Motivazioni di concessione delle Medaglie al Valore Militare degli eroi Caduti della Grande Guerra – Comuni di Albareto, Bedonia, Borgotaro, Compiano, Fornovo, Neviano degli Arduini, Pellegrino P.se, Roccabianca, Valmozzola, Varano dè Melegari, Varsi (Parma) – ottobre 2018

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Con l’approssimarsi del Centenario della fine del grande conflitto, la Prima Guerra Mondiale pubblichiamo l’Elenco delle Motivazioni al Valore Militare degli eroi Caduti della Grande Guerra dei Comuni di Albareto, Bedonia, Borgotaro, Compiano, Fornovo, Neviano degli Arduini, Pellegrino P.se, Roccabianca, Valmozzola, Varano dè Melegari, Varsi in provincia di Parma (Italia).

Una ricerca (non definitiva sia per i nominativi che riguardo le motivazioni), effettuata in occasione dell’ultimo pellegrinaggio nei luoghi della Grande Guerra (guarda il post CLIKKA), al quale hanno aderito le Amministrazioni Albareto, Bedonia, Borgotaro, Busseto, Colorno, Collecchio, Compiano, Fornovo, Neviano degli Arduini, Noceto, Pellegrino P.se, Roccabianca, San Secondo P.se, Solignano, Soragna, Sorbolo, Terenzo, Tornolo, Valmozzola, Varano dè Melegari, Varsi e Parma.

Ringraziamo di cuore la Delegazione Provinciale di Parma dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon (il cui responsabile è il borgotarese Roberto Spagnoli), per la gentile segnalazione, che ci da modo di contribuire al ricordo del sacrificio di tanti giovani.

Ricordiamo volentieri il link del comunicato stampa Ricerca discendenti Eroi della Grande Guerra, di Albareto, Bedonia, Compiano, Fornovo di Taro, Neviano degli Arduini, Pellegrino Parmense, Tornolo, Valmozzola, Varano dè Melegari e Varsi (PR) – gennaio 2018), un avviso per la ricerca dei parenti dei caduti durante la Prima Guerra Mondiale e del programma della cerimonia conclusiva

Cerimonia del Centenario della Grande Guerra (Viaggio a Vittorio Veneto TV) – Albareto, Bedonia, Borgotaro, Busseto, Colorno, Collecchio, Compiano, Fornovo, Neviano degli Arduini, Noceto, Pellegrino P.se, Roccabianca, San Secondo P.se, Solignano, Soragna, Sorbolo, Terenzo, Tornolo, Valmozzola, Varano dè Melegari, Varsi e Parma- 28 ottobre 2018 . .

medaglia-commemorativa-caduti-grande-guerraApprofondimento nei post Ricerca discendenti Eroi della Grande Guerra, di Albareto, Bedonia, Compiano, Fornovo di Taro, Neviano degli Arduini, Pellegrino Parmense, Tornolo, Valmozzola e Varsi (Parma) – ottobre 2017

 Comunicato stampa: Ricerca discendenti Eroi della Grande Guerra, di Borgo Val di Taro (Parma) – febbraio 2017  

Memoria di un Centenario – Viaggio nei luoghi della grande guerra ricordando gli eroi di Borgo Val di Taro (PR) – 1 e 2 giugno 2017 

Memoria di un Centenario – Viaggio nei luoghi della grande guerra ricordando Don Giovanni Stefanini di Borgotaro (Parma) – 6 e 7 agosto 2016  

 ISTITUTO NAZIONALE PER LA GUARDIA D’ONORE ALLE REALI TOMBE DEL PANTHEON
Delegazione Provinciale di Parma
– Tenente Don Giovanni Stefanini M.B.V.M. – 43043 Borgo Val di Taro (PR), Fraz. San Pietro Canal Vona 25 – email:delegazionegdoparma@gmail.com – tel. 3313615511

Motivazioni di concessione delle Medaglie al Valore Militare

ALBARETO

BATTAINI DAVIDE: (BRONZO) “Si offriva volontariamente per partecipare alle pattuglie notturne di esplorazione e lancio di bombe, per accompagnare ufficiali e graduati in rischiose operazioni e per portare ordini anche attraverso le zone più battute dalle mitragliatrici. San Martino (Carso) 24 ottobre-02 novembre 1915”.

