Giacomo Bernardi – LA CROCE NERA – da: Leggende della Valditaro – Borgotaro (PR)

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Di seguito il testo di Giacomo Bernardi (appassionato della storia e delle tradizioni di Borgo Val di Taro, Parma), intitolato “LA CROCE NERA“, da Leggende della Valditaro e l’immagine di Mario Previ (bravissimo artista valtarese).

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LA CROCE NERA – da: Leggende della Valditaro

I borghigiani sono sempre stati giustamente orgogliosi del loro ponte. Da sempre lo chiamano “d’ San Rocu”, per via della vicina omonima chiesa, anche se questa venne dopo il ponte che esisteva già nel quattrocento.
Ancora oggi, questa struttura, fa da collegamento insostituibile tra i due tronconi del paese che il Taro ha voluto separare ed è quindi, oggi com’un tempo, un via vai di mezzi e pedoni.
Ben visibile, ma dal basso, è ancor oggi su una pila del ponte, una grande croce nera che una mano pietosa volle tracciare a ricordo di un fatto triste e doloroso accaduto nei primi anni dell’ottocento.
Rosa e Alessandro erano fidanzati da tempo, tanto che avevano deciso di sposarsi a settembre di quell’anno. Per questo lui, a primavera, era partito per la Maremma, dove era possibile guadagnare qualche soldo in più. Mentre sudava in Maremma, a Borgotaro stava accadendo qualcosa di nuovo.
Rosa aveva conosciuto il rampollo di un signorotto del Borgo e tanto s’era di lui invaghita che aveva accettato di sposarlo. Alessandro arrivò al Borgo proprio il giorno delle nozze. Seppe quanto stava accadendo e non ci volle credere: – Rosa sposa un altro? Impossibile. Voglio vedere!
E si portò sul ponte di San Rocco, dove Rosa sarebbe dovuta passare per recarsi in paese, poiché la chiesa di San Rocco, dopo il diluvio napoleonico, era stata ridotta a magazzino di legna e carbone.
Quando Rosa, con il codazzo di amici e parenti, fu a metà del ponte, Alessandro le si fece incontro e la bloccò. – Rosa, cosa fai? Davvero sposi un altro? Non ci credo. Sono tornato con dei soldi. Fermati!
Lei non rispondeva.
Lui s’inginocchiò: -Ti supplico, sei tutto per me. Hai ancora al dito l’anello che ti ho regalato, segno che mi vuoi ancora bene. Forse lo fai soltanto perché lui è ricco…
Per tutta risposta Rosa si tolse l’anello e, stizzita, lo lanciò nelle sottostanti acque del Taro. – Vallo a prendere il tuo anello!”. Quel gesto rappresentava un ulteriore e grave sgarbo per Alessandro, che di colpo s’avvinghiò a Rosa, la trascinò fino al parapetto e con lei si lanciò nel vuoto gridando: – Verrai anche tu a cercarlo!”.
I due precipitarono nel sottostante lago e più non riemersero.
I loro corpi, rigidi e abbracciati, vennero, qualche giorno dopo, trovati allo sbocco del Varacola.
Li seppellirono insieme.
Qualche giorno dopo, una mano ignota tracciò una grande croce nera nella pila centrale del ponte, presso cui i due erano precipitati. Una croce ancor oggi ben visibile percorrendo la passeggiata lungo il Taro, costruita di recente.

Giacomo Bernardi 

Da: G.Bernardi – Leggende della ValditaroG.Bernardi Leggende della Valditaro Immagine di Mario Previ

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