Teviggio di Varese Ligure (SP) dei Santi Quirico e Rocco da: ButoCultur@, “Teviggio di Varese Ligure. Nello scrigno della sua storia la spinta per il suo futuro” del 2009 – Storia

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Di seguito un testo, estratto da ButoCultur@, “Teviggio di Varese Ligure. Nello scrigno della sua storia la spinta per il suo futuro” del 2009, apparso sul sito del Comune di Albareto (Parma) alla pagina (CLIKKA), riguardante: Teviggio di Varese Ligure (SP) dei Santi Quirico e Rocco.

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Parrocchia di Teviggio dei Santi Quirico e Rocco – Santuario Mariano da: ButoCultur@, “Teviggio di Varese Ligure. Nello scrigno della sua storia la spinta per il suo futuro” del 2009

Parrocchia di Teviggio dei Santi Quirico e Rocco – Santuario Mariano
Domenica 15 luglio 2018 – 300° anniversario della statua della Madonna di Caravaggio
Come si legge nel libro pubblicato nel 2009 da ButoCultur@, “Teviggio di Varese Ligure. Nello scrigno della sua storia la spinta per il suo futuro”, negli oltre mille anni della sua storia il popolo di Teviggio combatté più volte per difendere la propria identità, subì invasioni, fu decimato dalle epidemie, superò le carestie ricorrenti, le avversità atmosferiche, le difficoltà quotidiane, soprattutto con l’aiuto della fede in Cristo. Le fatiche di tante generazioni impegnate a strappare terreno coltivabile alla foresta, la concordia che regnava tra gli abitanti delle località, la comunità stretta attorno al proprio parroco e al proprio vescovo, la devozione verso i santi Quirico e Rocco e soprattutto verso la Beata Vergine di Caravaggio, che dal 1718 protegge la comunità parrocchiale, sono gli aspetti emersi in maggior misura nel corso delle ricerche. Il nostro ringraziamento va alle tante generazioni di teviggesi che con il loro sacrificio hanno costruito il presente e che sapranno trarre per il futuro forti stimoli proprio dallo “scrigno” del suo grande passato.
Nel Settecento la devozione che gli abitanti di Teviggio mostrarono nei confronti della Madonna di Caravaggio si espresse nella costruzione di un altare con esposta la statua della Madonna e nella costituzione di una Confraternita dedicata proprio alla Beata Vergine di Caravaggio. Per culto i fedeli prendevano l’acqua che scorreva sotto all’altare e accorrevano in gran numero in occasione della festa del 26 maggio. Questa grande devozione emerge anche dalle relazioni compilate in occasione delle visite pastorali mentre i parroci ne annotarono l’origine.
Il vescovo di Brugnato Niccolò Leopoldo Lomellini nel maggio del 1726 visitò l’altare della Madonna di Caravaggio da puochi anni fabbricato e il vescovo Domenico De Tatis nel 1757 citò, nella relazione della sua visita pastorale, la statua della Madonna posta nel nicchio e coperta da vetro. Il parroco Pietro Godani, in una lettera del luglio 1868 indirizzata al sindaco di Varese Ligure, descrivendo la nascita della venerazione nei confronti della Madonna di Caravaggio, riportò alcuni scritti trovati nell’archivio della parrocchia “in libri vecchi”: 1718 in Marzo Essendo stato in niun tempo solennizzato una festa di Nostra Sig.ra nella Chiesa di SS. Quilico e Rocco di Teviggio i parrocchiani decisero di acquistare una statua della Madonna e il rettore col consenso di tutto il Populo elesse a tal fine i priori Gio Giacomo De Nevi q. Gio Batta, Carranzino Ghiorzo q. Lorenzo e Lorenzo Pezzi q. Giuseppe. Una memoria ricavata da un altro libro vecchio del 1735 ricorda come l’anno 1718 fu portata dalla città di Genova detta nostra Sig.ra in suddetta chiesa il dì 15 agosto del predetto anno. Anche il parroco don Giovanni Musso (1899-1920), in una relazione compilata nel 1900, riferì che in un antico libro della chiesa è annotato che nell’anno 1718 nel giorno quindici di agosto, fu portata la statua di N.S. di Caravaggio dalla città di Genova in questa chiesa di Teviggio; ed in quell’anno fu eretta nuovamente l’opera e la Compagnia dello stesso nome; ed ebbe origine la venerazione e la devozione di questo popolo alla Vergine S.S. apparsa in Caravaggio.
La chiesa parrocchiale di Teviggio è annoverata tra i Santuari Mariani della diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato con festività da sempre celebrata il giorno dell’apparizione della Madonna. Il 26 maggio 1432, infatti, a Caravaggio, località della Lombardia ora in provincia di Bergamo, la Vergine apparve a Giannetta De’ Vecchi, donna di circa trent’anni vittima dei maltrattamenti del marito alcolizzato. Sollecitata dalla visione la donna esortò gli abitanti alla preghiera e alla penitenza. I frequenti contatti con persone provenienti dalla Lombardia, sia per motivi religiosi, commerciali e di lavoro (la costruzione a Varese Ligure della torre del Piccinino, ad esempio, fu compiuta, tre anni dopo l’apparizione, anche da maestranze lombarde), sia a seguito della carestia del 1529 che costrinse molti lombardi a mendicare nella valle, probabilmente favorirono la diffusione tra la popolazione del culto della Madonna di Caravaggio.
