Giorno della Croce (Festa di Santa Croce 3 maggio 2018) – Le antiche tradizioni nell’orto e nei campi coltivati – Tombeto di Albareto (PR)

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 Nel territorio della Val Gotra (come anche in varie località italiane), è ancora viva, il 3 maggio “Giorno della Santa Croce”, la tradizione di mettere nei campi coltivati una croce (sulla quale vengono posti dei ramoscelli di ulivo, benedetti la Domenica delle Palme). Il “rito” religioso è legato alle manifestazioni di festa per il Ritrovamento della Santa Croce di Gesù, restituita nel 628 d.C. all’imperatore Eraclio da parte dei Persiani.

Anche se questa Festa ormai da tempo è stata imposta il 14 settembre (Esaltazione della Santa Croce – Festa dedicata al Santissimo Crocifisso, dalla riforma del Missale Romanum ad opera di Giovanni XXIII nel 1960/1962), per il “popolo” e nei proverbi il giorno di Santa Croce è rimasto il 3 Maggio.

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Secondo l’antica usanza, a protezione dei raccolti e per scongiurare intemperie e ogni tipo di calamità, il contadino la mattina del 3 maggio, a digiuno, porta la croce con il rametto d’ulivo benedetto nell’orto o nei campi coltivati (di grano e nelle vigne), e dopo averla collocata si fa il segno della croce.

Le immagini sono state scattate il 3 maggio 2018 a Tombeto di Albareto (Parma), giorno della collocazione, da antica tradizione, delle Croci con l’ulivo benedetto, negli orti e nei campi coltivati.

Annotare su un blog e usare la tecnologia per trasmettere queste informazioni: “il giorno della Croce (3 maggio)” e i “riti”dei vecchi contadini penso sia importante per cercare di recuperare il nostro passato, la cultura, le tradizioni, e gli usi locali che ancora oggi nel mondo rurale sono tramandati da padre in figlio.

Alegrafia

Di questa tradizione si hanno testimonianze anche in altre zone dell’Italia centro-meridionale.

Testo tratto dal post Croci di canne  del sito www.antiqui.it

In Toscana, a S. Stefano di Calcinaia (Lastra a Signa, Firenze) “per impedire che un fulmine cada su di un pagliaio i contadini mettono sulla cima di esso una croce fatta con canne, un ramo d’ulivo benedetto e un fiocchetto rosso”.

In Umbria, a Monteleone di Orvieto (Terni) il 3 maggio “era la festa della Confraternita del Crocefisso: nella chiesa omonima si svolgeva una solenne messa e funzioni religiose con la benedizione delle piccole croci da mettere nei campi fatte di canne, adorne delle candeline benedette il giorno della Candelora e dei ramoscelli d’ulivo della domenica delle palme”.

In Molise, a Casalciprano (Campobasso) durante i festeggiamenti del Patrono San Cristanziano “si celebra la santa messa in suo onore e vengono benedette alcune croci realizzate con canne, le quali verranno poste all’interno dei campi per proteggerli da avversità atmosferiche”.

In Puglia, a Otranto (Lecce) “…molto spesso, questi rametti [di ulivo] tornavano nei campi, negli orti, nelle vigne, tra i prati, dove i contadini, fissandoli su una canna, li sistemavano al centro del podere. Questo rito aveva la funzione di rendere fertile il terreno e di propiziare un buon raccolto”.

In Calabria, a Caria (Vibo Valentia) “il 3 maggio invenzione della Santa Croce i contadini portavano (e ancora oggi portano) nei loro campi una Croce fatta di canne e ornata da rametti di ulivo benedetti in chiesa la domenica delle palme; al termine della mietitura questa croce veniva portata sull’aia e inalberata sulla sommità delle biche”.

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