Conferenza: LA VITA SPIRITUALE PROFUSA NEL SOLDATO – 68° Raduno A.N.A. di Parma – 15 giugno 2019 – Albareto (Parma)

15 giugno 2019
11:00a12:00
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 Ad Albareto (Parma – Italia), nell’ambito degli eventi del 68° RADUNO SEZIONALE ALPINI (Sezione di Parma – CLIKKA), si svolgerà sabato 15 giugno 2019 (alle ore 11:00, presso la Sala Maria Luigia – Duchessa di Parma, Palazzo Municipale, piazza G. Micheli 1) la conferenza “LA VITA SPIRITUALE PROFUSA NEL SOLDATO”.

Il convegno, tenuto da Mons. Giuseppe Grigolon, Cappellano Militare del Comando Legione Carabinieri Emilia Romagna e dal Dott. Matteo Catalano è organizzato Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore (Delegazione di Parma), il cui Delegato Provinciale è il borgotarese Roberto Spagnoli (guarda Roberto Spagnoli rieletto Delegato Provinciale di Parma dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon – triennio 2019/2021).

Di seguito la locandina

Comunicato stampa Conferenza:

“LA VITA SPIRITUALE PROFUSA NEL SOLDATO”

Nel centenario della Prima Guerra Mondiale e della Vittoria, la Delegazione Provinciale di Parma dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon rende omaggio alla figura dei Cappellani Militari con una conferenza che sarà tenuta da Mons. Giuseppe Grigolon, Cappellano Militare del Comando Legione Carabinieri Emilia Romagna e dal Dott. Matteo Catalano.

L’iniziativa è inserita nel programma delle manifestazioni per il 68° Raduno Sezionale A.N.A. di Parma ed avrà luogo ad Albareto (Pr), sabato 15 Giugno 2019 alle ore 11:00.

Nel breve saluto di introduzione del Delegato Provinciale di Parma delle Guardie d’Onore, lo stesso rievocherà la figura locale del Ten. Cappellano Militare Don Giovanni Stefanini, Medaglia di Bronzo al Valore Militare.

I Cappellani militari, furono a tutti gli effetti una delle figure più importanti e significative del popolo in armi della Grande Guerra.

In previsione dell’intervento dell’Italia, il cattolico Capo di Stato Maggiore, Generale Luigi CADORNA,con una circolare del 12 Aprile 1915, ripristinò l’assistenza religiosa con l’assegnazione di un cappellano ad ogni reggimento ed uno ogni battaglione di alpini.

Era ritenuto importante il ruolo dei cappellani perché in grado di infondere,mediante il richiamo alla religione e ai suoi insegnamenti, coesione morale nonché spirito di disciplina.

Venne adottata nel corso della Guerra la divisa di colore grigioverde, la stessa degli ufficiali, con gradi sulle maniche e cucita sul lato sinistro del petto una croce rossa; la completavano le stellette a cinque punte sul bavero, il collare ecclesiastico ed un crocefisso appeso ad un cordone sempre grigioverde portato al collo e che,generalmente, trovava posto nel taschino di destra.

In testa il berretto con galloni e al braccio sempre il bracciale internazionale.

Gli stessi dovevano sempre mostrare zelo e prontezza nel loro apostolato al fine di essere quanto più possibili vicini alle necessità del soldato così da destare in lui un risveglio religioso e morale.

In ogni caso essi dovevano agire nel pieno rispetto sia delle leggi ecclesiastiche che di quelle militari.

La loro azione doveva far emergere nella truppa i sentimenti più sani, quali l’onestà, la generosità, l’altruismo, il rispetto dei valori personali, l’amor patrio, il valore, l’osservanza dei doveri, l’ardimento, l’obbedienza e la rassegnazione al sacrificio. Un compito non propriamente facile.

Tuttavia i soldati, che nei lunghi momenti di inattività si riscoprivano“uomini”, trovavano nel proprio cappellano un prezioso confidente, un ponte tra l’orrore della trincea e i ricordi del proprio paese, tra la violenza e la bontà di Dio. Davanti alla divisa del cappellano e alla croce rossa cucita sulla sua divisa, il soldato si sentiva al riparo dalle inquietudini che la guerra insinuava nel suo animo.

Il cappellano era spesso l’unica persona con cui aprirsi totalmente. Sia gli ufficiali che i soldati semplici stringevano rapporti molto stretti,confidando a lui dubbi, ricordi e malinconie. Uno degli incarichi svolti dai cappellani consisteva nel facilitare la comunicazione tra l’esercito e le famiglie, in particolare per gli analfabeti, vigilando e controllando le notizie inviate dal fronte.

Il ruolo specifico e più atteso di ministro della Santa Chiesa era la celebrazione del Santo Sacrificio Incruento di Nostro Signore nella Santa Messa nelle situazioni più imprevedibili e la preparazione dei Sacramenti che venivano amministrati sul campo di battaglia. Il momento più triste quello delle Esequie per la sepoltura dei caduti.

Alcuni condussero addirittura le truppe all’offensiva. Persone umane, hanno condiviso la speranza, la gioia, i dolori, le attese e in molti casi la sorte dei soldati, convinti in cuor loro che “ogni trincea è un altare”.

E così è stato per Don Giovanni STEFANINI.

La sua storia non è conosciuta dalla maggior parte degli abitanti di questa valle e come sentirete abbiamo diversi luoghi che rimandano alla sua fine terrena negli ultimi mesi del 1917.