CURA’ FULGENZIO: (ARGENTO) “Durante un combattimento, unico ufficiale superstite della sua compagnia duramente provata, assumeva il comando del reparto e manteneva salda la truppa, superando successive gravi situazioni determinate da imboscate e da contrattacchi nemici; colpito a morte, cadeva da prode sul campo. Butkova-Dzonoma (Macedonia), 12 settembre 1916”.

SIGNORASTRI GIUSEPPE: (BRONZO) “Alla testa della sua squadra, dava esempio di fermezza e di coraggio, guidando più volte all’assalto di un forte trinceramento nemico, finchè cadeva colpito a morte. Vlaklar (Macedonia Serba), 09 maggio 1917”.

BEDONIA

ARCHIERI MICHELE ALBERTO: (ARGENTO) “Alla testa del suo reparto, si slanciava contro un importante posizione nemica. Successivamente, insieme al proprio ufficiale, nonostante il violento fuoco di mitragliatrici, raggiungeva la seconda linea dell’avversario, moltiplicando con l’esempio, la resistenza dei suoi uomini. Rimasto ferito più volte al petto, dava bell’esempio di valore e spirito militare. Monfalcone 06 agosto 1916”.

DELLACASA ANDREA: (BRONZO) “Dava prova di ardimento e coraggio durante il combattimento, al quale partecipò volontariamente e dove trovò morte gloriosa. Monte Vies, 09 dicembre 1915”.

FRANCESCONI FERRUCCIO: (ARGENTO) “Con ardimento e slancio mirabili guidava la propria compagnia al contrattacco, sotto il violento tiro aversario di fucileria e di numerose mitragliatrici ed il lancio di bombe a mano, fermando per qualche tempo l’avanzata nemica. Gravemente ferito, rimaneva sul posto, continunando a combattere, finchè, sopraffatto da forze superiori, cadeva prigioniero. In altri fatti d’armi si era distinto per tenacia e sprezzo del pericolo. Monte Badenecche, 04 dicembre 1917”.

MAZZA ENRICO: (BRONZO) “Dopo averne tagliato i reticolati, si gettava, con arditezza, nella trincea avversaria e vi faceva prigionieri alcuni nemici. Vodil 28-30 settembre 1915”.

PEZZI GIOVANNI: (BRONZO) “Costante esempio di fermezza e coraggio in combattimento, primo ad entrare in un barcone che doveva traghettarlo all’altra sponda del fiume, sotto il violento fuoco di mitragliatrici nemiche incorava i compagni con l’esempio del suo fiero sprezzo del pericolo, finchè venne colpito a morte. Falzè di Piave, 27 ottobre 1918”.

BORGO VAL DI TARO

BOZZI ENRICO DI GIOVANNI:(ARGENTO) “Sprezzante del pericolo e animato da elevato sentimento di umaanità, sotto l’infuriare dell’artiglieria e della fucileria avversaria, si recava a medicare e a raccogliere i feriti, finchè cadeva colpito a morte. Sablici 05 giugno 1917”.

(BRONZO) “Quale portaferiti, si adoperava aporre in salvo i feriti che si trovavano in una dolina in preda alle fiamme, ed assolvava il suo compito con ardimento, incurante del pericolo cui si sottoponeva. Castagnevizza, 14 maggio 1917”.

BIANCHI GIOVANNI ALBERTO: (ARGENTO) “Durante un attacco nemico, visto cader ferito l’ufficiale, assumeva il comando della compagnia, e mentre, sfidando il grave pericolo, animosamente si protendeva a spiare le mosse dell’avversario, cadeva mortalmente colpito. S. Giovanni di Duino, 27 maggio 1917”.

CAPITELLI DOMENICO DI MARCO: (ARGENTO) “ Ferito leggermente alla testa da pallottola di fucile, rimaneva colla batteria, continunando a far servizio fino al termine del combattimento. Bu Msafer, 10 ottobre 1912”.

