Comune di Compiano (Parma) – Concessione della Medaglia in Argento al Valore Militare – aprile 2019

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Visto che nel blog è presente la categoria Comunicati Istituzionali, riportiamo il seguente comunicato (Compiano – Parma – aprile 2019), riguardante la concessione della Medaglia in Argento al Valore Militare (Parma Italia) al Comune di Compiano (Parma).

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Ecco l’informazione.

 Di seguito le foto della cerimonia svoltasi a Roma, e il riassunto circa l’istanza formulata dal Comune per ottenere l’onorificenza.

MOTIVAZIONE E RICHIESTA PER IL CONFERIMENTO AL

COMUNE DI COMPIANO (Parma) DELL’ONORIFICENZA AL VALORE MILITARE.

           

 

Le vicende della libera Repubblica della Valtaro i cui avvenimenti, che ne contraddistinsero l’esistenza, costituiscono certamente una delle pagine più belle della Resistenza nel Parmense e significative fra quante ne furono scritte dalla Resistenza in Italia. Tra le libere Repubbliche del periodo partigiano quella della Valtaro non ha il posto che ad essa spetterebbe; per le sue caratteristiche e per la sua storia essa invece può essere giustamente posta accanto alle più note Repubbliche della Valdossola e di Montefiorino.

           

 

La Repubblica della Valtaro, come data di nascita, è certamente una delle prime libere Repubbliche partigiane. Essa si costituì il 15 maggio del 1944 quando i partigiani delle brigate Julia, Garibaldi, Beretta, Barbagatto, Cento Croci e Siligatto, espugnando i presidi a fondo valle del Taro e del Parma, riuscirono ad estendere il controllo delle forze partigiane ad un territorio di oltre 254 km di perimetro, comprendente i comuni di Albareto, Bedonia, Varese Ligure, Tornolo, Borgotaro e Compiano, posti nell’immediate retrovie del fronte. La sovranità della Repubblica si estendeva su una popolazione di 40.000 abitanti e capitale di essa divenne Compiano, ove ebbero sede il Comando Unico Partigiano e le relative missioni di collegamento con le Forze Alleate.

Nel palazzo comunale di Compiano si insediò il governo del Territorio Libero del Taro, in casa Scagliola, sita nel centro del capoluogo, si costituì il centro informazione mediante l’ausilio della linea telefonica dell’Azienda elettrica.

Il giornale “La Nuova Italia”, le cui bozze venivano predisposte nel Palazzo Comunale e stampato dalla tipografia Cavanna di Borgotaro, iniziò la pubblicazione e diffusione nell’area del Territorio Libero del Taro.

           

Il governo della Repubblica faceva capo al professore Achille Pellizzari (Poe) e procedette alla riorganizzazione del territorio con l’istituzione di libere amministrazioni comunali, con l’organizzazione dei servizi civili e con l’erogazione della massima assistenza possibile alle popolazioni, saldando attorno ad esse le formazioni partigiane che, con il contributo dei civili, vedevano accrescere lo slancio e la loro capacità operativa.

           

Tra le iniziative più significative va ricordata, ad esempio, la trasformazione della Casa di Riposo di Compiano in ospedale militare e civile e l’assistenza data anche ai nemici feriti nei numerosi combattimenti.

           

Non fu facile infatti la vita della libera Repubblica della Valtaro, circondata com’era dai territori ancora occupati dai nazifascisti, e tale da costituire per la sua collocazione strategica una grave spina nel fianco dello schieramento nemico. Con la costituzione della Repubblica infatti venivano tagliati i collegamenti tra il Nord del Paese ed i porti di Genova e di La Spezia, in quanto dal territorio della Repubblica muovevano le formazioni partigiane per rendere al nemico sempre più difficoltosi questi collegamenti. Si crearono in tal modo problemi militari di notevole gravità alle forze tedesche e fasciste impegnate sul versante tirrenico della linea gotica; tanto più che i nazifascisti non poterono più utilizzare le linee ferroviarie ed elettriche che attraversavano la libera Repubblica della Valtaro.

           

Col trascorrere del tempo e per l’attività delle formazioni partigiane ogni ora crescenti e più incisive nei confronti dell’avversario, il Comando tedesco in Italia dopo aver tentato più volte di rioccupare il territorio, vistosi respinto con perdite notevoli, decise di affidare alla divisione corazzata tedesca “H. Goering” ed alla divisione fascista “Italia” l’obiettivo di attaccare la libera Repubblica della Valtaro.

           

Appoggiate da mezzi corazzati, precedute da un’intensa preparazione di artiglieria e sorrette dall’aviazione tedesca la “H. Goering” e l’“Italia” mossero all’attacco della libera Repubblica nel luglio del 1944. Troppo vasto il divario delle forze in campo per uomini, mezzi ed armamenti. Malgrado la gloriosa resistenza delle Brigate Partigiane esse dovettero ripiegare e sganciarsi dall’avversario per la necessaria riorganizzazione.

           

Il comando partigiano lasciò Compiano, mentre i feriti tedeschi, alloggiati nella Casa di Riposo, vennero lasciati alla premurosa assistenza della popolazione, fatto che permise di scongiurare l’incendio del capoluogo e le fucilazioni di massa.

            Cadeva così la libera Repubblica della Valtaro ed il suo territorio tornava ad essere occupato dalle forze nemiche; le sue popolazioni pagavano con sanguinose rappresaglie e crudeli rastrellamenti la loro stagione di libertà. Il prezzo più alto cadeva sulla capitale della Repubblica, Compiano, e sulle sue frazioni. Dal 18 luglio iniziarono saccheggi, distruzioni e deportazioni, barbare uccisioni furono compiute dai nazifascisti.

