Maschio di Picchio rosso, un uccello della famiglia dei Picidae, ripreso in Val Taro (luglio 2011) – immagini

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maschio Picchio rosso minore di Roberto Pavio (10) Val Taro luglio 2011 I Picchi sono creature eccezionali, vederli volteggiare o posati su di un ramo è sempre piacevole, purtroppo sono poco “osservabili” a causa dell’esiguo numero e per il loro “habitat”, zone lontane da paesi o strade, boschi di cedui misti soprattutto latifoglie (boschi “maturi” che possano offrire larve all’interno dei vecchi tronchi, dal livello del mare fino ai 1.500 metri di altitudine).

maschio Picchio rosso minore di Roberto Pavio (14) Val Taro luglio 2011 Anche il comportamento “dinamico” (il picchio sembra giocare sempre, con allegria e spavalderia) e la naturale diffidenza con l’uomo … fa si che fotografarli sia sempre difficoltoso, ma quando si ci riesce le immagini suscitano sempre sentimenti di innocenza, dolcezza, tenerezza e simpatia.

Chi ama la natura, dovrebbe far di tutto per poterli vedere, perché sono davvero uno spettacolo!

maschio Picchio rosso minore di Roberto Pavio (15) Val Taro luglio 2011 Ecco le immagini, scattate nel luglio 2011 da Roberto Pavio, di un esemplare maschio di Picchio rosso, un picchio presente in buona parte dell’Italia, che nidifica scavando cavità nei tronchi (preferibilmente marcescenti), o occupando anche vecchie cavità naturali o realizzate da altre specie (vedi post Oasi WWF dei Ghirardi :Immagini e resoconto installazione di nidi artificiali per Torcicollo – Riserva Naturale Regionale ).

maschio Picchio rosso minore di Roberto Pavio (11) Val Taro luglio 2011 L’esemplare fotografato è posato nella ramificazione di un tronco d’albero, in un atteggiamento guardingo molto caratteristico, e “martella” per romperla (con il robusto becco) una nocciolina (o una ghianda, cibi di cui è ghiotto), che visto il periodo della foto (luglio 2011) probabilmente non era ancora a maturazione completa.

 

 

Ringraziamo Roberto Pavio per avere condiviso con tutti noi le splendide immagini (frutto sicuramente di “attenzione” e tanta pazienza), di un esemplare maschio di Picchio rosso minore.

maschio Picchio rosso minore di Roberto Pavio (15) Val Taro luglio 2011 Abbiamo letto che;

… la sua testa, quando “picchia”, si sposta alla fantastica velocità di 2.090 chilometri orari (ben più del doppio della velocità di un proiettile).

L’arresto della testa tra un “colpo” e l’altro equivale a una sollecitazione mille volte superiore alla forza di gravità ed è oltre 250 volte più intensa della forza cui è soggetto un astronauta al decollo del missile che deve spingerlo nello spazio.

Infine, per ricercare e recuperare il cibo, il picchio fa fino a 12.000 “colpi” al giorno.

Solo un miracolo di coordinazione tra ossa del cranio, becco, cervello e muscoli del collo permette al picchio di sopportare senza problemi queste fortissime sollecitazioni.

maschio Picchio rosso minore di Roberto Pavio (14) Val Taro luglio 2011

Nonostante le sue piccole dimensioni, la sua presenza in primavera la si percepisce a grande distanza dal  canto “čljúuuuuk”, che in volo si trasforma in uno squillante richiamo di allarme “kuík, kuík, kuík “e dal  il caratteristico suono prodotto dal becco, del tambureggiare “krri, krri, krri, krri“.

Il suono, oltre a delimitare il territorio dissuadendo eventuali intrusi (potenziali concorrenti per il cibo e la iproduzione), ha lo scopo di attirare l’attenzione della femmina, con la quale produce una sola covata, tra maggio e giugno, composta da 4-6 uova. Entrambi i picchi si occupano della cova, che dura circa un paio di settimane.

maschio Picchio rosso minore di Roberto Pavio (13) Val Taro luglio 2011 Con il becco, inoltre, sonda le “pareti esterne” dei vecchi tronchi, facendole rimbombare, per poi forarne il legno con colpi ben assestati (martella all’incredibile velocità di 15-16 colpi al secondo) producendo innumerevoli schegge legnose che letteralmente lastricano il sottosuolo nei pressi del tronco degli alberi secchi (i picchi sgretolano spesso la corteccia dei vecchi alberi, in cerca di larve di coleotteri).

Spesso si nutre usando le mangiatorie artificiali, meglio se esterne e lontane dalle abitazioni, specialmente se foraggiate con girasole o noci (vedi post Sfamiamo gli uccellini “sotto” la neve e il freddo gelo invernale)

I Picchi sono voracissimi e divorano una infinità di larve di Coleottero (vedi post Coleottero (morimus asper), ripreso nei pressi di Albareto (Parma) in Val Gotra – immagini maggio 2013) e migliaia di ragni e formiche al giorno che vivono sotto le cortecce, ma si nutre anche di bacche e altri vegetali.

Le immagini e questo piccolo testo speriamo sia utile a far appezzare e rispettare la biodiversità del nostro territorio.

maschio Picchio rosso minore di Roberto Pavio (11) Val Taro luglio 2011

 Galleria immagini: Maschio di Picchio rosso, un uccello della famiglia dei Picidae, ripreso nei presso in Val Taro (luglio 2011) – immagini – (foto di Roberto Pavio – testi di Alessandra Bassoni e Pietro Zanzucchi)

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dunque ci auguriamo che anche queste immagini e il breve testo siano utili e possano costituire un piccolo passo per far comprendere, per poterla appezzare e rispettare, la “biodiversità”

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