Candelora e S. Biagio Vescovo e Martire (3 febbraio) – Benedizione delle candeline e della gola – Groppo di Albareto (Parma) 3 febbraio 2019

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Si è celebrata domenica 3 febbraio 2019, nella piccola Parrocchia dedicata a San Pietro Apostolo in Groppo di Albareto (Parma), la festa della Presentazione di Gesù al Tempio (2 febbraio – comunemente detta Candelora – Candëröra, Candederèra o Seriöra nelle lingue dialettali delle valli del Taro e del Ceno) e la Santa Messa in onore di San Biagio Vescovo e Martire (03 febbraio) in dialetto (nelle lingue dialettali delle valli del Taro e del Ceno) “San Biesu“ (guarda S. Biagio Vescovo e Martire (3 febbraio) – Benedizione della gola – Groppo di Albareto (Parma) 31/01/2016).

Guarda i post Groppo, San Biagio e Santa Candelora – Presentazione del Signore e della Purificazione di Maria

 San Biagio (San Biesu – 3 febbraio) 1981 – Ricordi …da Groppo di Albareto (Parma) – “Il Pellegrino delle valli Gotra e Arcina”

03-02-2013 Groppo di Albareto – S. Biagio Vescovo e Martire (San Biesu) – il mercante della neve

3 FEBBRAIO Groppo – San Biagio (San Biesu) il mercante della neve

Testo da web

La Candelora è la ricorrenza liturgica della Presentazione del Signore e della Purificazione di Maria, seguendo la tradizione ebraica secondo la quale una donna era considerata impura per un periodo di 40 giorni dopo il parto e doveva recarsi al tempio per purificarsi.

La festa della Purificazione della SS. Vergine Maria chiude il periodo delle celebrazioni natalizie, aprendo il cammino verso la Pasqua.

Questa festa è detta ” La candelora” perché vi si benedivano e distribuivano ai fedeli le candele a cui il popolo attribuiva particolari poteri, destinandole a scongiurare temporali e a consolare agonie.

Un uso rituale del fuoco, che culminerà nei falò del 4 febbraio, per la Madonna del fuoco e in quelli primaverili.

E’ una festa celebrativa che si inserisce in ripetute scansioni di quaranta giorni (quaresime, quarantene), infatti quaranta sono i giorni da Natale alla Candelora e quaranta sono i giorni sui quali influisce, come ci dicono i tanti proverbi sulla seconda parte dell’inverno.

Don Renzo Corbelletta all’inizio della cerimonia, ha benedetto le candeline, che poi vengono distribuite ai fedeli in segno di buon augurio e protezione alla famiglia. 

Molto importante era considerato, nel passato, il tempo che faceva per la Candelora (s’riöla).

Infatti da quello si traevano auspici, previsioni, pronostici sia sul tempo che sui raccolti.

I proverbi, sia di carattere agricolo che meteorologico, erano infatti numerosi.

Citiamo quelli più conosciuti:

P’r la s’riöla
da l’invernu suma föra
o ch’ nèiva o scada al su
quaranta di’ gh’ n’avruma ancu.

Oppure:

P’r la cand’lora
da l’ivernu suma föra
ma s’ piöva o tira vèintu
int’l’invèrnu suma drèintu.

La ricorrenza è ispirata dalle parole del profeta Simeone (incontrato da Maria durante la presentazione di Gesù nel Tempio):

“I miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti””

Nella stessa occasione il parroco, in onore di San Biagio (3 febbraio) ha benedetto la gola (incrociate e appoggiate sotto al mento le candeline), come da secolare tradizione.


La formula, pronunciata dal sacerdote in italiano è:

“Per intercessione di San Biagio, Vescovo e Martire, Dio ti liberi dal mal di gola e da ogni altro male.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen”

Benedire la gola (in dialetto “signà a gura”): un rito legato alla fede religiosa e alla medicina della nostra tradizione popolare.

Guarda il post Santo(i) del Giorno: San Biagio (di Sebaste) Vescovo e martire – (3 febbraio) – di Giuseppina Gatti

Nelle immagini il parroco Don Renzo Corbelletta, compie il “rito” della benedizione della gola.

Questa consuetudine si è notevolmente diffusa in quanto a San Biagio sono stati attribuiti, tra i vari miracoli riconosciuti, quello del salvataggio prodigioso di un bambino che stava soffocando dopo aver ingerito una lisca di pesce.

(guarda i post Religione, emozioni)

. Per questo motivo è anche il patrono degli specialisti “otorinolaringoiatri” e molti fedeli si rivolgono a lui per avere un’intercessione nella cura delle malattie, in particolare per la guarigione dai disturbi di gola e dell’apparato respiratorio.
San Biagio Vescovo e Martire è anche protettore degli animali, dei “cardatori” di lana e delle attività agricole.

 

Durante la celebrazione liturgica in onore di San Biagio il parroco, dopo aver benedetto alcune candele, le accosta e le incrocia sotto al mento dei fedeli impartendo la benedizione della gola, come da secolare tradizione.

Guarda i post 03-02-2013 Groppo di Albareto – S. Biagio Vescovo e Martire (San Biesu) – il mercante della neve

La formula, pronunciata dal sacerdote in italiano, è:

“Per intercessione di San Biagio,

Vescovo e Martire,

Dio ti liberi dal mal di gola e da ogni altro male.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen”

Nella piccola frazione del Comune di Albareto in provincia di Parma a Groppo, pur nel cambiamento avvenuto in questi anni, causa lo spopolamento della montagna, si cerca di mantiene vivo il ricordo delle origini della cultura contadina e degli elementi che la costituiscono, e tra questi le ricorrenze legate alla Santa Candelora (Presentazione del Signore e della Purificazione di Maria) e a San Biagio Vescovo e Martire (03 febbraio). 

Panoramica

Annotare su un blog e usare la tecnologia per trasmettere queste informazioni: “signà a gura” e i “riti” pensiamo sia importante per cercare di recuperare il nostro passato, la cultura, le tradizioni, e gli usi locali che ancora oggi nel mondo rurale sono tramandati da padre in figlio.

Guarda i post Tradizioni 

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