Suoni d’Autore – Music Festival 2019 : Presentato il programma delle iniziative (Bedonia e Bardi – Parma) – Conferenza stampa in Municipio

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La valorizzare della cultura musicale classica, attraverso attività concertistiche, educative, di perfezionamento e sostegno ai giovani talenti emergenti in primis, è lo spirito di “Suoni d’Autore (Music Festival 2019)” e delle iniziative che si svolgeranno a Bardi e Bedonia (Parma – Italia), presentate (martedì 3 settembre 2019) durante una conferenza stampa, dalle rispettive Amministrazioni Comunali.

Giovedì 5 settembre 2019 alle ore 21.00 presso il Seminario Vescovile di Bedonia si terrà il concerto con pianoforte, violino e violoncello.
Venerdì 6 settembre 2019 alle ore 21.00 nell’Oratorio San Francesco a Bardi ci sarà un concerto di musica da camera e audizione del violino Pietro Guarnieri con i Maestri Matteo Fedeli e Carlo Balzaretti.
Sabato 7 settembre 2019 alle ore 21.00 presso la Chiesa Parrocchiale di Bedonia ci sarà il concerto conclusivo dell’Orchestra “Solo Archi Ensemble” e solisti.

Guarda Bedonia e Bardi

Durante la conferenza stampa sono stati illustrati gli eventi e le iniziative.

Sindaco di Bedonia (Parma), Gianpaolo Serpagli

Sindaco di Bardi (Parma), Giancarlo Mandelli

 

Maestro Matteo Fedeli

Maestro Cristiano Frisenda

Enrica Valla

Guarda Tasti e bottoni dal tango al jazz, dal valzer al gospel e fantasie natalizie – Concerto dei maestri Panetti e Mancini – Bedonia 26/11/2016

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Approfondimento: testo tratto dal web

A differenza di Borgotaro e Compiano che sono nati a tavolino, come risultato di una scelta operata da un feudatario o da un’entità superiore, Bedonia pare essere nata dalla libera scelta di pochi uomini che hanno individuato nella sponda sinistra del torrente Pelpirana, un luogo idoneo per erigervi le loro misere abitazioni.

BEDONIA (Parma)

Gusta la Primavera repertorio (5)Se negli antichi documenti Borgotaro e Compiano vengono ricordati per i castelli, le mura, le conquiste, le battaglie e i signori che si susseguirono, il ricordo di Bedonia è legato alla sua antichissima pieve “veterrima plebs” e questo legame pare davvero profetico se si pensa che Bedonia ritornerà a splendere, secoli dopo, per un’altra chiesa: quella del Santuario di San Marco.

Non vanta titoli nobiliari, come Bardi, Borgotaro e Compiano, ma anziché essere ricordata per i signori, i feudatari o gli uomini d’arme,lo è per gli uomini di cultura che ha saputo regalare alla valle. Così quando le idee cominceranno a correre al posto degli eserciti, Bedonia reciterà nella valle una grande influenza.

Una chiesa, dedicata a Sant’Antonino,si fa menzione in un atto databile tra l’878 e l’884.

L’edificio odierno, costruito ad inizio ‘600, ha subito nel ‘700 un intervento per ampliare le cappelle e profondi restauri in epoca più recente.

Sulla sinistra, la prima cappella è detta della Croce ed è senza dubbio la più importante della chiesa.

Si resta colpiti immediatamente dalla ricchezza degli ornamenti a stucco, opera di un certo Giuseppe Taburoni (1733), che sono dedicati, come si legge in una scritta, al Duca Carlo I di Borbone e alla nonna Dorotea Sofia di Neuburg.

A fianco dell’altare due statue raffigurano un Santo Vescovo e Sant’Elena, madre dell’Imperatore Costantino. Sotto l’altare, un suggestivo Cristo morto (sec. XV).
Gusta la Primavera repertorio (6)Nella terza, grande tela con San Rocco e S. Antonio abate ai piedi della Beata Vergine di Loreto e attorno vari “affreschini” riproducenti le storie dei due santi, opera commissionata dalla famiglia Tedaldi (1725) della quale è riprodotto lo stemma.

Sulla sinistra bella tela con la Madonna, Maria Maddalena e Santa Caterina d’Alessandria che mostrano l’effigie di San Domenico, con il ritratto del donatore (XVII sec.). Nell’abside una tela, datata 1559, rappresenta la Madonna, il patrono S.Antonino, San Pietro e il ritratto del donatore Zeno Ferrari.

