Giacomo Bernardi: Borgotaro 1899 di Mario Longhena – Borgotaro (Parma)

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Di seguito il testo di Giacomo Bernardi (appassionato della storia e delle tradizioni di Borgo Val di Taro, Parma), intitolato Borgotaro 1899 di Mario Longhena.

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Mario Longhena.

Mi dice: questa mattina sul ponte di San Rocco credevo di morire dal freddo. Mai mi è parso così lungo, interminabile.
Le dico: E’ incredibile come quel tratto di strada sia così gelido. Ricordo quando lo attraversavo, ogni mattina alle 6,30, per andare a prendere il treno che mi portava a Pontremoli, dove frequentavo l’Istituto Magistrale.
Ma poi mi è venuto in mente un importante personaggio che di quel ponte, e di quel freddo, conservò il ricordo a 65 anni di distanza.
Lui, quello che ricorda, è Mario Longhena. Personaggio famoso, ai suoi tempi. Deputato alla Costituente, come socialista, poi Deputato Socialdemocratico.
Questo giovanotto, nato a Parma nell’ Oltretorrente, si era laureato nel giugno 1899. La sua famiglia era in difficoltà economiche e lui desiderava trovare al più presto un lavoro.
Trova un amico di famiglia che l’informa come a Borgotaro si stesse cercando un insegnante per il Ginnasio. Il giovane Longhena si porta al Borgo, va dal Sindaco (avv. Lanati) e firma il contratto. Il Ginnasio di Borgotaro era competenza del Comune, allora, che pagava i professori e poteva assumerli senza concorso.
65 anni dopo questo suo arrivo al Borgo, il Longhena, ormai deputato, scrive (nel 1964) sulla Terza pagina della Gazzetta di Parma un lungo articolo dal titolo, appunto, Borgotaro 1899. Ricorda tante cose di allora, e vedrò se riproporvele. Oggi mi limito …al Ponte di San Rocco. Sì perchè anche lui sperimentò quel gelo, tanto da ricordarlo a 64 anni di distanza
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Giacomo Bernardi

Borgotaro 1899 di Mario Longhena – Borgotaro (Parma)

“..Ah! Quel ponte, quando tutte le mattine lo passavo nel novembre e nel dicembre, aveva la capacità di fugar tutti i segni del sonno, chè dalla valle del Taro fischiava un’aria di neve e di ghiaccio che tagliava la faccia e pizzicava terribilmente orecchie e naso. Molte mattine lo trovavo irto di ghiaccioli pendenti dalle arcate come stalattiti di stranissime grotte, sotte le quali violenta e cristallina scorreva l’acqua del Taro”.
Ma perchè il Longhena ogni mattina doveva passare sul ponte di San Rocco? Dai lanciatevi a immaginare.
Nella foto: Mario Longhena (con cappello) alle spalle di Re Vittorio Emanuele III e del Sindaco di Bologna

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