Terenzo : Giovani di Cinciallegra (Parus major, Linnaeus 1758) nel nido in attesa del cibo (Val Grontone) – Immagini maggio – primavera 2013

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Cinciallegra nido Terenzo Val Baganza 26-05-2013  (11)Qualche volta, con un po’ di attenzione e tanta pazienza, si può individuare la presenza di nidi di uccelli situati in posti talmente strani, spesso vicini alle nostre abitazioni, tali da stupire per l’astuzia e l’intraprendenza di questi piccoli esseri viventi.

Cinciallegra nido Terenzo Val Baganza 26-05-2013  (10)In natura, infatti, ci sono uccelli che costruiscono nidi intrecciando materiale vegetale tra i rami degli alberi o arbusti, altri invece come per esempio la Cinciallegra sono soliti rifugiarsi e riprodursi nei posti più insoliti, quali le fessure dei tronchi, o cavità naturali.

Nebbia Berceto Val Baganza (29)La diminuzione degli alberi cavi da boschi, campagne, parchi e giardini ha portato alla notevole riduzione e, in qualche caso, addirittura all’assenza totale di cavità naturali: per questa ragione molti uccelli, tra cui proprio le “cince”, nidificano in luoghi artificiali “surrogati” (come in questo caso).

Cinciallegra nido Terenzo Val Baganza 26-05-2013  (15)Ecco, infatti, alcune immagini di un nido con all’interno i giovani di Cinciallegra in attesa del cibo, ripresi nei pressi di un’abitazione a Terenzo (Parma) in Val Grontone il 26-05-2013.

 

 

 

Cinciallegra nido Terenzo Val Baganza 26-05-2013  (21)La Cinciallegra, probabilmente spinta dalla necessità di trovare un riparo sicuro dai predatori ma anche per sfuggire alle condizioni ambientali sfavorevoli di questa primavera 2013 (con frequenti piogge ed alcune nevicate), ha usato un “rifugio di fortuna” per costruirsi il nido e riprodursi: si tratta infatti di un “pozzetto” di cemento, sovrastato da un “tetto” sagomato in lamiera che permette all’animale di accedere al nido in tutta sicurezza, collocato nei pressi di un’abitazione.

Berceto Autunno 2012 (100)Le immagini e questo piccolo testo speriamo siano utili a far appezzare e rispettare la biodiversità del nostro territorio.

Cinciallegra nido Terenzo Val Baganza 26-05-2013  (14)L’incontro così da vicino di piccoli animali selvatici riesce a dare forti ed istintive emozioni naturali e può regalare sensazioni indescrivibili, inoltre molti di questi animali, come per esempio proprio i piccoli uccellini ancora nel nido, ispirano sentimenti di tenerezza e dolcezza pensando alla fragilità e nello stesso tempo alla forza che li sorregge giorno per giorno.

Oasi Ghirardi aprile 2012 (072) attività di installazione di nidi artificialiL’uomo può, in certi casi, aiutare realmente questa fauna selvatica che trova sempre meno siti disponibili per costruirsi un rifugio adatto (cavità di alberi o  buchi dei muri) installando proprio degli idonei “nidi artificiali” (vedi post Oasi WWF dei Ghirardi :Immagini e resoconto installazione di nidi artificiali per Torcicollo – Riserva Naturale Regionale), Oasi Ghirardi aprile 2012 (222)anche fabbricandoli con mezzi artigianali, contribuendo così, oltre che alla sopravvivenza di questi piccoli pennuti (che si trattengono nelle nostre zone per tutto l’anno), all’arricchimento e alla salvaguardia di quell’enorme bene comune che è la natura.

Oasi Ghirardi aprile 2012 (053) attività di installazione di nidi artificialiL’installazione dei nidi artificiali, nei giardini e nei parchi, è anche un’ottima occasione per poter osservare vari colorati ed allegri uccellini da vicino, imparare a riconoscerli ed a distinguere le diverse specie … divertendoci nell’ammirare i loro volteggi e le loro audaci acrobazie. 

Cinciallegra nido Terenzo Val Baganza 26-05-2013  (12)Non è poi così difficile che in primavera ci possa capitare di incontrare un piccolo uccellino caduto dal nido, o come così può sembrare a prima vista.

Infatti molti dei piccoli uccellini lasciano spontaneamente il nido anche quando ancora non sanno volare bene, ma sono ugualmente seguiti e alimentati dai genitori, quindi anche se spesso il nostro istinto ci spinge a soccorrere il piccolo, portandolo a casa per “allevarlo”, questa non è sempre la soluzione migliore.

uccellini neve Bedonia 19-01-2013 (15) MerloPer “scegliere al meglio” bisogna valutare la situazione: se i piccoli sono feriti oppure in pericolo (minacciati da gatti o altri predatori o bisognosi di cure) e se nei paraggi è presente un genitore.

Bricioline sul davanzale-Val Gotra (16)Raccogliere uno di questi giovani uccellini potrebbe significare sottrarlo irreparabilmente alle cure dei genitori, dato che allevarli potrebbe causare loro l’incapacità pratica ad affrontare una normale vita libera.

