Giacomo Bernardi – Intervento svolto in occasione della presentazione del volume: La Valtaro in tasca – Borgotaro (Parma) 26 novembre 2010

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Di seguito il testo di Giacomo Bernardi (appassionato della storia e delle tradizioni di Borgo Val di Taro, Parma), dell’intervento svolto in occasione della presentazione del volume “LA VALTARO IN TASCA – Storia Arte Tradizioni Percorsi guidati”, avvenuta presso l’AVIS di Borgotaro il 26 novembre 2010.

Nel 2010, sono già passati otto anni, usciva il mio volume dal titolo “La Valtaro in tasca – Storia Arte Tradizioni Percorsi Guidati”. Un volume di 148 pagine, con oltre 100 foto a colori.

Guarda Giacomo Bernardi – “La leggenda dello “spaccapietre” di Carniglia – Bedonia/Tornolo (Parma)” da: La Valtaro in tasca e i post di Giacomo Bernardi

Intervento svolto in occasione della presentazione del volume

“LA VALTARO IN TASCA – Storia Arte Tradizioni Percorsi guidati”

Sede AVIS – 26 novembre 2010 – Borgotaro (Parma) 

Già tempo fa, il nostro Presidente, Valentino Delmaestro, mi aveva proposto, l’argomento che conoscete: alla scoperta della Valtaro “luoghi, personaggi, leggende”.

Il tema doveva prendere spunto dalla guida “La Valtaro in tasca” uscita qualche mese fa.

Una guida che riguarda i cinque comuni dell’Alta valle: Albareto, Bedonia, Borgotaro, Compiano e Tornolo.

Ha un sottotitolo abbastanza esplicativo: storia, arte, tradizioni, percorsi guidati.

Una guida scritta per i turisti, per i forestieri, ma credo possa servire anche a tutti i Valtaresi. Anch’io pensavo di conoscere abbastanza bene la mia valle per averla girata anche con attenzione, eppure, soltanto al termine del mio girovagare per un anno e mezzo, tanto è durato il mio lavoro, mi sono accorto delle tante ricchezze, delle tante potenzialità che ha la nostra valle, tanto da scrivere che la Valtaro rappresenta un modello difficilmente riscontrabile nell’intero Appennino Emiliano”.

Vediamo insieme quali sono le considerazione che giustificano questa affermazione che può sembrare poco obiettiva, se non campanilistica.

– La Valtaro è servita da un’autostrada (servita e non attraversata)

– E’ collegata alla linea ferroviaria sulla linea Parma-Spezia con una stazione, quella di Borgotaro in cui fermano treni diretti da e per 16 capoluoghi di provincia tra i quali MI-BO-GE-LI-PI-MN-MO ecc

– Vanta due prodotti alimentari di alta qualità: il fungo porcino IGP, unico in Italia ad avere un riconoscimento europeo.

Il parmigiano reggiano di montagna che si produce in due caseifici.

– Sono presenti istituzioni bimillenarie, come le Comunalie, altrove quasi del tutto scomparse, comunalie che sono proprietarie di 7.800 ha di boschi, semipubblici e che tali resteranno perché inalienabili e indivisibili.

– E’ costellata di borghi che sanno d’antico, alcuni con centri storici ben conservati: Borgotaro, Compiano, Tornolo, Santa Maria

-E’ attraversata dal fiume Taro, il più importante corso d’acqua del parmense, con i suoi affluenti che scendono da valli laterali incantevoli e poco frequentate (Valvona. Valtarodine, Valgotra, valle dell’Ingegna ecc.

– Si svolgono in valle alcune cerimonie, manifestazioni che possiamo considerare secolari: la benedizione delle acque a Isola, il cantamaggio, la benedizione degli animali.

– Manifestazioni nate negli ultimi decenni che vedono un grande afflusso di persone: Fiere del fungo a Borgotaro e ad Albareto, festa della trota a Bedonia, della castagna a Borgotaro, per non parlare del carnevale che qui resta una festa popolare come ormai in pochi luoghi accade

– Abbiamo due biblioteche che per trovarne di eguali bisogna scomodare qualche biblioteca di grandi città: la biblioteca del seminario di Bedonia custodisce 11.000 volumi ammessi al prestito, mentre il fondo antico (libri fino al 1830) custodisce in 97 scomparti numerati 6000 volumi con molte cinquecentine.

