Capre giocose al pascolo e sui dirupi rocciosi della Val Taro: Bedonia 03-03-2013 immagini e video

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capra Val Taro sera dirupi 2013 (146)La capra domestica discende direttamente da quella selvatica asiatica, dalla quale si distingue per le corna a forma di “scimitarra”, caratteristico è il maschio che viene chiamato “caprone” obecco“;

a detta di chi le alleva … hanno una “personalità straordinaria”, sono autonome e indipendenti (a differenza delle pecore, che seguono sempre un “capo” una guida), curiose, ingorde, orgogliose e allegre … hanno paura di pochi animali e l’uomo non lo vedono come una minaccia, per molti versi gli assomigliano;

capra Val Taro gioco (102) caprone

 

Le capre sono, tutto sommato, più fortunate rispetto agli altri animali allevati, infatti non sono confinate in gabbie, stalle di cemento o fabbricati, ma hanno la possibilità di andare libere al pascolo.

 

Ecco alcune immagini di capre che giocano “alla lotta” (come per tutti gli animali giovani il gioco è fondamentale) rincorrendosi e scontrandosi con le corna, riprese un pomeriggio di marzo 2013 nei pressi di Bedonia (Parma) in Val Taro;

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Le abbiamo riprese anche durante la sera in un luogo molto scosceso ed impervio, nei pressi di un dirupo roccioso a ridosso del fiume Taro;

ecco le foto;

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e  il video;

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Caratteristiche – note generali

capra Val Taro gioco (124) caproneLe capre si dividono in due gruppi principali: Hircus, capra adatta agli ambienti fertili, dal clima mite (esempio Europa), e Prisca, capra adatta alla vita in montagna, deserto o luoghi “poco ospitali” (ad esempio in varie zone di Asia e Africa).

La Capra (capra hircus) deriva direttamente dalla capra selvatica del Caucaso e dell’Asia Minore ed è molto simile alla pecora, dalla quale differisce soprattutto per il mantello dai peli lunghi e poco ondulati.

capra Val Taro sera dirupi 2013 (144)La capra è uno dei primi animali d’allevamento, assieme a maiale ed asino, ad essere stato addomesticato fin dal periodo preistorico (resti fossili di capre, somiglianti alle attuali, sono state ritrovate in Svizzera insieme ai resti fossilizzati di antiche palafitte) e in Europa arrivò sicuramente come animale addomesticato e del tutto simile a quello “attuale” specie per quanto riguarda la caratteristica delle corna, ancora oggi principalmente del tipo a “sciabola”, ed inoltre ha da sempre rappresentato una fonte di sostentamento rilevante per le popolazioni, anche in virtù del fatto che le capre ben si adattano a sopravvivere in ogni clima e in ogni territorio.

capra Val Taro gioco (100)La capra quindi, che costituisce una fonte integrativa del reddito nelle aree marginali, viene allevata per la carne tenera e dal gusto delicato e saporito, ma anche per la lana (possiede un mantello con peli lunghi e poco ondulati) oltre che per la pelle e sopratutto per la produzione di latte che possiede un’alta qualità e digeribilità, oltre ad avere un elevato valore nutritivo.

Il latte inoltre è usato per la produzione del burro e del formaggio (caprini e caciotte di capra) e ha molteplici benefici salutari.

capra Val Taro gioco (123) caproneLa capra, è un mammifero ruminante onnivoro, (famiglia Bovidi – sottofamiglia Caprini), è un animale agile, relativamente docile e tranquillo, dall’attitudine curiosa e all’occasione anche molto combattivo.

La capra ha generalmente un corpo allungato, la testa con profilo rettilineo, le corna (diritte fino a metà e poi divergenti) di sezione triangolare e di forma diversa, il collo è lungo e sottile, lo scheletro leggero e robusto, con arti forti e solidi nelle articolazioni terminali, che possiedono due dita munite di unghioni, il mento è spesso “barbuto”.

capra Val Taro gioco (110)La pelle è dotata di molte ghiandole, il cui secreto emana un caratteristico e forte odore, il mantello con i suoi peli fitti e ruvidi può essere pezzato oppure di colore uniforme (bianco, nero, fulvo, grigio).

Le femmine hanno due mammelle separate da un solco, la durata media della gestazione è di circa cinque mesi e sono consueti i parti gemellari.

Il piccolo capretto viene allattato per circa 4 settimane e la durata media di vita della capra si aggira intorno ai 15 anni.

capra Val Taro gioco (131) caproneLa capra, pur prediligendo teneri germogli che crescono nei cespugli o nelle siepi e nei boschi nascenti, è ghiotta di sostanze saline ed inoltre, potendosi nutrire di erbe magre e asciutte come anche foglie secche e cortecce, si adatta bene anche a vivere in zone selvatiche o semidesertiche e, solitamente, viene allevata allo stato brado in recinti.

La capra può essere definita una sorta di “diserbante” naturale e non inquinante, capace non solo di riportare a nudo i suoli abbandonati e invasi dalla macchia, ma di fungere da efficacissimo “tosaerba naturale”, infatti bruca e mangia qualunque vegetale (dall’erba ai cespugli spinosi, dai rovi alle chiome degli alberi …) e per questa ragione è proibito far pascolare le capre liberamente perché si teme, a volte a ragione e a volte meno, che venga danneggiata o addirittura distrutta la flora.

capra Val Taro sera dirupi 2013 (149)Sono animali agili ed intraprendenti che si “arrangiano” da soli, ma che vanno contenuti ed arginati attraverso apposite recinzioni da controllate giornalmente, inoltre il luogo di ricovero deve consentire il riparo dalle intemperie e deve avere spazio sufficiente per tutti gli animali.

capra Val Taro sera dirupi 2013 (142)L’allevamento prevede l’uso di una stalla per capre, munita di abbeveratoi, ed alcuni box singoli per circostanze particolari come parti o isolamenti di uno o più soggetti oltre ad un’uscita su di un luogo aperto (che lasci alle capre un po’ di autonomia) ma che comunque deve essere recintato e soggetto a regolare quotidiano controllo.

capra Val Taro sera dirupi 2013 (183)Affiancato alla stalla dovrebbe esserci un pascolo, anche questo recintato e soggetto a regolare quotidiano controllo, che possa permettere un’alimentazione naturale ed abbondante ottimizzando la forma fisica e le condizioni psicologiche del branco ed assicurando una bassa soglia di stress.

In questa maniera la capra compie il proprio ciclo di vita secondo natura, senza che l’intervento dell’uomo sia particolarmente attivo.

Galleria immagini “Capre giocose al pascolo e sui dirupi rocciosi della Val Taro: Bedonia 03-03-2013” (immagini e testo di Alessandra Bassoni e Pietro Zanzucchi)

 

 

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