Giacomo Bernardi – Armando in ricordo di Tedaldi Armando “uno” del Santa Donna – Borgotaro (Parma)

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Di seguito il testo di Giacomo Bernardi (appassionato della storia e delle tradizioni di Borgo Val di Taro, Parma), intitolato “Armando” in ricordo di Tedaldi Armando “uno” dei 7 giovani partigiani (Castagnoli Giovanni, Catinella Vittorio, Ferrari Gaspare, Ferrari Guido, Quotisti Gino, Tedaldi Armando, Terroni Domenico) che perirono sul Santa Donna,  e il quadro di Mario Previ (bravissimo artista valtarese).

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 Armando in ricordo di Tedaldi Armando “uno” del Santa Donna – Borgotaro (Parma)

Armando
Quando ricorre l’anniversario dell’eccidio del Santa Donna (ma anche quando mi reco al cimitero e visito il sacrario), ripenso sempre alla vicenda di Armando Tedaldi (Bulba). Forse ai più sfugge, ma Armando quando andò incontro alla morte sul San Donna, in quel lontano 6 gennaio 1945, aveva 14 anni. Sì, non aveva ancora compiuto i 15. Li avrebbe compiuti in maggio. Cosa ci faceva con lo stein in spalla in quella nevosa e gelida giornata, quando quelli della sua età stavano al caldo delle cucine, magari ad aggiungere le statue dei Re Magi al loro immancabile presepio. Già, me lo sono chiesto spesso. Fino all’età di 9 anni, ho vissuto in via Corridoni. Lui, Armando, abitava di fronte. Erano in molti in famiglia: almeno due sorelle e un fratello. Un appartamento misero, al piano terra, che dava direttamente sulla strada. Quando aprivano la porta per uscire, si vedeva la cucina. Non ricordo cosa facesse suo padre. So che sua madre la chiamavano la “strolga”, allora non sapevo cosa significasse quel nome. Soltanto più tardi seppi che “leggeva la mano” e cose di quel genere. Quando avevo 7 o 8 anni, e Armando 10 o 11, soffrivo di tonsilliti, così mia mamma spesso non mi faceva uscire, spesso chiamava Armando che mi teneva compagnia giocando con me con le “automobiline” che mio nonno (il corriere) mi portava da Parma. Armando era basso, tarchiato, forte. A lotta batteva tutti. Affrontava anche due ragazzi per volta. Avevo 9/10 anni, quando i miei cambiarono residenza. Quando cominciarono i bombardamenti aerei su Borgotaro (1944) con i miei nonni (mio padre era a militare e non sapevamo dove) sfollammo a Roncola di Gotra. Con Armando non ci vedemmo per un anno, ma nel gennaio 1945, mio nonno tornando dal Borgo mi disse: – Armando è morto. – Come morto?- risposi. Il nonno ci mise un po’ di tempo e poi disse: – Lo hanno ammazzato i tedeschi. Era con i partigiani.
– Così piccolo ? – chiesi. Mio nonno non rispose.
Quella domanda me la pongo ancora oggi: – Che ci facevi Armando, a 14 anni, con uno stein in spalla, nella neve che ti arrivava alla cintura, in quella tragica Epifania.
Forse, hai pagato così caro, l’avere ogni giorno qualcosa da mangiare.

Giacomo Bernardi


Illustrazione di Mario Previ.

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