Giornata commemorativa in ricordo di Lino Bottali, Martire Partigiano di Villa Cadè di Reggio Emilia il 9 febbraio 1945 – Gotra di Albareto (PR) 21 aprile 2018

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In vista delle celebrazioni del 25 aprile (73° Anniversario della Liberazione d’Italia) si è svolta, sabato 21 aprile 2018, a cura del Comune di Albareto (Parma), con la collaborazione della parrocchia di San Michele Arcangelo in Gotra e delle famiglie Ferrari-Bottali, una giornata commemorativa in ricordo di Lino Bottali, Martire Partigiano di Villa Cadè di Reggio Emilia, fucilato il 9 febbraio 1945, unitamente ad altri venti giovani. Erano presenti i nipoti (tra i quali Gabriele Ferrari e Monsignor Lino Ferrari – Rettore del Seminario Vescovile di Bedonia Parma), Gianpaolo Serpagli (Provincia di Parma), Davide Riccoboni (Sindaco di Albareto), Maria Cristina Cardinali (Sindaco di Tornolo), Nicola Bonini (Amministrazione Comunale di Borgo Val di Taro), Dott. Attilio Ubaldi (Viceprefetto di Parma e Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea Parma), Ferdinando Sandroni (Vicepresidente provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani di Parma), Associazioni e numerosi cittadini. 

“Storie” di libertà e democrazia, iniziate 73 anni fa e che oggi abbiamo il dovere di ricordare e tramandare.

La Santa Messa è stata officiata da Monsignor Lino Ferrari (Rettore del Seminario Vescovile di Bedonia Parma) e Monsignor Renato Fugaccia (Parroco di Gotra din Albareto), unitamente ai parroci della zona.

Inoltre si è svolta una cerimonia di Commemorazione, nel 73esimo anniversario della fucilazione a Lino Ferrari (Martire Partigiano di Villa Cadè di Reggio Emilia il 9 febbraio 1945), con lo scoprimento della targa di intitolazione della via (nei pressi della Chiesa dedicata a San Michele Arcangelo).

Il corteo,

lo scoprimento della targa

e la Benedizione. 

Dopo i saluti e i ringraziamenti di Gabriele Ferrari, la cerimonia si è conclusa con gli interventi delle Autorità e dei Rappresentanti delle Associazioni Partigiane.

Un’iniziata per ricordare anche i drammatici eventi dei giorni della “Resistenza” e l’esperienza della vita partigiana.

Ricordiamo che … (fonte CLIKKA

La rappresaglia di Villa Cadè:

La sera del 7 febbraio, squadre di garibaldini scesi in montagna e sappisti della pianura attaccavano alcune macchine tedesche sulla via Emilia tra Villa Cella e Villa Cadè, infliggendo varie perdite ai nemici.

Il comando tedesco ordinava una rappresaglia. Delle carceri di Parma venivano portati sul posto 21 giovani prigionieri. Quivi gli infelici, alle prime ore del 9 febbraio, venivano fatti scendere uno alla volta con le mani legate da fil di ferro e massacrati uno dopo l’altro con colpi di pistola al capo. Prima di cadere parecchi di loro gridarono il loro disprezzo sul volto degli assassini ed altri prima di morire furono intesi gridare “Viva l’Italia libera”.

Dopo l’attacco del giorno 7 i sappisti, che si attendevano una rappresaglia, rimanevano in postazione sulla Via Emilia per due notti. Dopo di che levavano la postazione, convinti che, essendo ormai passato troppo tempo i nemici avrebbero soprasseduto alla loro vendetta. Ma il furgone coi prigionieri giungeva sul posto qualche ora dopo inaspettatamente ed il massacro fu consumato.

Sul “Solco Fascista” del giorno 10 appariva il seguente comunicato: “Quale rappresaglia per il vile agguato contro militari germanici, nella notte tra il 7 e l’8 febbraio 1945 presso il km. 186 tra Villa Cella e Villa Cadè, nelle prime ora del 1945 sono stati passati per le armi sul posto 21 banditi.

Alcune delle madri degli infelici giovani che avevano avuto sentore del fatto si recavano sul posto, ma a causa di questo divieto non poterono avvicinarsi alle salme dei figli.

Così i poveri corpi rimanevano esposti per tre giorni, come ammonimento per la popolazione ed i partigiani. (Sfruttamento propagandistico della morte). Uno di essi ebbe il cranio sfracellato dalla ruota di un autocarro.

I cadaveri vennero poi portati al cimitero di Reggio Emilia ed ivi fotografi per permetterne la successiva identificazione, uno di essi è ancora sconosciuto.

I tedeschi nella loro presunzione di “uomini della razza superiore” erano incapaci di comprendere il senso di dignità nazionale degli italiani e sbagliavano credendo che la Resistenza si potesse domare con il terrore.

I Martiri di Villa Cadè.  (i nomi sul monumento.

Fausto Abati, di Casalgrande (RE), classe 1919;

Bruno Affanni, di Salsomaggiore Terme (PR), classe 1922;

Mirko Andreoli, di Sorbolo (PR), classe 1922, decorato con la Medaglia d’oro al valor militare;

Athos Bolzoni, di Parma, classe 1927;

Lino Bottali, di Albareto (PR), classe 1923;

Marcello Cavazzini, di Parma, classe 1929;

Elio Dresda, classe 1926;

Eugenio Fontana, di Trecasali (PR), classe 1925;

Luigi Gabelli Serventi, classe 1922;

Lino Ghidoni, di Albinea (RE), classe 1926;

Arnaldo Ghiretti, di Parma, classe 1920;

Bruno Ghisolfi, di Collecchio (PR), classe 1924;

Umberto Guareschi, di Noceto (PR), classe 1926;

Stefano Mazzacani, di Casalgrande (RE), classe 1925;

Silvio Monica, di Neviano degli Arduini (PR), classe 1928;

Angelo Padovani, di Parma, classe 1914;

Ettore Platzech, di Parma, classe 1904;

Flaminio Ragazzi, classe 1925;

Paride Saccò, di Pellegrino Parmense (PR), classe 1925;

Antonio Schiavi, di Langhirano (PR), classe 1924;

Caduto ignoto;

Ricordiamo che la Via era stata intitolata a Lino Ferrari, dall’Amministrazione del Sindaco Ferrando Botti, presente all’evento.

Guarda Albareto (Parma): Grande partecipazione della cittadinanza alle cerimonie, Festa della Liberazione e intitolazione di due vie ai Partigiani Aldo Tambini e Nino Siligato – 25 aprile 2014 

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