Natale 2018 a Bedonia (Parma), principali eventi – dicembre 2018/gennaio 2019

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Tante iniziative allieteranno il Natale 2018 dei “bedoniesi”, da “Santa Lucia in canonica” di giovedì 13 dicembre 2018, fino a venerdì 4 gennaio 2019 con lo spettacolo teatrale a cura della compagnia Tuttaattaccato in Palestra in via Deledda.

…. di seguito il programma dei principali eventi del Natale 2018 del Comune di Bedonia in provincia di Parma (Italia).

Fonte Calendario: Il Natale in Alta Valtaro – Albareto, Bedonia, Borgo Val di Taro, Compiano e Tornolo (Parma)

Guarda Bedonia

Visto che la fotografia è la nostra passione, abbiamo realizzato questa immagine elaborata, con le informazioni dell’evento. (immagine tratta dal post Bedonia (PR) – Natale 2017: Presepe ed Esposizione del Santissimo Sacramento nella Chiesa di Sant’Antonino)

Le informazioni riportate possono essere soggette ad errori o variazioni.

Si consiglia pertanto di verificare eventuali aggiornamenti o modifiche successive alla pubblicazione.

Principali Eventi e Appuntamenti – Bedonia (Parma) 

Dicembre 2018

Giovedì 13 Dicembre 2018

  • Santa Lucia – ore 17,00 presso la canonica di Bedonia

 

Sabato 22 Dicembre 2018

  • Babbo Natale e i suoi Elfi – ore 11,00 Spettacolo itinerante per le vie del paese

 

Domenica 23 Dicembre 2018

  • Babbo Natale Run – ore 10,30 apertura iscrizioni in Piazza Centinaro – Evento organizzato dalla Pro Loco Bedonia
  • Concerto Glenn Miller Band – ore 20,45 Palestra/Teatro Via Deledda Bedonia

Venerdì 4 Gennaio 2019

  •  ore 21,00 – Spettacolo teatrale a cura della compagnia Tuttaattaccato – Palestra in via Deledda

Sante Messe

Sante Messe e funzioni presso il Santuario Vescovile

Giorni feriali ore 16,30 presso l’antico santuario sul colle di San Marco

Giorni festivi ore 8,00 ore 10,00 e ore 16,30 Presso la Cripta del Santuario della Madonna di San Marco

UFFICIO TURISTICO COMPRENSORIALE ALTA VAL TARO

Via Garibaldi, 15 43041 Bedonia (PR) – Tel: 0525/824765 – Email: ufficioturistico@comune.bedonia.pr.it – Sito: www.turismovaltaro.it 

 

Approfondimento: testo tratto dal web

A differenza di Borgotaro e Compiano che sono nati a tavolino, come risultato di una scelta operata da un feudatario o da un’entità superiore, Bedonia pare essere nata dalla libera scelta di pochi uomini che hanno individuato nella sponda sinistra del torrente Pelpirana, un luogo idoneo per erigervi le loro misere abitazioni.

BEDONIA (Parma)

Gusta la Primavera repertorio (5)Se negli antichi documenti Borgotaro e Compiano vengono ricordati per i castelli, le mura, le conquiste, le battaglie e i signori che si susseguirono, il ricordo di Bedonia è legato alla sua antichissima pieve “veterrima plebs” e questo legame pare davvero profetico se si pensa che Bedonia ritornerà a splendere, secoli dopo, per un’altra chiesa: quella del Santuario di San Marco.

Non vanta titoli nobiliari, come Bardi, Borgotaro e Compiano, ma anziché essere ricordata per i signori, i feudatari o gli uomini d’arme,lo è per gli uomini di cultura che ha saputo regalare alla valle. Così quando le idee cominceranno a correre al posto degli eserciti, Bedonia reciterà nella valle una grande influenza.

Una chiesa, dedicata a Sant’Antonino,si fa menzione in un atto databile tra l’878 e l’884.

L’edificio odierno, costruito ad inizio ‘600, ha subito nel ‘700 un intervento per ampliare le cappelle e profondi restauri in epoca più recente.

Sulla sinistra, la prima cappella è detta della Croce ed è senza dubbio la più importante della chiesa.

Si resta colpiti immediatamente dalla ricchezza degli ornamenti a stucco, opera di un certo Giuseppe Taburoni (1733), che sono dedicati, come si legge in una scritta, al Duca Carlo I di Borbone e alla nonna Dorotea Sofia di Neuburg.

A fianco dell’altare due statue raffigurano un Santo Vescovo e Sant’Elena, madre dell’Imperatore Costantino. Sotto l’altare, un suggestivo Cristo morto (sec. XV).
Gusta la Primavera repertorio (6)Nella terza, grande tela con San Rocco e S. Antonio abate ai piedi della Beata Vergine di Loreto e attorno vari “affreschini” riproducenti le storie dei due santi, opera commissionata dalla famiglia Tedaldi (1725) della quale è riprodotto lo stemma.

