208) Val Ceno Drusco panoramica

3 comments

    • Giovanni Doro on 4 dicembre 2013 at 21:05
    • Reply

    Interessante come sempre. Tanto mi è piaciuto che la prossima primavera ci farò un giro.D’inverno e magari con la neve,io non ci vado di sicuro. Complimenti a tutti e due.

  1. Sono uno dei quattro fortunati proprietari di quel che resta di ca de regai ed il vostro racconto… Bello anche se fosse solo una fantasia di uno scrittore, secondo me molto dotato ,mi ha fatto immaginare di essere fuori dal tempo e dallo spazio con elfi e fate in una terra di mezzo di Tolkieniana memoria… Grazie del volo…Daniele

    • caterina on 4 febbraio 2018 at 10:31
    • Reply

    DA quella rocca che ora nella nicchia cè la madonnina che messo Tognio de selian da bambina per andare a scuola a Revoleto ci passavo tutti i giorni per noi bambini era un punto di referimento tra drusco e revoleto era anche un punto dove giocavamo a nascondino

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