CAPITELLI PIETRO DI GIUSEPPE PIO:(ARGENTO) “Durante il combattimento dimostrò mirabile coraggio, incitando i suoi soldati con la parola e con l’esempio. Ferito, continuò a combattere finchè il suo capitano gli ordinò di recarsi al posto di medicazione.

Monte Zovetto, 16 giugno 1916.”

CELI GREGORIO FU LORENZO: (ARGENTO) “Costante esempio di ardore al suo reparto, nonostante fosse stato gravemente ferito in un’impresa difficile non si allontano’ dal reparto stesso, se non dietro ordine esplicito del prorpio ufficiale. Torrente Maso, Valle Sugana, 13 Agosto 1916”.

CORVI LUIGI DI FRANCESCO:(ARGENTO) “Ferito durante l’assalto ad una trincea nemica, restava in combattimento, incorando i soldati, finchè, nuovamente colpito, incontrava gloriosa morte. Alture di Polazzo, 21 ottobre 1915.”

LANATI ERNESTO DI BERNARDINO:(ARGENTO) “Adempiva mirabilmente il suo compito di coadiutore del comando, e , sprezzante del pericolo, nel momento in cui l’azione si faceva più critica per l’intenso fuoco nemico, nel mentre incitava, con la voce e con l’esempio, i soldati, cadeva colpito a morte, gridando: Avanti, avanti: non occupatevi di me. Santa Lucia di Tolmino, 18 agosto 1915”.

(BRONZO) “Con calma ed ardimento conducevano il proprio plotone sotto il fuoco avversario e, secondando il comandante della compagnia, lo guidavano all’attacco di una batteria turca, impossessandosi di tre pezzi di essa. Ain Zara 04 dicembre 1911”.

MENICHELLI UGO: (BRONZO) “Durante l’intenso e violento bombardamento nemico, al quale venne sottoposto il suo plotone in trincea, sprezzante del pericolo, percorreva più volte la trincea stessa, dando le necessarie disposizioni per fronteggiare l’attacco che si prevedeva imminente. Colpito da una granata, vi lasciava la vita. Dosso Faiti (Carso), 18 gennaio 1917”.

RONCO ALBERTO: (BRONZO) “Al quarto tentativo, dopo che i primi tre, eseguiti di notte, erano stati ostacolati dall’intenso fuoco avversario, riuscì, con altri volontari sotto la direzione di un ufficiale, a praticare alcuni varchi nei reticolati nemici, rendendo così possibile l’attacco e la conquista di un tricerone e dando prova di fermezza, coraggio e sprezzo del pericolo. Castelnuovo, 19 luglio 1915”.

STEFANINI DON GIOVANNI: (BRONZO) “Cappellano militare, 4 reggimento alpini – Bello esempio di calma e valore, durante varie azioni, non curante del pericolo, sempre in prima linea, compiva esemplarmente la propria missione di sacerdote e di soldato, confortando i feriti ed animando i combattenti. – Monte Pertica, 18-28 novembre 1917.”

COMPIANO

ROSSI CELESTE: (BRONZO) “Animosamente passava il ponte sull’Isonzo fin oltre la testata di riva sinistra, e si spingeva ai reticolati avversari per riconoscere l’entità della difesa. Eseguita, con calma e sprezzo del pericolo, la necessaria osservazione, prendeva la via del ritorno; ma, in quel mentre, cadeva colpito a morte. Ponte San Daniele (Isonzo), 17 ottobre 1915”.

FORNOVO DI TARO

ABBATI NORBERTO: (ARGENTO) “Sprezzante d’ogni pericolo, dava esempio di grande coraggio per superare gravi difficoltà nella costruzione di un importante approccio finchè cadeva mortalmente ferito. S. Martino, 30 aprile 1916”.

