8° Premio Compiano Sport premiati: Gianni Bugno, Dino Zandegù e Marco Pastonesi – Cittadinanza Onoraria a Beppe Conti (giornalista sportivo) – Compiano (Parma) – 25 Agosto 2018

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Sabato 25 agosto 2018, presso il Castello di Compiano (Parma – Italia), si è svolto il Premio Compiano Sport (8° Edizione), manifestazione ideata dal Comune in collaborazione con il giornalista sportivo Beppe ContiNel corso della manifestazione sono stati premiati: Gianni Bugno, Dino Zandegù con l’8° PREMIO COMPIANO SPORT e Marco Pastonesi con l’8° Premio di Letteratura Sportiva con il libro sportivo, SPINGI ME SENNO’ BESTEMMIO storie di ultimi, lanterne rosse e fanalini di coda (Ediciclo). Inoltre è stato assegnato il Memorial Pier Luigi Ferarri a Carlo Brugnoli ed il conferimento di Borsa di studio a due giovani studenti.

Il Sindaco di Compiano Sabina Delnevo, in esecuzione della deliberazione del Consiglio Comunale, ha conferito la Cittadinanza Onoraria al noto giornalista sportivo Beppe Conti (originario di Cereseto).

 

… Un premio che ha duplice finalità: da un lato intende celebrare importanti personaggi sportivi del territorio nazionale e non solo, e dall’altro dare il giusto riconoscimento alla letteratura sportiva.

Cerimonia di conferimento della Cittadinanza Onoraria al noto giornalista sportivo Beppe Conti (originario di Cereseto), da parte del Sindaco Sabina Delnevo. Alcuni momenti del piacevole pomeriggio

Fotocronaca

Conferimento di Borsa di studio a due giovani studenti.

Premiazione di Gianni Bugno con l’8° PREMIO COMPIANO SPORT

Testo tratto dal web  – Biografia di Gianni Bugno
Brugg (Svizzera) 14 febbraio 1964. Ex ciclista. Vinse due campionati del mondo (1991 e 1992, terzo nel 1990), un Giro d’Italia (1990), una Milano-Sanremo (1990), una coppa del Mondo (1990), 2° al Tour de France 1991, 3° a quello del 1992, entrambi vinti da Miguel Indurain. «Chi sono io? Uno che ha stravolto la normalità del ciclismo: quando mi aspettavano non c’ero, ci sono stato quando non mi aspettava nessuno. Lo sapete, il primo a non capirmi sono io».

Premiazione di Dino Zandegù con l’8° PREMIO COMPIANO SPORT

Testo tratto dal web  – Biografia di Dino Zandegù
Rubano (Padova) 31 maggio 1940. Ex ciclista. Velocista, vinse il Giro delle Fiandre del 1967, due tappe al Giro d’Italia del 1966, due nel 1967, una nel 1970, una nel 1971. Ha fatto anche il capocarovana e il direttore sportivo. Figlio di un panettiere. «La mattina consegnavo il pane, il pomeriggio andavo in bici. Una Torpado da garzone, manubrio da corsa e cambio Gambato a bacchetta. Prima corsa, a Vicenza, e prima vittoria, in volata. Allora la comunità di Rubano fece una colletta per darmi una bici meno sbilenca» (da un’intervista di Marco Pastonesi)

Premiato con l’8° Premio di Letteratura Sportiva, Marco Pastonesi con il libro sportivo del 2018, SPINGI ME SENNO’ BESTEMMIO storie di ultimi, lanterne rosse e fanalini di coda (Ediciclo).

Testo tratto dal web

L’ultimo è il più debole, fragile, vulnerabile. L’ultimo è il più generoso, solidale, umano. L’ultimo è il più colpito dalle punture delle vespe e dagli scontri con le moto, il più ostacolato dai passaggi a livello e dai greggi di pecore, il più bersagliato dai chiodi e dalle puntine. E molto spesso l’ultimo, per puro e malinconico paradosso, è anche il primo: il primo a cedere e a mollare, il primo a staccarsi e a distaccarsi, il primo a entrare in crisi, il primo a ritirarsi, il primo a rifare le valigie e tornare a casa. Spesso è anche il più simpatico, e non solo nel ciclismo. Questo libro è un inno alle maglie nere, un elogio alle lanterne rosse, un’odissea dei fanalini di coda. Da Ticozzelli a Fonzi, da Piscaglia a Lievore, da Marcaletti a Malori, da Rubagotti a Stacchiotti… Marco Pastonesi colleziona una trentina di storie di ciclisti che sono rimasti indietro, raccontando curiosi retroscena e divertenti episodi inediti..

«Dino Zandegù sapeva che quello spettatore aveva in corpo una sola spinta, e l’avrebbe data al primo dei due corridori che gli sarebbe passato a portata di mani, braccia e gambe. E lui non riusciva proprio a superare quel compagno di sofferenza che si era trasformato nel più crudele dei suoi avversari. Stavolta ebbe la tentazione non solo di abbandonare la corsa, ma forse anche il ciclismo. Se non che, avvicinandosi, si accorse che quello spettatore non era uno spettatore normale, ma uno spettatore speciale: era un prete. Un prete giovane. E mentre il prete giovane, che indossava un paio di scarponi, stava tirandosi su le maniche dell’abito talare e si preparava a spingere meglio il primo dei due corridori a portata di mani, braccia e gambe, Zandegù fu folgorato da un’intuizione geniale. E urlò: “Spingi me sennò bestemmio”».

Il Premio Compiano sport, oltre a celebrare importanti personaggi sportivi che si sono affermati a livello nazionale e internazionale, ha anche l’ obiettivo di premiare ogni anno il miglior libro sportivo.

Erano presenti anche: Luciano Armani, Ercole Gualazzini e Tarcisio Persegona.

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