Salti del Diavolo Chiastra di San Benedetto (Ciastra ‘d San Bendètt) – Cassio (Parma) – 25 settembre 2017

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chiastra-di-san-benedetto-126-cassioAttraverso un affascinante viaggio lungo ed intorno ai famosi “Salti del Diavolo”, in una natura incontaminata o quasi, abbiamo “scoperto”, un’altro dei numerosissimi angoli suggestivi delle nostre valli (uno dei tanti “Tesori Nascosti della Val Baganza”) e precisamente la “Chiastra di San Benedetto” (Ciastra ‘d San Bendètt): un affioramento roccioso dei più spettacolari tra tutti i “Salti del Diavolo”, un paesaggio unico e suggestivo nei pressi di Cassio di Terenzo (Parma).

Ecco le immagini del 25 settembre 2017.

chiastra-di-san-benedetto-128-cassioGuarda il post Chiastra di San Benedetto (Ciastra ‘d San Bendètt) – Salti del Diavolo – Località: da Chiastre a Cassio (Parma) aprile 2016 immagini 

 Salti del Diavolo – “Chiastra di San Benedetto” (Ciastra ‘d San Bendètt) Rocce che ci “parlano del passato” – Località: da Chiastre a Cassio (Parma) febbraio 2013 immagini – I Tesori Nascosti della Val Baganza

Si tratta di uno spettacolo della natura che affascina,”monumenti naturali”, stupende “opere d’arte”, che siamo certi rendano ancora più bella la nostra valle.

Un viaggio nel tempo, dove le pietre raccontano le epoche geologiche.chiastra-di-san-benedetto-132-cassio

testo tratto dal post il post Salti del Diavolo – “Chiastra di San Benedetto” (Ciastra ‘d San Bendètt) Rocce che ci “parlano del passato” – Località: da Chiastre a Cassio (Parma) febbraio 2013 immagini – I Tesori Nascosti della Val Baganza

  I “Salti del Diavolo”

 Il tempo attraverso l’erosione dell’acqua, il gelo e il vento, trasforma la pietra in arte. Dove: il luogo si trova nel versante del Fiume Taro (il resto dei Salti del Diavolo più noti è nei due versanti della Val Baganza) ed è raggiungibile in auto percorrendo una strada agevole a pochi minuti da Solignano, nel fondo valle Taro.

Partendo invece da Cassio, dopo circa 300 metri si gira a destra per una carraia immersa in bosco di ceduo (la “Ciastra ‘d San Bendètt” si trova proprio appena fuori il paese, all’inizio della strada per Selva del Bocchetto) percorrendo la quale si raggiunge quasi immediatamente la prima sporgenza della “Ciastra” con i caratteristici solchi verticali (“Le unghiate del Diavolo”) che la scolpiscono nella sua parete di sud-ovest … procedendo poi per il sentiero per alcune decine di metri, si possono vedere ed apprezzare le caratteristiche dell’affioramento in tutta la sua spettacolarità (un recente crollo parziale rende ancora più suggestiva la visione del colosso di pietra).

I Salti del Diavolo in località di Chiastre e “a cavallo” del torrente Baganza, si possono raggiungere a piedi dalla strada provinciale Calestano-Berceto percorrendo un tratto del sentiero “La Via degli Scalpellini” (sentiero che prevede due punti di partenza attrezzati nei paesi di Cassio e di Chiastre e che può essere percorso indifferentemente in entrambi i sensi) che arriva fino (passando a fianco del “Dente del Gigante”) alla zona di Piovolo.chiastra-di-san-benedetto-131-cassio

Un po’ di storia

 I Salti del Diavolo, nascondono i segreti della terra, vediamo perché … I “Salti del Diavolo” si trovano in una delle zone “incontaminate” dell’Italia e precisamente nell’Alta Val Baganza, nei pressi del Monte Scartabello (tra i monti Montagnana e Cervellino), tra pascoli e campi coltivati o dismessi e boschi cedui di faggio cerro e carpino, che sono tipici di queste zone dell’Appennino.

I “Salti del Diavolo” sono “emergenze” geologiche o “geositi”, cioè zone e territori in cui gli elementi fisici del paesaggio sono “singolari” ed hanno la caratteristica di testimoniare le evoluzioni di formazione e modellamento del nostro Pianeta e, quindi, sono in grado di fornire un contributo indispensabile alla comprensione della storia geologica di una determinata area o regione.

La maestosa bellezza della “catena” dei Salti del Diavolo, che da Cassio a Piovolo attraversa perpendicolarmente la valle, sembra poter essere la conseguenza di un evento, una catastrofe naturale come tante altre nella storia della terra, dovuto con ogni probabilità ad una “frana sottomarina” con la disposizione “sub-verticale” di antiche catene montuose sottomarine, risalenti a più di 80 milioni di anni fa, e della loro composizione (conglomerati e arenarie) unita all’azione nel tempo dell’erosione differenziale.