Ma anche la biblioteca Manara, fondata nel 1826, non scherza con numerosi volumi del 500, 600 e settecento, di scienza, religione, letteratura donati dalle famiglie nobili del Borgo.

– Non manca un bellissimo castello, quello di Compiano, di proprietà pubblica, all’interno del quale, tra l’altro, esiste il Museo Massonico Internazionale “Orizzonti Massonici”, unico per ora in Italia.

– La Valtaro è ricca di opere d’arte:

dal Lanfranco a Porcigatone, alla via Crucis del Traversi in San Rocco, e a varie opere che inaspettatamente ho trovato nelle chiese.

– Senza contare quel contenitore che è il seminario di Bedonia: difficile trovare in un unico complesso edilizio un così grande numero di attrazioni culturali:

quadreria, musei di storia naturale e di archeologia, l’opera omnia dello xilogrfa romeo musa, un planetario, il centro studi casaroli, centro di documentazione sull’emigrazione, oltre alla biblioteca della quale abbiamo parlato.

– Notevoli le emergenze geologiche per la presenza delle rocce ofiolitiche che ricoprono le cime di alcune montagne e che danno quell’aspetto alpino al Monte Penna, al Tomarlo, al Bue ecc.

– Ma poi possiamo parlare di una fauna e flora caratteristiche, di piscine, di impianti sportivi, di piste ciclabili,

– Di una gastronomia di nicchia con le torte di patate, di erbe e di riso.

– Numerose sono le associazioni di volontariato (Avis-Pubbl. Ass. Vigili del Fuoco-Alpini), le Ass. Culturali.

– Una citazione particolare meritano le Bande Musicali: su cinque comuni ben quattro hanno la banda)

– Non ultimo l’esistenza in centro valle di Borgotaro, una cittadina dotata d’ogni servizio (ospedale, ferrovia, scuole superiori, supermercati, piscina, palestre, impianti sportivi, due sale cinematografiche.)

Credo si possa dire davvero che tutto questo fa della Valtaro un modello difficilmente riscontrabile nell’intero appennino emiliano.

Qual è la filosofia di questa guida, com’è impostata?

Si basa su 9 itinerari principali che percorrono altrettante strade provinciali. A mo’ di esempio il percorso n.1 va dall’uscita dell’Autostrada fino a Bedonia, il n.2 da Borgo al passo S.Donna; il 3 da Borgo al Passo Bratello e via

Ogni itinerario, ogni percorso viene prima descritto in modo sommario, poi in modo dettagliato indicando al tal Km. Cosa c’è da vedere, quale panorama, se ci sono uscite per percorsi minori.

Lungo i percorsi si incontrano dei centri abitati, non solo capoluoghi di comune, ma anche Santa Maria, Cereseto, Ostia, Tarsogno. Tutti vengono descritti tramite due schede: una dal titolo “Un po’ di storia”, l’altra “In giro per”, cioè una passeggiata guidata lungo le strade di quel centro con descrizione di lapidi, monumenti, sculture, palazzi. Si entra nelle chiese e vengono descritti caratteristiche architettoniche, quadri, insomma tutto quanto di interessante c’è da vedere.

Poiché il turista, il visitatore è uno a cui piace vedere le cose belle, ma è anche uno che legge, e quindi deve sapere dove sono le edicole, è uno che fuma e deve sapere dove si trovano i tabaccai, è uno che deve fare rifornimento, che usa il bancomat, che mangia ecco che lungo i percorsi e nella descrizione dei centri abitati vengono segnalate tutte queste utility.

Oltre i percorsi, la guida contiene una ventina di riquadri che presentano alcuni aspetti, alcune presenze peculiari, che caratterizzano la nostra vallata.

Quindi schede sulle comunalie, sul fungo IGP, sulle lavorazioni tipiche del latte, della pietra, del legno, sulle ofioliti, sul Cantamaggio, sulla Benedizione delle acque, la torta di patate, l’oasi dei Ghirardi o luoghi dello spirito come la Madonna del Faggio o il Santuario del Boschetto. Ecc.

