Giacomo Bernardi – 1869: guerriglia per le strade del Borgo (I moti del Macinato) – Borgotaro (Parma)

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Di seguito il testo di Giacomo Bernardi (appassionato della storia e delle tradizioni di Borgo Val di Taro, Parma), intitolato “1869: guerriglia per le strade del Borgo – I moti del Macinato“.

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1869: guerriglia per le strade del Borgo (I moti del Macinato) – Borgotaro (Parma)” 

Il Regno d’Italia si era formato da soli 7 anni e i problemi erano molti. A partire da un grosso debito che il nuovo stato aveva ereditato dai piccoli stati, ducati e granducati, prima esistenti.
Così nel marzo del 1868, per far fronte alla grave crisi finanziaria in cui il paese si trovava da alcuni anni, venne approvata la legge sulla macinazione dei cereali. La legge, che doveva entrare in funzione il 1 gennaio del 1869, prevedeva che i contadini pagassero una tassa sul quantitativo di farina portata a macinare.
Poiché entro quella data i previsti contatori meccanici non sarebbero stati pronti, il governo decise che provvisoriamente fossero i mugnai a riscuotere la tassa in base al lavoro presunto. Questi, temendo l’ira dei contadini, non ne vollero sapere di diventare riscuotitori di tasse, così nella stragrande maggioranza decisero di chiudere i mulini. Molti si rifiutarono di ritirare la licenza per l’anno 1869.
I contadini, esacerbati per la nuova tassa e ancor più per la difficoltà che incontravano a macinare a causa della serrata dei mugnai, si lasciarono andare a violenze d’ogni tipo, dando vita a quelli che vengono ricordati come “i moti del macinato”.
All’Archivio di Stato ho potuto trovare una ricca documentazione su quanto accadde al Borgo. Ricordo che allora Borgotaro era sede di Sottoprefettura e il Sottoprefetto, ogni giorno, inviava al Prefetto relazione su quanto qui da noi stava accadendo. Al Borgo arrivò l’esercito e vi fu addirittura un assalto alla baionetta che provocò diversi feriti tra la popolazione. Molti borgotaresi vennero condotti a Parma e imprigionati..
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La rivolta minuto per minuto, attraverso i telegrammi di Stato che il Sottoprefetto di Borgotaro inviava al Prefetto di Parma.
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“…giovedì sera soltanto una cinquantina tra braccianti e contadini andavano cantando e schiamazzando per le vie di questo capoluogo … però non discesero ad eccessi.
Ieri mattina furono trovati affissi sopra diverse cantonate della città alcune copie dello scritto che alla presente si unisce.
I mugnai rifiutano di ritirare la licenza, temono l’ira popolare.
Uno di essi, Leonardi Antonio, inquilino della Baronessa Picinardi, fu questa mane percosso…”
(Dal sottoprefetto di Borgotaro al Prefetto di PR in data 2.1.1869).
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“Verso le ore quattro pomeridiane di ieri giunsero qui, inaspettate da queste popolazioni, le quattro Compagnie di truppa di linea […] fu una fortuna…giacché si era già formato il complotto di fare schiamazzi e discendere a disordini…
Infatti fin dal meriggio furono fatti strappare da monelli e da donne i Proclami della S.V. e ciò per istigazione del solito Benvenuto Martini di concerto coll’Avv. Basetti, chierico Claudio Misuracchi e altri di simil tempre.
I mugnai di questo Comune, sobillati dai due partiti repubblicano e pretino che ora si danno la mano, preferiscono tenere chiusi i propri esercizi…”
(Dal Sottoprefetto di Borgotaro al Prefetto di PR in data 7.1.1869) (1-continua)
Nella foto: Porta Nuova, com’era all’epoca. Nel Borgo si poteva entrare solanto da tre porte. Queste, nottetempo, venivano chiuse per mezzo di una robusta cancellata, ed erano custodite. In ognuna era presente un “corpo” di guardia.

Giacomo Bernardi

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