Il parroco di Teviggio, don Mario Perinetti, in relazione all’origine della devozione alla Vergine di Caravaggio, espone due ipotesi:
“l’ipotesi più plausibile si fonda su un avvenimento storico-sociale di somma importanza. Nel 1452 fu costituito giuridicamente l’istituto della mezzadria, nuova forma di rapporti giuridici fra il conduttore del fondo e il proprietario, che permetteva a molte famiglie la liberazione dalla vita comune della corte per la coltivazione nella pianura Padana. La presenza di molti cognomi provenienti dalla Lombardia ed Emilia rivela che molte famiglie desiderose di una vita mononucleare si trasferirono in Liguria dove la mezzadria aveva dimensioni di tipo unifamiliare. Qui i poderi di modeste dimensioni non richiedevano l’impiego di molte braccia. Bastava il lavoro quotidiano di una singola famiglia. Si può congetturare che qualcuna di queste famiglie provenienti dalla bassa Padana abbia portato con sé il culto a Maria di Caravaggio e l’abbia propagato. La seconda ipotesi è legata al servizio ministeriale di alcuni sacerdoti della zona che, in abbondante numero, si recavano nei secoli XVII, XVIII e XIX a svolgere in determinati periodi dell’anno (durante la novena dei morti e nel periodo quaresimale) nella bassa cremonese e bergamasca, zone non molto ricche di clero. E’ voce, che si tramanda di generazione in generazione, che i bellissimi palazzi in pietra presenti a Teviggio, oggi fatiscenti, siano stati edificati proprio da quei sacerdoti. Sarebbero stati loro ad importare la devozione, spinti anche dall’esempio di San Carlo Borromeo. Nella mancanza di indizi certi le due piste sembrano rispondere sia a chi mette in evidenza come fu il popolo a diffondere il culto alla Madonna di Caravaggio, colpito del fatto che la Vergine appare a Giovanetta, donna del popolo e maltrattata, sia a chi, sotto la spinta di San Carlo Borromeo, sosteneva che fu il clero a farsi carico di promuovere tale devozione. Una cosa è certa: il culto della Vergine di Caravaggio è tutt’ora diffuso nelle vallate del Taro e del Vara. In questi ultimi anni assistiamo ad una ripresa dei Pellegrinaggi verso il Santuario di Teviggio. Si nota con soddisfazione una devozione matura, nutrita di preghiera, di partecipazione ai Sacramenti. Famiglie giovani che si richiamano alla pietà lasciata in eredità dai loro antenati. Così oggi il 26 maggio è giorno veramente di Festa: Maria di Caravaggio continua a radunare i suoi devoti con le strade del cuore che Lei solo conosce. Noi prendiamo atto della verità di sempre: i Santuari sono luoghi di incontro particolari dove Maria, la madre di Gesù, manifesta la sua intercessione presso Dio a favore dei suoi figli”.
Ancora oggi, a Teviggio, sono distribuiti i tradizionali panetti benedetti che erano e sono preparati da tutti i parrocchiani qualche giorno prima della festa della Madonna, fatti semplicemente con farina di grano e cotti nel forno situato sul lato della chiesa. Come ricorda il parroco:
“la tradizione dei panetti ha la sua lontana origine nella consuetudine dei monaci di San Colombano che nei punti segnati dei loro percorsi lasciavano un luogo di rifugio per i viandanti che trovavano di che rifocillarsi con pane e acqua. Di generazione in generazione è stato tramandato che in San Quirico vi era una cella dove i viandanti si fermavano e trovavano rifugio e pane. A metà del ‘500 il torrente Stora aggredì la chiesa di San Quirico facendola franare. I panetti di Caravaggio furono accolti nel ricordo della tradizione persa nel tempo e tramandata quasi come leggenda. Nell’Alto Medioevo la strada per Cento Croci non esisteva ancora e la via utilizzata dai viaggiatori per superare l’Appennino transitava da Cavallanova, San Quirico, Porciorasco, passo della Cappelletta, Gotra e Parma”.
A testimonianza di grazie ricevute alcuni ex voto sono esposti nella chiesa parrocchiale. Ora, dopo trecento anni, permane intatta la devozione verso la Madonna e i fedeli accorrono, come un tempo, a pregarla in questo tempio creato e mantenuto in perfette condizioni grazie alla generosità dei parrocchiani.

ButoCultur@ (15 luglio 2018) Comune di Albareto (Pr), Prot. N. 3190 del 09-07-2018 in arrivo

Estratto da: ButoCultur@, “Teviggio di Varese Ligure. Nello scrigno della sua storia la spinta per il suo futuro”del 2009

 

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