In fondo, oltre l’elenco dei più importanti appuntamenti che si svolgono in Valtaro durante l’anno, troviamo tre pagine di informazioni

Come arrivare in valle

Come ci si muove

Vengono segnalati i camping

Le sale cinematografiche

I supermercati

Dove si può passare la serata

Dove si può dormire,

poi quelli che ho chiamato i numeri buoni: Soccorso di emergenza, vigili del fuoco, segnalazione incendi, carabinieri ecc.

Questo ed altro è contenuto nelle 148 pagine della guida.

Da qui la mia incertezza sugli argomenti di cui parlare questa sera.

In particolare mi sono chiesto: parlare di cose vicine che in parte conosciamo o di cose lontane?

Alla fine ho scelto di seguire il percorso n.1 fino alle soglie di Borgotaro (del quale parleremo in altra occasione)

Andremo, poi, più lontano per la leggenda e per il luogo.

Mi rivolgerò a voi seguendo la guida e quindi come se mi rivolgessi ad un ipotetico turista, ad uno che non conosce la valle.

Quindi ascolterete alcune cose che già conoscete, altre addirittura ovvie, ma che tali non sono per il viaggiatore, il turista.

1-Dunque usciamo dall’autostra A15 e ci immettiamo nella S.P. n. 308 dove troviamo i cartelli segnaletici, qui abbondanti, che segnalano Borgotaro, Bedonia e Compiano quindi seguiamo le indicazioni. La guida ci segnala anche che ci troviamo nel territorio di competenza dei Carabinieri di Berceto con tanto di numero telefonico.

2- Al Km. 0.100 sulla SX distributore dell’AGIP con specificato che viene erogato anche il GPL

3/ Al Km. 0,300 Uscita per Ghiare, dove possiamo trovare Stazione ferroviaria, negozio alimentari, bar, ristorante, edicola, tabacchi, chiesa con messa festiva alle ore 11.

4/5-Nel piazzale della stazione viene segnalato un monumento che ricorda una battaglia combattuta tra tedeschi e partigiani il 30 giugno 1944.

6- Riprendiamo la strada e al Km. 0.300 uscita per l’Az. Agrituristica Molino le Piane, ricavata in un antico mulino. Si segnalano tel. Indirizzo di e-mail – camere e piccoli appartamenti

7-La strada risale il corso del Taro (affluente di destra del Po lungo Km. 126). Sulla sponda Sx del fiume alcune belle finestre tettoniche, mostrano gli strati rocciosi sottostanti.

8-Mentre-in distanza, sulla nostra Sx, appare la massa ofiolitica del Groppo di Gorro (alt. m.824).

Le ofioliti, dette anche serpentini, per via del loro colore che ricorda quello dei serpenti, sono rocce magmatiche, uscite dalle profondità dell’oceano che sono poi andate ad appoggiarsi e inglobarsi in altre già presenti. Queste rocce non comuni (tanto che nella guida c’è un’apposita scheda) caratterizzano la valle (monte Prinzera, Monte Chiaro, Penna, Tomarlo, Maggiorasca, Bue, Nero, Ragola). Pensate che fino al 1960 queste rocce costituivano un mistero geologico perchè l’unica cosa che si conosceva era che fossero di origine magamatica, ma qui vulcani non ve ne erano.

9- Al Km. 4.600 si segnala il bivio per Lozzola e l’indicazione per “Bagarre” disco summer. Si entra nella S.P. 523 R, detta del Colle delle Centocroci

10- Sulla Sx, ormai incombente sulla strada, il Groppo, mentre sulla Dx ci accompagna per 500 metri la visione di un bell’esempio di calanco, tipico dell’Appennino. Da qui in avanti entriamo nel territorio di competenza dei Carabinieri di Borgotaro 052597327.

11- Al Km. 6.600-si arriva in località Roccamurata, fraz. di Gorro, comune di Borgotaro. Stazione ferroviaria, ormai a servizio assai ridotto. Al di là del passaggio a livello la trattoria “Pescacacciatore” di Mario e Cinzia pesce-funghi e selvaggina

Roccamurata prende il nome dal fatto che lungo la “rocca” venne aperto, a suon di scalpelli, uno stretto passaggio che venne poi dotato di un muro verso valle per evitare che bestie e viandanti scivolassero nel fiume sottostante. Il lavoro venne eseguito nel 1714 per ordine di Francesco I duca di Parma, in occasione .delle nozze della figlia Elisabetta con Filippo V, re di Spagna. Le nozze erano avvenute a Parma, per procura e la neo regina qualche giorno dopo doveva recarsi con tutto il seguito da Parma a Borgotaro, e da qui, attraverso il Passo Centocroci, a Sestri Levante dove l’attendevano le galere del Re per condurla in Spagna.