           

 

Il 19 luglio la Decima Mas devastò il Palazzo Comunale, sede del Territorio Libero del Taro.

Il 19 luglio ebbe inizio la strage: il primo civile trucidato fu in località Tramonti, frazione di Compiano, poi fu la volta di Ronco dei Bertoli dove perirono quattro uomini. Nelle stesse ore Strela, luogo “Martire della Valtaro”, venne saccheggiata ed incendiata: 17 le persone fucilate tra cui due sacerdoti, case distrutte, bestiame razziato.

           

Stessa sorte toccò a Cereseto (altra frazione di Compiano) il giorno dopo, 20 luglio, nell’abitato sempre dato alle fiamme, furono trucidate 3 persone.

           

 

L’operazione si protrasse per parecchie settimane ed il 19 agosto del 1944 la popolazione del capoluogo e della frazione di Isola affrontò il plotone di esecuzione: la colpa era di aver favorito la diserzione dei militi della “Monterosa”. Solo l’intervento, in extremis, di Mons. Checchi e del Sindaco Alpi poterono scongiurare l’eccidio della popolazione. L’alba del 25 aprile annoverava purtroppo su una popolazione di meno di un migliaio di persone ben 43 vittime.

           

Dal settembre del 1944 al febbraio del 1945 il comune di Compiano rimase sede della missione americana “Rochester”, missione che giornalmente assicurò contatti con il comando alleato per la distribuzione, in via aerea, dei rifornimenti alle brigate partigiane dislocate nelle valli del Taro e del Ceno.        

           

A Compiano, nel capoluogo al numero 15 di Via Duca degli Abruzzi, teneva sede permanente il Comando Unico Parmense, Commissario Politico, il professore Achille Pellizzari (POE).

           

Compiano annovera tra i propri cittadini anche Luisa Calzetta, che il 4 dicembre 1944 cadeva combattendo a Guselli di Morfasso (PC). Fu l’unica donna decorata, venne insignita alla memoria con medaglia d’argento al Valore Militare.

           

Nel ricordo di questi caduti e nella salvaguardia dei valori che impone il loro sacrificio il comune di Compiano, nel settantesimo anniversario della liberazione, ritiene di poter richiedere il conferimento di Medaglia d’oro al Valore Militare per il ruolo che ha avuto, nel periodo della Resistenza: sede e fulcro del Territorio Libero del Taro, del Comando Unico Parmense, della missione americana Rochester e, soprattutto, per le prove di coraggio e dignità dei suoi cittadini che già dalla primavera del 1944 respinsero con l’azione dei propri partigiani e dei propri patrioti, le soldataglie nazifasciste colpevoli di crudeli ed efferate rappresaglie, rastrellamenti, distruzioni e saccheggi.

           

Il Comune di Compiano ritiene che questo riconoscimento, tardivo ma giusto, debba essere un simbolo di gratitudine nei confronti di coloro che si sono sacrificati per garantire un futuro di pace e prosperità alla nazione ed un monito per il presente affinché le atrocità del periodo della resistenza non si ripetano, anche alla luce delle minacce che stiamo vivendo in questo particolare momento storico.

 Mercoledì 24 aprile 2019 a Roma, presso il Centro Alti Studi per la Difesa, nel corso di una breve ma solenne cerimonia alla presenza dei vertici Militari della Repubblica e di numerose Municipalità tra cui quella di Roma Capitale, il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha conferito al Gonfalone di Compiano la Medaglia in Argento al Valore Militare come da decreto emesso in data 09 ottobre 2018.

Alla cerimonia ha presenziato il Sindaco Sabina Delnevo in fascia tricolore, accompagnata da una rappresentanza della Delegazione Provinciale di Parma delle Guardie d’Onore al Pantheon, nelle persone del Delegato Provinciale Roberto Spagnoli che ha svolto il ruolo di Alfiere e dal Vice Delegato Territoriale Giuseppe Reitano.

La nuova onorificenza affiancherà sul Gonfalone quella già concessa anni or sono in Bronzo al Merito Civile e relativa ai fatti verificatisi nel corso del secondo conflitto mondiale.

MINISTERO DELLA DEFESA

DIREZIONE GENERALE PER IL PERSONALE MILITARE

Medaglia d’Argento al valor militare al Comune di Compiano (PR)

con la seguente motivazione

“Centro abitato di cruciale rilevanza tattica, posto a cavaliere di importantissime linee di comunicazione, fu protagonista della immediata e valorosa resistenza opposta all’occupazione nazista da larga parte dei suoi cittadini, operanti in aiuto dei perseguitati, a sostegno o partecipi delle formazioni armate dislocate sui monti circonvicini. Nell’estate del 1944 l’atteggiamento di fierezza e aperta sfida della sua popolazione si espresse con la proclamazione del Territorio Libero. del Taro, che ebbe sede proprio a Compiano. Assoggettato da soverchianti forze avversarie, questo

luminoso esempio, non solo di indomito coraggio, ma anche di ardente anelito di libertà e democrazia mostrato dalle sue genti, scatenò la rabbiosa reazione degli oppressori, che si resero responsabili di molteplici, feroci atti di rappresaglia, rastrellamenti e fucilazioni. Ciononostante, l’alto tributo di sangue versato dal popolo di Compiano, la sua coralità d’azione e rapporto di centinaia dei suoi figli migliori nelle file partigiane, contribuirono in modo determinante alla liberazione del nemico invasore”.

Compiano (Parma), 15 dicembre 1943 – 25 aprile 1945.

Roma, 9 ottobre 2018

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