Bardi (PR): 1° Concorso “ I sapori e i profumi del nostro territorio” PRODOTTI DE.CO. DEL BARDIGIANO – La torta di verze bardigiana (a turta de cori) – 19 novembre 2017

19 novembre 2017
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bardi-concorso-sapori-e-i-profumi-del-nostro-territorio-1La Parrocchia di Bardi (Parma), in collaborazione con gli Amici della Parrocchia di Bardi che festeggiano il loro terzo compleanno, organizzano per domenica 19 novembre 2017,  il “1° CONCORSO DELLA TORTA DI VERZE BARDIGIANA – I sapori e i profumi del nostro territorio – Prodotti DE.CO. del bardigiano”.

La “nostra” torta di verze è unica e legata al nostro territorio, è una specialità che solo a Bardi possiamo gustare ed è uno dei prodotti DE.CO. del Comune di Bardi. 

(guarda il post Bardi)

Dettagli nella locandinabardi-concorso-sapori-e-i-profumi-del-nostro-territorio-1 Ricetta bardi-concorso-sapori-e-i-profumi-del-nostro-territorio-3Una giuria di esperti sceglierà le prime tre torte che, rispettando gli ingredienti della torta di verze bardigiana DE.CO., saranno valutate le migliori per aspetto visivo, profumo e aroma. consistenza al taglio, equilibrio tra gusto e sapori. 

Approfondimento da web

COSA SONO LE DE.CO. – Denominazione Comunale di Origine

Le DE.CO. Denominazioni Comunali non sono marchi, non rappresentano tutele, ma sono atti, delibere di una amministrazione comunale che registra un dato di fatto: un prodotto, un piatto, un sapere, con i quali una Comunità si identifica. Le DE.CO. sono dunque un atto politico, che fissa un valore, una carta d’identità che il Sindaco rilascia dopo aver censito un passato, un presente e ipotizzato uno sviluppo futuro. Quindi il valore è quello di fissare, in un dato momento storico, ciò che identifica quel Comune. A memoria futura, oppure come occasione del presente per cogliere un’opportunità di marketing territoriale. La procedura di approvazione prevede una prima delibera di Consiglio che segna l’istituzione di un registro delle DE.CO. (l’adozione delle DECO da parte del Comune), e segue lo schema e le indicazioni di modello di legge promosso dall’ANCI, (Associazione Nazionale Comuni Italiani). Per rendere però il Regolamento presumibilmente compatibile con la normativa europea e quindi sostenibile, è stato necessario apporre alcune modifiche di carattere procedurale e terminologico. Il regolamento quindi ha per oggetto la tutela e la valorizzazione delle attività agroalimentari tradizionali, che possono costituire nel nostro comune una risorsa anche di valore economico. Questo regolamento non è certamente un fine bensì un mezzo, attraverso il quale vengono definiti quali sono i paletti per la tutela di alcuni dei nostri prodotti che alcune aziende, che il Comune d’ufficio o anche i privati cittadini possono, attraverso la loro istanza, promuovere per creare un indotto economico. Di sicuro non farà i miracoli però io ritengo che sia una cosa fattibile, altri 450 comuni in Italia hanno già portato avanti questa opportunità, opportunità che è nata da un’ intuizione di un grande, vecchio e compianto giornalista enogastronomico che è Gino Veronelli, quando quindici anni fa ha cominciato ad abbozzare alcune idee relative a questo tipo di possibilità, dopo ovviamente avere approfondito quali sono le direttive europee, che adesso sono sovrane in campo di denominazione di origine protetta. Queste nostre denominazioni comunali possono accompagnare i nostri prodotti agroalimentari e possono accompagnare da soli i nostri prodotti, oppure possono essere anche associate alle denominazioni europee nonché possono anche diventarlo queste nuove denominazioni comunali potenziali opportunità. È un marchio che non identifica nel prodotto un prodotto di qualità ma va a certificare l’origine di questi prodotti, che corrisponde in tutto e per tutto al marchio “Made in Italy”, è come dire “Made in Bardi” praticamente. In questo regolamento vengono fissati i criteri di funzionamento per la certificazione di questi prodotti. 

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