12- Da qui ha inizio una serie di gallerie. All’uscita dalla prima, sulla Sx, si vede il ponte ferroviario detto “parabolico”, all’uscita dalla seconda, sulla Dx, area di sosta.

Dopo la quarta, la valle si apre. A Dx, ponte ferroviario, a sinistra la cima del Molinatico (m. 1545), regno del fungo porcino.

13 Al Km. 10.100, subito dopo l’uscita dalla quinta galleria, deviazione a Sx per Ostia Parmense (a km. 0.500 m.352 s.lm.), dove troverete Staz. Ferr., Ufficio postale, pizzeria, trattoria “Scarabeo”. Dopo il ponte sul Cogena, sulla Dx, Agrit. Ca’ Bianca, Rist. e camere (solite ind. Tel, indiriz. Di e-mail). Più avanti Bar, giornali, alimentari. A km. 1, a fianco della stazione ferroviaria, trattoria casalinga da “Severina”.

A m. 100 dall’uscita dalla Superstrada, immediatamente dopo il cartello che indica la direzione Tiedoli, ha inizio la pista ciclabile che raggiunge e supera Borgotaro, per una lunghezza di circa 9 Km.

OSTIA

Qui si entra in Ostia. Le indicazioni,come si può vedere, non sono poche.

Il turista viene rimandato ad un’apposita scheda che vi riassumo brevemente.

Ostia appartiene alla frazione e parrocchia di Belforte, anche se, dopo l’entrata in funzione della linea ferroviaria (1893), si è ampliata tanto da superare in servizi e popolazione l’antico borgo.

Ostia, tuttavia, vanta un passato glorioso, a cominciare dal suo nome che starebbe a significare “porta” “ingresso” all’Alta Valle.

In effetti il cap. Boccia nel suo viaggio effettuato nel 1805, giunto a Ostia, scrive:

Qui cangia l’aspetto della valle del Taro che da Fornovo fino ad Ostia non è solo poco dilettevole e amena, ma quasi infeconda e deserta, tutto è solitudine per lo spazio di ben 20 miglia.

Dalle vicinanze di Ostia all’insù si scorgono campagne ben coltivate, vigne innumerevoli e fruttifere, prati e pascoli e boschi immensi di castagni che continuano fin al di là di Borgotaro..

Così dovette apparire la nostra valle, ancor oggi ricca di prati, pascoli e boschi. (foto verde faggi)

Nel centro abitato si può osservare un nucleo antico.

Al margine di questo, con un fianco che dà sulla strada, sorge il secentesco Oratorio di San Rocco, che sull’architrave in pietra dell’ingresso reca la data 1692.

Come ho detto Ostia appartiene alla parrocchia di Belforte, ma a causa della distanza e “dell’iniquità delle strade” come si legge in un antico documento, già nel passato si sentiva il bisogno di costruire una chiesa che, almeno nella cattiva stagione, potesse far risparmiare agli abitanti, una disagevole salita fino agli oltre 800 metri di Belforte.

Sorge così, a partire dal 1690, questo oratorio che viene eretto a cura e spese di un certo don Carlo Zucconi.

L’oratorio è orientato a sud, è ad aula semplice, con un solo altare

Nel 1935, in seguito a lavori di accorpamento e divenuto, come vediamo, a due aule, forse per adeguarlo alle necessità di una popolazione notevolmente aumentata.

E’ dotato di una porta con a lato due finestre, un tempo ferrate (cioè con inferriate), ma ora tamponate.

A fianco un campanile cuspidato con cella campanaria, dotata di una sola campana.

Sulla facciata, una lapide a ricordo di due partigiani caduti: Luigi Barbieri (medaglia d’Argento) e Giorgio Susani. Vale la pena ricordare che quest’ultimo aveva 21 anni ed è morto nell’ultimo giorno di guerra, per la liberazione di Ostia. Era di Roma, chissà com’era finito qui. E’ stato decorato di Medaglia d’Oro.

Giacomo Bernardi

 

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