Cinciallegra nido Terenzo Val Baganza 26-05-2013  (14a)Nel caso siamo costretti a soccorrere un piccolo di uccellino, o altro animaletto, è bene adottare alcune precauzioni suggerite da vari esperti: occorre procurarsi una scatola di cartone poco più grandi dell’animale, praticarvi dei fori per l’aereazione, ed ovattarla con fogli di carta assorbente da cucina o fogli di giornale.

Nel caso il giovane si presenti ancora senza piume, bisogna riscaldarlo tenendolo tra le mani e alitandogli addosso.

Cinciallegra nido Terenzo Val Baganza 26-05-2013  (15)La temperatura è infatti un elemento fondamentale per la sopravvivenza di un uccellino implume, infatti se l’animaletto è costretto a rimanere a una temperatura inferiore ai 28°C per più di qualche minuto sopravvengono immediatamente delle affezioni respiratorie che rendono improbabile salvargli la vita.

Cinciallegra nido Terenzo Val Baganza 26-05-2013  (11)Gli alimenti di emergenza da dare ai piccoli pennuti sono: omogeneizzato di carne, pezzettini di carne o larve e acqua con un contagocce o direttamente dal nostro dito facendo scorrere le gocce d’acqua sul becco dell’animale; le vite dei nidiacei sono purtroppo molto fragili, e sono sufficienti poche ore di digiuno per vederli morire.

Galleria immagini “Giovani di Cinciallegra nel nido in attesa del cibo Terenzo (Parma) in Val Grontone 26-05-2013 – primavera 2013” (immagini di Pietro Zanzucchi – testi di Pietro Zanzucchi e Alessandra Bassoni)

approfondimento : testo tratto dal post

Sfamiamo gli uccellini “sotto” la neve e il freddo gelo invernale

z finestra 01-02-2012 (10) davanzaleCon il tempo, sicuramente si riesce ad imparare a riconoscere gli alimenti più apprezzati dagli uccelli, che si possono distinguere in due categorie in base al tipo di alimentazione preferito e cioè in granivori (mangiatori di semi) e insettivori (mangiatori di insetti e di alimenti teneri), basta osservare la forma del becco dell’uccellino per riuscire a capire il genere di alimentazione di cui ha bisogno, infatti:

 z finestra 01-02-2012 (13) Pettirossoil pettirosso, la cinciarella, lo scricciolo, che sono insettivori, hanno il becco lungo morbido, sottile e appuntito, ideale per cercare e catturare larve, bruchi e insetti, quindi gradiscono briciole dolci (per esempio panettone e plum-cake), biscotti, pinoli sgusciati, fiocchi d’avena, uvetta, frutta fresca (anche già parzialmente marcia), e frutta secca tritata (noci e nocciole);

z finestra 01-02-2012 (15) davanzale Pettirosso i cardellini, i fringuelli e i ciuffolotti che sono granivori e possiedono un becco spesso, grande, robusto e forte, in grado di rompere e sbucciare i semi, quindi gradiscono oltre alle briciole dolci (per esempio panettone e plum-cake), biscotti, pinoli sgusciati, fiocchi d’avena, uvetta, frutta fresca (anche già parzialmente marcia), frutta secca tritata (noci e nocciole), le miscele composte da semi di mais di girasole, canapa, mais tritato, miglio, avena, e frumento;

uccellini neve Bedonia 19-01-2013 (12) Merloi merli, gli storni, e i corvi, che hanno un’alimentazione mista, hanno il becco che possiede entrambe le caratteristiche degli altri uccelli ed è appuntito, e piuttosto grosso, quindi gradiscono oltre alle briciole dolci (per esempio panettone e plum-cake), biscotti, pinoli sgusciati, fiocchi d’avena, uvetta, frutta fresca (anche già parzialmente marcia), frutta secca tritata (noci e nocciole), miscele composte da semi di mais di girasole, canapa e mais tritato, miglio, avena, frumento, il grasso di carne e croste di formaggio.

Sarebbe bene che la distribuzione del cibo durante l’inverno fosse costante.

z finestra 01-02-2012 (12) davanzale Cinciarella

 

<— Ecco un esemplare di Cinciarella, la più comune tra le cince, con il caratteristico becco a punta, il piumaggio blu grigio sul dorso e giallo sul petto, con sul capo una sorta di cappello blu, una banda nera che si dirama dagli occhi.

La Cinciarella ci osserva dalla finestra con uno sguardo “vivace e vispo” .

z finestra 01-02-2012 (19) Cinciallegra

 

<— Ecco un esemplare di Cinciallegra con la caratteristica testa nera con guance bianche, gola nera e una lunga striatura che si allunga fino all’addome giallo.

Anche la Cinciallegra ci scruta appoggiata sulla ringhiera.

 

Ucellini neve 01-02-2012 Cincia Mora Albareto (13)

 

<— Ecco un esemplare di Cincia Mora con il caratteristico ciuffo nero, guance bianche o biancastre con un “bavaglio” (o “goppo”) nero, e fianchi color panna, ripreso su un albero vicino a una cavità.

La Cincia Mora probabilmente è intenta a cercare del cibo tra le pieghe della corteccia dell’albero.

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