Degna di nota la bella lampada centrale che pende dall’arcone (1675).

Il Santuario – Seminario costruito nel 1846, successivamente ampliato, il Seminario colpisce il visitatore per la sua imponenza. Sulla sinistra, riconoscibile per la presenza del doppio porticato, si trova l’antico santuario (1685) dedicato alla Madonna della Consolazione.

Il nuovo Santuario, elevato a Basilica Minore nel 1978, venne ultimato nel 1955. Centro museale e di documentazione a partire dal 1981, per mancanza di seminaristi, cessa ogni attività di insegnamento e il Seminario diventa sede di importanti presenze.

approfondimento La Valtaro

La Valtaro

Gusta la Primavera repertorio (2)Il territorio della Vataro si trova alla confluenza di tre regioni: Liguria, Toscana ed Emilia-Romagna, i cui confini corrono lungo i crinali che delimitano la valle.

Fu quindi, nel passato, zona di passaggio per mercanti, viaggiatori, pellegrini, prelati ed eserciti diretti ad uno dei tanti passi che permettevano un agevole raccordo tra regione Padana, Lunigiana e Genovesato. Tra le valli dell’Appennino Parmense, la Valtaro è oggi di gran lunga la più importante.

Non soltanto per i suoi centri abitati che la rendono la più popolata, ma per la sua collocazione geografica, la sua intricata e travagliata storia, i suoi borghi che sanno d’antico, le strade e la ferrovia che la percorrono, i suoi boschi estesi e rigogliosi, nella quasi totalità pubblici, i prodotti del sottobosco tra i quali il rinomato “porcino” IPG, unico in Italia ad avere un riconoscimento europeo, la presenza di secolari istituzioni come le Comunalie, la presenza del Taro, il corso d’acqua più lungo del parmense, con i suoi affluenti che scendono da valli laterali incantevoli e poco frequentate, le emergenze geologiche rappresentate dalle rocce ofiolitiche che ricoprono le cime di alcune montagne, la presenza di importanti beni culturali, di piste ciclabili, di una fauna e flora caratteristiche, di una gastronomia di nicchia e per i servizi che può offrire. 

Non ultimo, l’esistenza, in centro valle, di Borgotaro, una cittadina dotata d’ogni servizio (ospedale, ferrovia, scuole superiori, cinema, supermercati, piscina, palestre, impianti sportivi, biblioteche ecc.).

Tutto questo fa della Valtaro un “modello” difficilmente riscontrabile nell’intero Appennino Emiliano.

D’altra parte la Valtaro, nell’ambito della provincia, ha sempre rappresentato un’entità periferica ma dotata di personalità e di autonomia, spesso misconosciuta dagli abitanti della “bassa” e della città, anche a causa dellapessima viabilità di un tempo.

Se la storia può insegnare qualcosa, si deve ricordare che il Valtarese, nel lontano passato, costituì l’antico Stato Landi, per diventare successivamente una delle province del Ducato, insieme a Parma, Piacenza, San Donnino e Lunigiana. Durante il periodo napoleonico, l’alta valle venne staccata da Parma e inserita nella regione ligure, Dipartimento degli Appennini, con Prefettura a Chiavari.

Ma Borgotaro divenne sede di Arrondissement, con la presenza di un Sotto-Prefetto francese.

Gusta la Primavera repertorio (3)Tutto questo spiega la storica “indipendenza”, non soltanto nel dialetto e nelle tradizioni, della Valtaro da Parma, confermata anche in campo ecclesiastico.

Nel territorio dell’ Alta Valtaro, prima della recentissima riforma, erano presenti tre diocesi: Piacenza, Bobbio, Pontremoli. La diocesi di Parma aveva giurisdizione limitatamente alle parrocchie di Belforte e Gorro, entrate a far parte del Comune di Borgotaro soltanto nel XIX sec.

La viabilità moderna ha finalmente permesso agli abitanti della città capoluogo di conoscere questa valle e apprezzarne le bellezze.

(tratto da: La Valtaro in tasca di Giacomo Bernardi)

testo tratto dal depliant della manifestazione “Gusta la Primavera in Alta Valtaro 2012″ (Scarica)

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