Giacomo Bernardi – Inizio (incipit) del libro – da: S’ v’duma p’r l’ fest’ – Ar Natal’ burg’zan – Borgotaro (Parma)

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Di seguito il testo di Giacomo Bernardi (appassionato della storia e delle tradizioni di Borgo Val di Taro, Parma), l’inizio (incipit) del libro S’ v’duma p’r l’ fest’ – Ar Natal’ burg’zan e l’immagine “Via Cassio, un tempo”, vista da Mario Previ (bravissimo artista valtarese).

Guarda Mostra-mercato stampe colorate utilizzate nel volume S’ v’duma p’r l’ fest’ – Ar Natal’ burg’zan (testi di Giacomo Bernardi – Illustrazioni di Mario Previ) – Borgotaro (PR) – 19 dicembre 2016 

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“S’ V’DUMA P’R L’ FEST’ ovvero AR NATAL’ BURG’ZAN” – da: S’ v’duma p’r l’ fest’ – Ar Natal’ burg’zan – Borgotaro (Parma)” 

“Custu libru l’è sta fatu p’r ricurdà culu ch’un tèimpu l’era Natal’.
E sì, Natal’ l’è sèimp’r Natal’, ma una vota l’era Natal’ d’ pü, pariciu d’ pü, d’incö.
Gniètri vuruma ricurdà, insem’ a viètri, cum’ l’era una vota. Sì, cum’ l’era una vota: menu sodi, menu lüşa, menu r’gali, menu alb’ri ilüminè, menu, o brişa, telefunèin, ma pü paşa, pü calur’, pü silèinsiu.
Sì, daboun, incö d’ Natal’ gh’ n’è tropu!

Questo libro viene pubblicato per ricordare il Natale com’era un tempo.
Sì, Natale è sempre Natale, ma una volta lo era di più, molto di più, di oggi.
Noi vogliamo ricordare, insieme a voi, com’era una volta. Sì, com’era: meno soldi, meno luci, meno regali, meno alberi illuminati, meno, o niente, cellulari, ma più pace, più calore, più silenzio.
Sì, davvero, oggi di Natale ce n’è troppo.

Vegnu p’r l’ fest’
Natale non era rappresentato da un sol giorno. Tanto che, chi era lontano dal Borgo e intendeva informare qualcuno della sua venuta, era solito dire: “Vegnu p’r l’ fest'”. Dove con “l’ fest'” s’intendevano quelle natalizie. Natale era quindi un periodo che culminava sì con il giorno 25, ma che, a mo’ di satelliti, portava con sé tante altre festività e ricorrenze: da Santa Lucia a Santo Stefano; da Capodanno all’Epifania. Ed è il periodo che cercheremo di rivisitare, riscoprendo tutte quelle tradizioni legate a questa festa che, specie nel passato, assumeva un aspetto magico, fantastico. Sì, perchè tanta abbondanza sulle tavole, tanta illuminazione in giro, tanti regali, non si sarebbero più visti lungo l’intero anno.
E poi, il Presepio, l’albero, la novena, la neve, le tombolate, le slittate, l’ şgüjaröl’, gli zampognari, il torrone, la spongata, la letterina, gli anolini, il panettone, il cappone, le vacanzea scuola….
Quando parlo di questo con i miei, ormai pochi, coetanei ci troviamo d’accordo nel ritenere le feste natalizie della nostra fanciullezza, il ricordo più bello e più duraturo. Così, a tutti noi, il Natale d’oggi, porta un poco di tristezza nel ricordo di quelli d’un tempo. Ma è anche colpa degli anni che se ne sono andati e del ricordo di quanti un tempo c’erano, e oggi non più”.

Giacomo Bernardi

Immagine: Via Cassio, un tempo, vista da Mario Previ

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