COSTA LUIGI: (ARGENTO) “Volontariamente faceva parte di una pattuglia ardita incaricata di difficile missione in terreno insidiosissimo. Essendo la pattuglia sopraffatta e circondata quasi completamente dal nemico, egli ripiegava per ultimo insieme col proprio capitano, concorrendo validamente a contrastare all’avversario il terreno palmo, finchè, colpito a morte, lasciava valorosamente la vita sul campo. Mirabile esempio ai compagni di grande sprezzo del pericolo di abnegazione. Ghisbanda (Valona), 20 giugno 1920.

GIARELLI CIPRIANO: (BRONZO) “Bello esempio di valore e di fermezza, comandato di pattuglia e aggirato dal nemico in forze, con tenacia e fermezza assicurava il ripiegamento del grosso della pattuglia, finchè non cadeva da valoroso, colpito in fronte. Bocchette di Mezzo, 25 novembre 1917;

RIVA AUGUSTO: (ARGENTO) “Travolto e gravemente ferito dallo scoppio di una granata avversaria che recava forti danni al posto di medicazione, ov’egli si trovava per esercizio, conscio della gravità della ferita che pochi istanti di vita gli avrebbe ancora concessi, non volle essere medicato, e raccomandando si provvedesse al salvataggio degli altri colpiti, stoicamente si spense. Mirabile esempio di sacrificio e d’altruismo. Vertoibizza-Biglia, 19-20 agosto 1917”

ZUFFARDI PIETRO: (ARGENTO in commutazione della medaglia di BRONZO concessagli con decreto luogotenenziale 13 settembre 1916) “Aiutante maggiore in seconda, sotto intenso fuoco e sotto i reticolati avversari, non curante del pericolo, con calma, recava informazioni al suo comandante di battaglione. Caduto questi mortalmente ferito, lo assisiteva, rimanendo ferito egli stesso. In successivi combattimenti, quale comandante di compagnia, dimostrava costante abnegazione e mirabile amor patrio; sentimenti che lo indussero, nell’ultimo combattimento, cui prese parte, a negare la mortale gravità delle molteplici ferite riportate, per non essere allontanato dalla linea di fuoco e dai suoi soldati. Cima Palone, 18-19 ottobre 1915-Malag Zugna-Zugna Torta, 16 maggio-01 luglio 1916”

NEVIANO DEGLI ARDUINI

CADONICI GIUSEPPE: (BRONZO) “Incurante dell’intenso e violento fuoco dell’artiglieria e di mitragliatici nemiche, si portava sul campo dell’azione, e , con grande calma, vi disimpegnana lodevolmente il servizio portaferiti, dando bella prova di alto sentimento del dovere. Monte Vodice, 18-20 maggio 1917”.

CAVALCA LUIGI: (BRONZO) “(Insieme ad altri commilitoni) diedero spiccata prova di slancio ed ardimento sotto il fuoco del nemico. Sidi-Abdallah, 16 dicembre 1911”

CHIARI GIACOMO: (ARGENTO) “Dovendosi rinnovare l’attacco ad una posizione colla truppa molto scossa dal veemente fuoco nemico, si slanciava avanti con suo plotone, riuscendo, coi più ardimentosi dei suoi uomini, a conquistare la posizione stessa. Cadeva ucciso. Monte S. Michele, 22 ottobre 1915”.

DEVINCENZI LAZZARO: (BRONZO) “Nel procedere all’arresto di un disertore, armato di laminato coltello, venne con lui a collutazione, durante la quale, dopo avere riportate varie ferite, per non rimanere sopraffatto, esplodeva tre colpi della propria pistola contro il ribelle ferendolo mortalmente. Gropparello (Piacenza), 14 marzo 1918”

GALLONI FULVIO: (BRONZO) “Vice comandante di una sezione mitragliatrici, durante quattro giorni consecutivi di sanguinosa lotta, dava prova di nobile slancio, grande ardimento e singolare valore. Incitando con l’esempio i dipendenti alla resistenza ad oltranza, respingeva nettamente sanguinosi e violenti contrattacchi del nemico, cui infliggeva gravi perdite, e mandava a vuoto un aggiramento tentato dall’avversario contro una nostra colonna d’attacco. Con tenace accanimento, difendeva le proprie armi con lancio di bombe a mano e faceva fuoco a bruciapelo sul nemico contrattaccante. Pieve Nuovo, 02-06 luglio 1918”.

