25-01-2012 : Video/Giacomo Bernardi Le Calende – La Conversione di San Paolo

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video:Le Calende Giacomo Bernardi 25-01-2012.wmv

dal sito di Giacomo Bernardi

notte_speciale di Mario PreviLe previsioni del tempo Le calende di gennaio (ossia come si prevedeva il tempo dell’annata)

<—immagine – Mario Previ: Una notte speciale (Olio su vetro)

Salvati dalla notte di San Paolo!!!

Tra i metodi più seguiti per formulare previsioni circa il “tempo” dell’anno nuovo, vi era quello legato alla osservazione delle Kalende di gennaio. Per Kalende di gennaio si intendevano i primi 12 giorni di quel mese.

Osservando l’andamento meteorologico di quei primi 12 giorni, si potevano avanzare previsioni per i 12 mesi dell’anno. Il 1 gennaio corrispondeva al mese di gennaio, il 2 gennaio corrispondeva al febbraio, il 5 gennaio a maggio e così via. Attenzione però che se fosse stato bel tempo il 5 gennaio avremmo avuto un brutto maggio, se avesse fatto brutto il 10 gennaio avremmo avuto un bell’ottobre.

Ma i nostri vecchi si erano riservati una specie di “prova d’appello”. Un modo di dire che suona così:

Di tutte le calende non mi curo se la notte di San Paolo non dà scuro.

Ossia le previsioni che derivano dalla osservazione delle calende non mi preoccupano…se la notte di San Paolo sarà bella.

Chiaro e scuro nel nostro dialetto sono sinonimi di sereno e nuvoloso.

Immagine tratta dal sito http://www.santiebeati.it/index.html per sapene di più approfondimenti Conversione di San Paolo Apostolo

dal sito http://www.valtaro.it/burgu/pagina.php?id=5&rubrica=storia&fotox=fotostoria

S’NTIS DAL BURGU Giornale telematico mensile a cura di Giacomo Bernardi

Mensile speciale allegato alla rivista telematica valtaronetwork.com n. 5 del 29/01/01

storia 25 gennaio: Conversione di San Paolo

Il 25 gennaio il calendario ci ricorda la “Conversione di San Paolo”. Un anniversario che oggi dice poco o niente, ma che un tempo a Borgotaro era considerato giorno di grande festa. Leggendo i documenti d’archivio si scopre che una delle festività più importanti dell’anno era appunto quella legata al nome di San Paolo. In tale giorno, a partire dal 1578 e fino ai primi dell’800, la giornata era caratterizzata da spari di giubilo, fuochi, luminarie, Messa solenne in Chiesa e distribuzione di elemosina ai poveri. Sapete perché? Perché nel 1578, proprio il 25 di gennaio, i borghigiani insorsero contro il loro principe Claudio Landi che da tempo li angariava con tasse, divieti, soprusi. Subito dopo essersi liberati del Landi, i borghigiani si diedero al Duca P. Luigi Farnese che scelsero come loro principe. Per ricordare quella gloriosa giornata, la Comunità fece voto di erigere all’interno delle mura una chiesa che sarebbe stata dedicata a San Paolo, in ringraziamento dell’aiuto ricevuto. Chiesa che venne costruita con annesso monastero di suore di clausura. Con l’avvento di Napoleone, il monastero venne soppresso(1805), la chiesa adibita a Tribunale, quindi al suo posto venne costruito un artistico teatro(1819). A sua volta il teatro venne demolito(1943) per far posto all’attuale Cinema Teatro Farnese

 

…un po di Storia dal sito wikipedia    Paolo di Tarso

Paolo (o Saulo) di Tarso, più noto come san Paolo (Tarso, 510[2]Roma, 6467[3]), è stato l’«apostolo dei Gentili»[4], ovvero il principale (sebbene non il primo[5]) missionario del Vangelo di Gesù tra i pagani greci e romani. Secondo i testi biblici, Paolo era un ebreo ellenizzato che godeva della cittadinanza romana. Sebbene a lui coevo, non conobbe direttamente Gesù e, come tanti connazionali, avversava la neo-istituita Chiesa cristiana, arrivando a perseguitarla direttamente. Sempre secondo la narrazione biblica Paolo si convertì al cristianesimo mentre, recandosi da Gerusalemme a Damasco per organizzare la repressione dei cristiani della città, fu improvvisamente avvolto da una luce fortissima e udì la voce del Signore che gli diceva: “Paolo, Paolo, perché mi perseguiti?”[6]. Reso cieco da quella luce divina, Paolo vagò per tre giorni a Damasco, dove fu poi guarito dal capo della piccola comunità cristiana di quella città, Anania. L’episodio, noto come “Conversione di San Paolo”, diede l’inizio all’opera di evangelizzazione di Paolo.

Come gli altri primi missionari cristiani, rivolse inizialmente la sua predicazione agli Ebrei, ma in seguito si dedicò prevalentemente ai «Gentili». I territori da lui toccati nella predicazione itinerante furono in principio l’Arabia (attuale Giordania), quindi soprattutto la Grecia e l’Asia minore (attuale Turchia). Il successo di questa predicazione lo spinse a scontrarsi con alcuni cristiani di origine ebraica, che volevano imporre ai pagani convertiti l’osservanza dell’intera legge religiosa ebraica, in primis la circoncisione. Paolo si oppose fortemente a questa richiesta e, con il suo carattere energico e appassionato, ne uscì vittorioso. (continua da sito)

Conversione di Paolo

 

dal sito http://www.novarchitectura.com/

E’ successo oggi… 25 gennaio – Conversione di Paolo di Tarso

….Paolo viene raffigurato come caduto da cavallo, anche se negli scritti non si fa mai riferimento a questo elemento.

…..Nell’iconografia Paolo viene, quasi sempre, rappresentato come un anziano calvo, con la barba (elemento tipico dell’estetica ebraica, come lo stesso naso sporgente), che sembra fare riferimento alla immagine archetipica del filoso d’età classica. Uno degli elementi iconografici più ricorrenti sono i rotoli o i libri nelle mani del santo, che fanno riferimento alla sue lettere. A partire dal basso medioevo è stato anche rappresentato con la spada, elemento che allude sia al suo passato di persecutore sia al martirio per decapitazione avvenuto a Roma

Paolo un avventuriero della fede

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=iwxbjf6ujJc[/youtube]

dal sito http://www.unitapastoralealtavaltaro-ceno.it/  

 

LA PIEVE DI COMPIANO La prestigiosa istituzione ecclesiastica al vaglio dei documenti d’archivio (uno studio di mons. Domenico Ponzini)

approfondimento  1.  La chiesa plebana “monastica” di San Paolo.

 

Approfondimenti dal nostro blog

Le “Calende” e la ricorrenza del trezèndì (13 gennaio) in Val Gotra

Mario Previ – Interno di casa contadina

Cosa sono le Calende?

Le “calende” sono un metodo empirico dei contadini della mia zona (Val Gotra e non solo), per prevedere il tempo (meteo).Le “calende” o “giorni indicatori” sono i primi dodici giorni dell’anno. Osservando i fenomeni atmosferici  dei primi 12 giorni dell’anno (le calende) si supponeva che rispecchiassero le condizioni atmosferiche dei successivi 12 mesi.

Annotare su un blog e  usare la tecnologia per trasmettere queste informazioni: “le calende” e i “riti”dei vecchi contadini penso sia importante per cercare di recuperare il nostro passato, la cultura, le tradizioni, e gli usi locali che ancora oggi nel mondo rurale sono tramandati da padre in figlio.

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