Un ghiro (Glis glis, Fam. Gliridi), in dialetto locale “ghir”, ripreso nei pressi di Berceto (Parma) in Val Baganza (luglio 2013) – immagini “incontro curioso”

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Ghiro 2013 Val Baganza (15)Ecco le immagini di un esemplare di Ghiro (Glis glis, Fam. Gliridi), in dialetto locale comunemente chiamato “ghir” (o “ghiru” nell’Alta Val Taro), ripreso criosamente aggrappato all’inferriata di una finestra di una vecchio edificio rurale, nei pressi di Berceto in Val Baganza, nel mese di luglio 2013.

Ghiro 2013 Val Baganza (20)Il ghiro ci osserva incuriosito, nascondendo con la coda arrotolata il simpatico musetto.

 

 

 

 

Ghiro 2013 Val Baganza (19)Ecco alcuni modi di dire in dialetto locale riguardanti il ghiro che nel immaginario è sinonimo di dormiglione a causa del lungo letargo in cui cade durante l’inverno, infatti trascorre circa metà della vita dormendo (in climi molto freddi, il periodo di letargo si allunga ulteriormente).

 “durmi cumme in ghiru” tradotto dalla “parlata ligure delle valli del Taro e del Ceno” significa; dormire come un ghiro …

“al dorma cmé ‘n ghir” tradotto dal dialetto bercetese significa; dorme come un ghiro …

Il ghiro è molto conosciuto anche per il fastidioso “chiacchierio” serale e notturno che nella stagione estiva disturba chi è in cerca di tranquillità assoluta.

Nondimeno il ghiro, cercando un rifugio sicuro anche per l’inverno, riesce a rodere il legno di finestre, persiane, assìti del tetto, con danni ingenti che provocano la disperazione dei proprietari per quella che viene chiamata da molti “infestazione di ghiri”.

Ghiro 2013 Val Baganza (10)

In questi casi spesso basta poco per “debellare” in modo semplice e naturale questo intruso, impedendo l’accesso all’edificio (che magari avviene da cavi aerei di allacciamento che attraversano alberature nelle vicinanze), oppure consolidando opportunamente le strutture più esposte.

Ghiro 2013 Val Baganza (17)Il dialetto assieme ad altri beni legati alla storia e alla cultura locale, crediamo sia un “bene culturale”, da scoprire, difendere e recuperare.

Un linguaggio che trasmette e diffonde fatti, impressioni e conoscenze relativi agli ambiti della cultura locale, e che spesso ci fa riflettere sul suo valore sociale e storico.

 

Ghiro 2013 Val Baganza (16)Descrizione

Il Ghiro (Glis glis, Fam. Gliridi) è un roditore di medie dimensioni è lungo circa 30 cm di cui 11-15 di coda (che mantiene sempre lunga e distesa), il peso medio è di 70-80 grammi.

Il pelo corto e ruvido nel corpo, e lungo, fitto e morbido nella coda, di colore uniforme si presenta grigio argenteo in inverno e bruno rossastro in estate.

La testa è ben distinta dal tronco e simile a quella di un topolino, presenta guance e gola bianche, gli occhi sono grandi, scuri e marcati da pelo quasi nerastro e da folte e lunghe vibrisse (lunghi baffi posti ai lati del muso con funzione tattile), le orecchie nere sono tondeggianti.

Ghiro 2013 Val Baganza (13)Le quattro zampette prensili (per afferrarsi saldamente alle fronde), sono corte di colore bianco, dotate di dita con unghie appuntite e ricurve che gli permettono di arrampicarsi con agilità sui tronchi e di spostarsi con velocità e agilità tra i rami, sempre utilizzando la coda come timone (equilibratore nei movimenti sui rami).

Si nutre di insetti, lumache, semi (castagne, ghiande, noci, nocciole), bacche, germogli, frutta e uova di uccellini, che cerca arrampicandosi sugli alberi e gli arbusti, durante l’estate mangia molto e fa scorta di grasso che gli sarà d’aiuto per sopravvivere durante il lungo letargo invernale (resta in letargo per circa 7 mesi da metà ottobre a metà maggio). In questo periodo, il ghiro giunge a pesare anche 200 o 300 grammi, contro un valore che va dai 70 a 80.

Ghiro 2013 Val Baganza (18)Habitat

Vive nei boschi di latifoglie, in particolare di quercia, faggio e castagno, dove trova cibo in abbondanza (soprattutto germogli, frutti e semi), ed è diffuso in Europa, Asia e Afirca, sia in pianura che in montagna (predilige gli ambienti boschivi, a quote tra i 600 ed i 1500 m.), occasionalmente può anche occupare i sottotetti di case rurali vicine ai margini del bosco.

Preferisce boschi ricchi di alberi grossi con cavità, che occupa sia per riprodursi che per rifugiarsi per il letargo invernale, che dura sette mesi nei quali dorme quasi ininterrottamente, ma può anche scavare tane nel terreno tra le radici degli alberi o può occupare anche le cassette nido o sottotetti.

Ghiro 2013 Val Baganza (21)Il ghiro passa la maggior parte del suo tempo sugli alberi infatti scende a terra solo per accogliere qualcosa da mangiare, quindi passa tutto il resto della sua esistenza fra i rami.

 E’ un animale molto attivo (si arrampica, corre e salta, caccia, cerca frutti), durante le ore crepuscolari e di notte, infatti esce dal proprio nascondiglio poco dopo il tramonto per poi ritornarvi prima dell’alba;

Costruisce il rifugio invernale in un tronco vuoto, tra le rocce e qualche volta sottoterra, e un nido estivo dalla forma rotondeggiante, dove vengono allevati i piccoli (in genere 4-6, dopo un mese circa di gestazione), utilizzando muschio, foglie secche e frammenti di corteccia.

Galleria immagini Ghiro (Glis glis, Fam. Gliridi), ripreso nei pressi di Berceto (Parma) in Val Baganza (luglio 2013) – (immagini di Pietro Zanzucchi – testi di Alessandra Bassoni e Pietro Zanzucchi)

 

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