Don Giovanni STEFANINI nacque nella frazione borgotarese di San Pietro Canal Vona il 18 Novembre 1889 da Domenico e Caterina ZUCCONI. Appena nato, essendo in pericolo di vita, fu battezzato in casa e solo il giorno dopo fu portato alla Chiesa Parrocchiale di S. Pietro Apostolo ove l’Arciprete di allora, Don Angelo MORUZZI gli impose il nome di Giovanni Pietro Paolo. Entrato nel Seminario Vescovile di Bedonia (PR) il 02 Novembre 1899 frequentando la IV elementare, fu ordinato Sacerdote il 03 Aprile 1915. Nominato Cappellano Militare pochi giorni dopo l’ordinazione sacerdotale fu assegnato con il grado militare di Tenente al IV Reggimento Alpini, Battaglione Monte Monrosa. Un registro conservato presso il Seminario Vescovile di Bedonia (PR) riporta queste parole: “Non si conoscono i particolari della sua fine. Si sa che si prodigava in modo eroico nell’esercizio del Ministero Sacerdotale. Scomparso nella ritirata del 1917…”

Il suo nome è inciso sulla lapide dei caduti della frazione natia ed in quello del capoluogo. All’ingresso del Palazzo ove ha sede la Curia Vescovile a Piacenza si trova una lapide che riporta il suo nome, ed un riferimento alla sua morte: 17 Dicembre 1917 – Monte Grappa. Il nome di Don Giovanni, unico della Grande Guerra, è il primo della lapide; seguono altri sacerdoti decedutiperò nel corso del secondo conflitto mondiale ed alcuni della nostra valle: “Ministerium pacis inter arma…dov’era l’odio seminarono l’amore…sui campi di battaglia, tra i gorghi del mare, nel furore di lotta fratricida, vittime innocenti ed inermi, immolarono la vita per Cristo e per la Patria, gloria ed esempio per il Clero piacentino”…

Il suo nome compare a Roma presso il Ministero della Difesa, nella sede dell’Ordinariato Militare e negli archivi nazionali dell’Associazione Nazionale Alpini. In particolare risulta nei tre Sacerdoti dispersi. In data 07 Agosto 2016 in Gorizia è stata ritirata, nel corso di una Cerimonia ufficiale, la Medaglia commemorativa del Centenario da parte della Comunità di Borgo Val di Taro alla presenza del Gonfalone comunale decorato di M.O.V.M.

Lo stesso riconoscimento, concesso dal Governo Italiano, è stato donato alla Civica Amministrazione il 17 giugno 2017 in occasione dell’Adunata Sezionale ANA, ricorrendo il centenario della scomparsa del Sacerdote.

In data 10 dicembre 2016 è stata intitolata, alla sua memoria, la Delegazione Provinciale di Parma dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon che ha sede nella medesima frazione natia e che da anni mantiene viva la Sua memoria.

In data 17 giugno 2017 è stata inaugurata una targa in ricordo del centenario della scomparsa presso il Monumento situato nella frazione natia, nel corso di una Solenne Commemorazione alla presenza di Autorità Civili, Militari, Religiose e numerose Associazioni. Il Rito Solenne officiato dal Cappellano Militare della Legione CC Emilia Romagna Don Giuseppe Grigolon, in rappresentanza dell’Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia.

La motivazione di concessione della Medaglia di Bronzo al Valore Militare riporta le seguenti parole:

“STEFANINI Don Giovanni, da Borgotaro (Frazione di San Pietro) (Parma), cappellano militare, 4 reggimento alpini – Bello esempio di calma e valore, durante varie azioni, non curante del pericolo, sempre in prima linea, compiva esemplarmente la propria missione di sacerdote e di soldato, confortando i feriti ed animando i combattenti. – Monte Pertica, 18-28 novembre 1917.”

(Decreto Luogotenenziale in data 29 maggio 1919, registrato alla Corte di Conti in data 14 giugno 1919, registro 136, foglio 96, bollettino ufficiale anno 1919 dispensa 35^ pagina 2564-65)

“L’I.N.G.O.R.T.P. è la più antica Associazione Combattentistica ancora esistente in Italia.

E’ un Ente morale posto sotto la vigilanza del Ministero della Difesa e dalla sua fondazione, avvenuta nel 1878, è sempre stato presieduto da un militare di alto rango appartenente alle Forze Armate dello Stato.

Lo Statuto, approvato con Regio Decreto nr. 1348 del 25/09/1932 e successivamente approvato anche dalla Repubblica Italiana nel 1946, è stato adeguato, con alcune varianti nel 2011 dal Consiglio Generale dell’Istituto, dal Ministero della Difesa e dalla Prefettura di Roma ai sensi del D.P.R. 10/02/2000 nr. 361.

Dal 2012 l’Istituto è inserito nell’ambito delle Associazioni d’Arma della Repubblica Italiana (ASSOARMA).

L’Istituto è patriottico, apolitico, apartitico e le insegne sabaude rappresentate nelle Bandiere e nei Labari provinciali sono indicative del periodo storico in cui nacque l’Istituto, ma non sono rappresentative di una nostalgia istituzionale né di apologia della Monarchia.

Inoltre, in ragione della propria vocazione storica, l’Istituto, soprattutto attraverso le Delegazioni Provinciali, è organizzatore, d’intesa con le Autorità Locali, di cerimonie, manifestazioni ed eventi culturali di carattere patriottico e storico.

 

Di seguito il programma degli eventi del 68° RADUNO SEZIONALE ALPINI (Sezione di Parma).

Visto che la fotografia è la nostra passione, abbiamo realizzato questa immagine elaborata, con le informazioni dell’evento.

 

Programma 68° RADUNO SEZIONALE ALPINI (Sezione di Parma)

14/15/16 giugno 2019 – Albareto (PR)


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