MALORI PIETRO DI PRIMO: (BRONZO) “Dava bell’esempio di calma e di ardire nel levarsi volontario ad impossessarsi di un passagio tenuto dal nemico fra un nostro lavoro di contromina ed un approccio avversario. Riusciva così a tener lontano il nemico, fino a che il brillamento impreveduto di una mina lo feriva a morte. San Martino del Carso, 05 giugno 1916”.

MAZZA GIOVANNI: (ARGENTO) “In commutazione della medaglia di BRONZO concessagli con decreto luogotenenziale 01 giugno 1916: Costante mirabile esempio di attività, fermezza, ed alto sentimento del dovere, quale comandante di un pattuglia dimostrava mirabile coraggio e viva intelligenza nel disimpegno del suo difficile mandato. Ferito a morte, dava ad un compagno le notizie raccolte, interessandosi più dell’azione che di se stesso. Monte Nero, 19 luglio 1915”.

ROSSI ENRICO: (ARGENTO) “In combattimento, noncurante dell’inteso fuoco avversario, coadiuvò, in modo mirabile, i propri superiori nel mantenere l’ordine nelle retrovie del campo di battaglia, e diede costante prova di coraggio e di energia. Bosco Cappuccio (Campagna 1915-1916). Legione Palermo, 20 ottobre 1915”.

SCHIANCHI GUALBERTO: (ARGENTO) “Quale capopezzo, dimostrò, sotto il fuoco nemico, rara fermezza d’animo, e, mortalmente ferito, continuò ad impartire gli ordini ai serventi, finchè gli vennero meno le forze. Plezzo, 23 ottobre 1915”.

VESCOVI CORNELIO: (ARGENTO) “Costante esempio di coraggio, sotto l’infuriare della fuciliera e delle mitragliatrici nemiche, giungeva fra i primi fin sotto i reticolati avversari, e mentre eroicamente si accingeva ad aprirsi un varco, cadeva colpito a morte. Coston Lora, 10 settembre 1916”.

PELLEGRINO PARMENSE

FIORI GIUSEPPE: (ARGENTO) “Gravemente ferito da scheggia di shrapnel, che gli produsse la morte durante il trasporto al posto di medicazione, tentò ancora, poco prima di perdere la conoscenza, di riprendere il suo posto di combattimento, al riparo di un sacco a terra: mirabile esempio di freddezza e forza d’animo. Cima la Ciugla, 14 novembre 1915”.

PEZZANI DANTE: (ARGENTO) “Appartenente ad una compagnia di riserva, attraversava spontaneamente una zona battuta dal violento tiro nemico di sbarramento, per portare munizioni sulla prima linea. Quivi giunto, si univa ai compagni nel respingere un forte attacco avversario, e combatteva con esemplare vigore, dando prova di mirabile coraggio ed alto sentimento del dovere, finchè, colpito in fronte, cadde incitando ancora i compagni a resistere. Monti Solaroli (Monte Grappa), 25-27 ottobre 1918”.

TANZI CATULLO: (BRONZO) “Attendente del comandante di reggimento, accorreva a soccorrere il suo superiore gravemente ferito, restando a sua volta colpito a morte. Monte Sieme, 16 agosto 1915”.

ROCCABIANCA

BOCCIA FRANCESCO: (ARGENTO) “Conduceva con slancio ed arditezza il suo reparto all’assalto di una trincea, combattendo con esemplare coraggio, finchè cadeva colpito a morte. Monte Sei Busi, 18 luglio 1915”.

CAVALLI ORESTE: (ARGENTO) “Con mirabile ardimento si slanciava contro numerosi avversari che tentavano di postare delle mitragliatrici presso le nostre trincee, e dopo accanita lotta con bombe a mano, li volgeva in fuga. Benchè solo, li inseguiva, intimando loro la resa, finchè, colpito dal fuoco avversario, cadeva da prode. Monte Kuk, 20 agosto 1917”.

