Festa della Madonna e di San Rocco al Taro – Isola di Compiano (Parma – Italia) – 5 luglio 2020 Programma

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 Il programma dei solenni riti religiosi della “Festa della Madonna e di San Rocco al Taro ”, subiranno alcuni cambiamenti, legati all’Emergenza-Coronavirus ed alle nuova disposizioni varate per contenere il contagio.

Infatti per l’edizione 2020, purtroppo non ci sarà la Processione che di solito porta l’immagine della Vergine Santa da Isola e San Rocco da Compiano, sulle rive del Taro.

Momenti di fede (ma anche d’assembramento) che in questo 2020 segnato dal Coronavirus è meglio evitare

Programma

 ore 10  Santa Messa nella Chiesa dedicata a San Giovanni Battista in Compiano e nella Chiesa dedicata a Sant’Antonio Abate in Isola alle 

ore 12 sulle rive del Taro la Benedizione delle acque.

Le Sante Messe, naturalmente, seguiranno tutti i canoni di distanziamento sociale imposti dalle attuali norme.

Stesso discorso per la Benedizione conclusiva, prevista nel greto del Taro ai piedi del Castello di Compiano, presso la località Ponte.

Dalle ore 11 alle ore 12 le competenti autorità e i volontari faranno disporre debitamente i fedeli.

Ecco la locandina 

IMPORTANTI RACCOMANDAZIONI

LE CONSUETE PROCESSIONI DALLE CHIESE AL TARO NON AVRANNO LUOGO IN NESSUN MODO !

E’ OBBLIGATORIO INDOSSARE LA MASCHERINA PER TUTTA LA DURATA DELLA MANIFESTAZIONE

E’ OBBLIGATORIO SEGUIRE TUTTE LE INDICAZIONE FORNITE DAI CARABINIERI E DAI VOLONTARI DELLE CROCE ROSSA E’ OBBLIGATORIO MANTENERE UN COMPORTAMENTO RESPONSABILE PER EVITARE PROBLEMI DI ORDINE PUBBLICO

Non saranno tollerati comportamenti che violano le precedenti raccomandazioni.

Guarda i post Compiano

Guarda i post con le immagini degli scorsi anni

Festa della Madonna e di San Rocco al Taro – Isola di Compiano (Parma – Italia) – 1 luglio 2018

Madonna e San Rocco al Taro – Santo Rito della Benedizione delle acque – Compiano (PR) – 2 luglio 2017

Compiano (Parma): Festa della Madonna e di San Rocco al Taro – Santo Rito della Benedizione delle acque – 03 luglio 2016

Festa della Madonna e di San Rocco al Taro – Santo Rito della Benedizione delle acque – Compiano (PR) – immagini 05 luglio 2015 

Benedizione delle acque del Taro 2014: “Madonna al Taro” a Compiano (Parma) – immagini 06-07-2014 – Religione ed emozioni

“Madonna al Taro” Compiano (Parma): rito della Benedizione delle acque del Taro – immagini 07-07-2013 – Religione ed emozioni

Testo ed immagini tratte dal post

Festa della Madonna e di San Rocco al Taro – Isola di Compiano (Parma – Italia) – 1 luglio 2018

La prima domenica di luglio, nel comune montano di Compiano (Parma), ha luogo una sentita e partecipata celebrazione religiosa, che si ripete da secoli, senza interruzioni, la tradizionale festa cristiana della “Festa della Madonna e di San Rocco al Taro ” con il suggestivo Santo Rito della “benedizione delle acque” (un antico pegno tra il fiume e i fedeli a ricordo dello scampato pericolo dalla peste devastante che colpì tutta la valle nel 1630).

Il rito, come detto, ha origine secolare, nato il 2 luglio 1630, quando gli abitanti di Compiano e di Isola celebrarono la grazia ricevuta (la scampata peste), e scesero sulle rive del fiume (portano a spalla le statue di San Rocco e della Madonna fin sulle due sponde opposte del Taro, ai piedi di Compiano) in segno di ringraziamento.

Chiesa di Isola (Sant’Antonio Abate)

Chiesa di Compiano (San Giovanni Battista)

Castello e borgo di Compiano

Sin dalle prime ore del mattino i fedeli di Compiano si sono dati appuntamento rispettivamente ad Isola (nella Chiesa dedicata a Sant’Antonio Abate) e nel borgo (nella Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista) per partecipare alle celebrazioni della Santa Messa.

Santa Messa Solenne


Qui in tale occasione sono presenti tantissimi fedeli provenienti da tutta la valle (gente locale, emigranti e villeggianti) che di anno in anno sempre più numerosi partecipano alla cerimonia, affascinati dall’atmosfera della suggestiva funzione che vede, come culmine del rito religioso, la recitazione delle preghiere accompagnate da canti ed invocazioni, con la benedizione delle acque del fiume Taro impartita dai parroci dalle rispettive sponde.

 Benedizione delle acque del fiume secondo l’antico rito risalente al 1630 (388° anniversario).

Il secolare rito religioso, da sempre molto sentito e partecipato, viene svolto a ringraziamento e ricordo dello scampato pericolo in occasione dell’epidemia di peste che minacciò gli abitanti delle comunità di Compiano, peste che nel XVII secolo aveva mietuto moltissime vittime anche in tutti i paesi dell’Alta Valtaro e Valceno (secondo antichi documenti i morti furono addirittura 3742).

A quel tempo le popolazioni delle due comunità si misero così nelle mani del “soccorso divino”, celebrando riti penitenziali insieme alla processione e benedizione delle acque, con relativa aspersione purificatrice, la prima domenica di luglio del 1630.

La salvezza viene donata ai presenti attraverso la benedizione delle acque, che diventa testimonianza dell’intervento di Dio in favore dell’uomo.

Una tradizione che mantiene in vita una cultura del passato, patrimonio e vanto delle nostre comunità rurali e montane, e che continua a rimanere attuale nonostante il passare del tempo.

I fedeli, composti da famiglie intere con anziani insieme a giovani e bambini (molti dei quali scalzi e con l’acqua del Taro alle caviglie), oltre a bagnarsi nelle acque benedette del fiume come segno di speranza e di liberazione (un rito di purificazione e di ringraziamento), raccolgono con contenitori l’acqua (che resta benedetta per tutta la giornata) per portarla ai loro cari o agli ammalati. Dopo la celebrazione, a cura della confraternita di San Rocco, vengono distribuiti i panini benedetti.

Il bagnarsi gli occhi, le orecchie, la bocca, le braccia, nelle acque benedette del Taro al termine della funzione religiosa, o immerge un fazzoletto, riempire bottigliette, da portare a casa e da conservare gelosamente, come una reliquia, o da donare, come cosa preziosa, è un rito collettivo (una specie di nuovo battesimo) ricco per ognuno di significati, ed inoltre un’occasione che ci fa riflettere sulla religiosità popolare che tanto ha contraddistinto la formazione e l’identità delle comunità di montagna, un ritorno alle origini per valorizzare le nostre radici, per rivivere ricordi ed emozioni.


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