Giacomo Bernardi – 1869: guerriglia per le strade del Borgo (L’attacco alla Sottoprefettura) – Borgotaro (Parma)

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Di seguito il testo di Giacomo Bernardi (appassionato della storia e delle tradizioni di Borgo Val di Taro, Parma), intitolato “1869: guerriglia per le strade del Borgo – L’attacco alla Sottoprefettura“.

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1869: guerriglia per le strade del Borgo (L’attacco alla Sottoprefettura) – Borgotaro (Parma)” 

La situazione precipita. Centinaia di persone scendono al Borgo. Si cerca, inizialmente, di contenerle alla testata del Ponte di San Rocco, dove l’esercito pare in grado di controllare la situazione. Ma gli insorti evitano di attraversare il ponte e guadano il fiume. I militari corrono il pericolo di essere accerchiati. Arretrano in paese. Vengono chiuse le tre porte di accesso (allora dotate di robuste cancellate). Tutto ciò non basta, le mura vengonio scavalcate, i cancelli atterrati. Gli insorti puntano al Palazzo della Sottoprefettura (attuale sede del Comune) e succede il peggio. In seguito all’accaduto una decina di persone verranno condotte nelle prigioni a Parma. Conoscevo anche i nomi, ma non mi è riuscito, per ora, di trovarli.
Nelle foto: il ponte di San Rocco, alla cui testata si era collocato l’esercito.

“Verso le ore 11.30 s’incominciò a vedere le colline sulla destra del Taro, vale a dire al di là del ponte, coronate da lunghe e numerose file di contadini che schiamazzando venivano verso San Rocco ed al ponte per venire a questo Capoluogo.
Un piccolo drappello di soldati allora venne collocato alla testa del ponte stesso onde contenere quella turba, la quale dapprincipio invase e rovinò il mulino di proprietà comunale.
Poco dopo, rinforzata quella turba da altra proveniente da Pontolo e Baselica, tentò di forzare il passaggio del ponte facendo impeto contro i soldati, lanciando sassi e menando colpi di bastone.
I soldati […] tennero fermo fino a che vistesi altre numerose torme di contadini al suono di corni e armati di bastoni scendere dalle colline sulla sinistra del Taro, fatti di là ritirare affinché non fossero presi in mezzo e sopraffatti, tanto più che i tumultuosi che erano al di là del ponte si procurarono il passo per entrare in città, guadando il fiume.
Il loro intendimento era quello d’invadere la Sottoprefettura e di abbruciare i registri dell’Agente delle Tasse.
La forza armata ascendeva soltanto a 80 soldati e di ciò approfittarono per invadere da ogni parte il paese, atterrando i cancelli in ferro alle porte della città…e insalendo su per le mura con scale a piuoli. Il Colonnello concentrò le poche forze nelle adiacenze della Sottoprefettura. Fu quivi che la gran massa di popolo cercando di far impeto, il Colonnello gli fece per ben due volte caricare alla baionetta dopo le fatte intimidazioni e dieci o dodici dei tumultuanti rimasero feriti.
Anche a diversi soldati toccarono bastonate e sassate…” – Fine
(Dal Sottoprefetto di Borgotaro al Prefetto di PR in data 12.1.1869).

Giacomo Bernardi

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