GUARESCHI URIS: (ARGENTO) “Comandante di un plotone di rincalzo, lanciavasi, alla testa di esso, sulla prima linea, incitando i suoi dipendenti a rafforzarsi sul terreno ed a mantenersi saldi sotto il fuoco vivissimo di artiglieria e di fucileria nemiche. Durante i violenti ripetuti contrattacchi operati dall’avverario nella notte seguente, incitava i soldati alla resistenza ad oltranza, sia con la parola, sia con l’esempio. Colpito a morte, mentre veniva trasportato, non cessava dall’incoraggiarli a persistere nella lotta. Santa Maria di Tolmino, 28 ottobre 1915”.

MICCONI VIRGINIO: (BRONZO) “Sergente di contabilità, al seguito del comandante della compagnia, dimostrava coraggio ed energia, e, nelle diverse fasi di un combattimento, coadiuvava il proprio comandante nel condurre avanti i soldati, nei momenti più critici. Sprezzante del pericolo, recava ordini, attraversando più volte tratti di terreno battuto. Monte San Michele, 26 luglio 1915”.

VALMOZZOLA

VILLANI GIOVANNI: (ARGENTO) “Attraversava tra i primi un reticolato nemico, noncurante del vivo fuoco delle mitragliatrici. Colpito da un primo proiettile, continuava ad avanzare. Nuovamente colpito, impossibilitato di procedere oltre, continuò ad incitare con la voce i compagni, finchè un terzo proiettile, colpendolo al capo, lo uccise. Masarè di Forcella Fontananera, 09 luglio 1916”.

VARANO DE’ MELEGARI

GROPPI BERNARDINO: (BRONZO) “Lanciatosi, con altri compagni,oltre la trincea conquistata, per fugare i nemici, ancora nascosti fra le rocce, cadeva colpito a morte. Monte Nero, 15 agosto 1915”-

TANZI RAFFAELE: (BRONZO) “Visto cadere il proprio ufficiale, si slanciava coraggiosamente per soccorrerlo, rimanendo colpito a morte. Conca di Meglenci (Macedonia-Serbia) 09 maggio 1917”.

VARSI

BUSANI SEVERINO: (BRONZO) “Durante l’attacco di una posizione nemica, avanzò arditamente in soccorso di una pattuglia sopraffatta da forze avversarie superiori, e cadde mortalmente colpito. Dolje, 28 agosto 1915”.

CORBETTINI ANTONIO: (BRONZO) “Calmo e incurante del pericolo, conduceva con slancio i propri uomini all’assalto, finchè cadde colpito a morte. Piano della Marcesina, 16 giugno 1916”.CREDALI ALFREDO: (BRONZO) “Per l’energia ed il coraggio spiegati nel servizio di ricognizione e di trasmissione di ordini in terreno insidioso e per aver contribuito a ricuperare dei muli abbandonati sulla sinistra di Bu Msafer. Bu Msafer, 17 settembre 1912”.

MACCAGNINI GIOVANNI: (ARGENTO) “Benchè ferito mentre combatteva valorosamente per la conservazione di un’importante posizione conquistata al nemico, non abbandonava il suo posto e dava mirabile esempio di ardire, finchè, colpito in fronte, cadeva da prode. Monte Sabotino, 21 novembre 1915”.

MORUZZI GIUSEPPE: (ARGENTO) “Di servizio in trincea, durante un bombardamento, con eroico spirito di abnegazione si spingeva fin sotto i reticolati nemici per meglio assolvere il suo compito, finchè cadeva colpito a morte, nobile esempio di ardimento e di alto sentimento del dovere. Monte Wies, 07 giugno 1918”.

VERNAZZA PIETRO: (BRONZO) “Sotto violento fuoco avversario, sprezzante del pericolo, si slanciava primo all’assalto, trascinando con suo esempio e incoraggiando con nobili parole la propria squadra. Contrattaccato più volte, opponeva fiera e valida resistenza. Monte Pasubio, 18-19 ottobre 1916”.

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