Sulla sinistra bella tela con la Madonna, Maria Maddalena e Santa Caterina d’Alessandria che mostrano l’effigie di San Domenico, con il ritratto del donatore (XVII sec.). Nell’abside una tela, datata 1559, rappresenta la Madonna, il patrono S.Antonino, San Pietro e il ritratto del donatore Zeno Ferrari.

Degna di nota la bella lampada centrale che pende dall’arcone (1675).

Il Santuario – Seminario costruito nel 1846, successivamente ampliato, il Seminario colpisce il visitatore per la sua imponenza. Sulla sinistra, riconoscibile per la presenza del doppio porticato, si trova l’antico santuario (1685) dedicato alla Madonna della Consolazione.

Il nuovo Santuario, elevato a Basilica Minore nel 1978, venne ultimato nel 1955. Centro museale e di documentazione a partire dal 1981, per mancanza di seminaristi, cessa ogni attività di insegnamento e il Seminario diventa sede di importanti presenze.

 

approfondimento La Valtaro

La Valtaro

Gusta la Primavera repertorio (2)Il territorio della Vataro si trova alla confluenza di tre regioni: Liguria, Toscana ed Emilia-Romagna, i cui confini corrono lungo i crinali che delimitano la valle.

Fu quindi, nel passato, zona di passaggio per mercanti, viaggiatori, pellegrini, prelati ed eserciti diretti ad uno dei tanti passi che permettevano un agevole raccordo tra regione Padana, Lunigiana e Genovesato. Tra le valli dell’Appennino Parmense, la Valtaro è oggi di gran lunga la più importante.

Non soltanto per i suoi centri abitati che la rendono la più popolata, ma per la sua collocazione geografica, la sua intricata e travagliata storia, i suoi borghi che sanno d’antico, le strade e la ferrovia che la percorrono, i suoi boschi estesi e rigogliosi, nella quasi totalità pubblici, i prodotti del sottobosco tra i quali il rinomato “porcino” IPG, unico in Italia ad avere un riconoscimento europeo, la presenza di secolari istituzioni come le Comunalie, la presenza del Taro, il corso d’acqua più lungo del parmense, con i suoi affluenti che scendono da valli laterali incantevoli e poco frequentate, le emergenze geologiche rappresentate dalle rocce ofiolitiche che ricoprono le cime di alcune montagne, la presenza di importanti beni culturali, di piste ciclabili, di una fauna e flora caratteristiche, di una gastronomia di nicchia e per i servizi che può offrire. 

Non ultimo, l’esistenza, in centro valle, di Borgotaro, una cittadina dotata d’ogni servizio (ospedale, ferrovia, scuole superiori, cinema, supermercati, piscina, palestre, impianti sportivi, biblioteche ecc.).

Tutto questo fa della Valtaro un “modello” difficilmente riscontrabile nell’intero Appennino Emiliano.

D’altra parte la Valtaro, nell’ambito della provincia, ha sempre rappresentato un’entità periferica ma dotata di personalità e di autonomia, spesso misconosciuta dagli abitanti della “bassa” e della città, anche a causa dellapessima viabilità di un tempo.

Se la storia può insegnare qualcosa, si deve ricordare che il Valtarese, nel lontano passato, costituì l’antico Stato Landi, per diventare successivamente una delle province del Ducato, insieme a Parma, Piacenza, San Donnino e Lunigiana. Durante il periodo napoleonico, l’alta valle venne staccata da Parma e inserita nella regione ligure, Dipartimento degli Appennini, con Prefettura a Chiavari.

Ma Borgotaro divenne sede di Arrondissement, con la presenza di un Sotto-Prefetto francese.

Gusta la Primavera repertorio (3)Tutto questo spiega la storica “indipendenza”, non soltanto nel dialetto e nelle tradizioni, della Valtaro da Parma, confermata anche in campo ecclesiastico.

Nel territorio dell’ Alta Valtaro, prima della recentissima riforma, erano presenti tre diocesi: Piacenza, Bobbio, Pontremoli. La diocesi di Parma aveva giurisdizione limitatamente alle parrocchie di Belforte e Gorro, entrate a far parte del Comune di Borgotaro soltanto nel XIX sec.

La viabilità moderna ha finalmente permesso agli abitanti della città capoluogo di conoscere questa valle e apprezzarne le bellezze.

(tratto da: La Valtaro in tasca di Giacomo Bernardi)

testo tratto dal depliant della manifestazione “Gusta la Primavera in Alta Valtaro 2012″ (Scarica)

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