Questa roccia sedimentaria, costituita da ciottoli arrotondati e da sabbie ben cementate, è presente dal Monferrato sino all’Appennino modenese, ma l’area di affioramento più rilevante è situata nella Val Baganza (Appennino Parmense, nei comuni di Terenzo, Calestano e Berceto) tra le località Cassio e Chiastre (in dialetto Ciàstra, detto in genere di “masso di pietra” solido su cui si edifica sicuri), dove si presenta come una successione continua quasi “lineare” di curiosi e affascinanti affioramenti, larghi pochi metri, e della lunghezza di circa 5 Km, i così detti “Salti del Diavolo”.  

Una muraglia rocciosa, un bastione, una specie di sbarramento che attraversa la valle del torrente Baganza quasi perpendicolarmente, formato da strette guglie (pinnacoli aguzzi) e pareti rocciose che si stagliano nettamente ed in modo irregolare “brusco” ed imprevisto in un paesaggio di dolci declivi tra boschi e campi, elevandosi maestosi per alcune decine di metri rispetto al terreno circostante.chiastra-di-san-benedetto-109-cassio

Rocce particolari che hanno ben resistito nel tempo ai progressivi sgretolamenti, specie all’attacco atmosferico e delle acque meteoriche oltre al vento e al gelo, emerse (secondo teorie diffuse) durante l’arretramento delle acque in occasione dell’emersione delle terre durante lo scontro tra le masse continentali, dovuto alle spinte tettoniche, in conseguenza dell’arricciarsi delle faglie che con il loro affiorare hanno rimescolato i terreni, contribuendo a generare l’Appennino e a formare il nostro pianeta da circa ottanta fino a trenta milioni di anni fa. Sono rocce che ci parlano del passato, che con la loro complessità possono essere paragonate ad un archivio di dati, ancora oggi per lo più sconosciuto, attraverso i quali è possibile ricostruire l’evoluzione della terra. Un paesaggio selvaggio ed incantato, una natura che ancora una volta ci sorprende e ci lascia “a bocca aperta”, luoghi vivi che mutano ai nostri occhi (vedi articolo della Gazzetta di Parma Crolla una fetta dei Salti del diavolo).chiastra-di-san-benedetto-116-cassio

Rocce d’estrema bellezza che sono segni di antiche calamità naturali e che nella fantasia popolare sono le impronte del “saltare del diavolo”, in fuga precipitosa dalla valle dopo aver visto esposto un crocifisso ad opera di un celebre santo eremita (forse proprio San Benedetto), dove i piedi del diavolo avevano calpestato il suolo (secondo la leggenda popolare) il terreno per respingerlo si era irrigidito ed innalzato bruscamente: da qui rimasero a “monito” e “prova” per gli uomini.

Il nome popolare in uso, i “Salti del Diavolo”, pur non essendo di norma trascritto su carte geografiche e topografiche “ufficiali”, è giunto a noi attraverso i secoli tramandandosi con la “tradizione orale” e soprattutto grazie all’immaginazione della gente, per mezzo di leggende da “brivido” con presenze fantastiche, visioni emotive di forze misteriose placate e segni di eventi che potrebbero un giorno ripetersi.chiastra-di-san-benedetto-114-cassio

I “Salti del Diavolo”: un “serpente infernale” dal dorso abbozzato nella pietra, una creazione singolare che si modella e plasma attraverso gli agenti atmosferici. Grande scenografia, nei “Salti del Diavolo”, sono i vari “monumenti naturali” e cioè il “dente del gigante”, lo “squalo”, il “pinguino”, guglie di cattedrali insieme alle creste e alle torri e ai pinnacoli di pietra.

Vere e proprie “zone di luce” nel paesaggio che la natura ci offre, oltre che rocce preziose diventate nella storia recente il lavoro ed il pane quotidiano di molti scalpellini locali..    Proprio in località Chiastre è ancora ben visibile una “cava” nella quale, proprio in corrispondenza di uno degli affioramenti rocciosi più compatti dei “Salti del Diavolo”, si ricavavano enormi e pesanti ruote di pietra (“macine”) destinate ai Mulini della zona (e dell’intera provincia) per la produzione della farina. Gli scalpellini le cavavano “a mano”, “tagliandole” dalla roccia con martello ed attrezzi dell’epoca: possiamo solo immaginare quanta fatica occorresse e quanto tempo per non romperle Grandi emozioni ci ha donato questo meraviglioso luogo, uno di quei veri “monumenti naturali”, molto vicini a noi anche se immersi nella natura delle nostre montagne….tutti da scoprire. chiastra-di-san-benedetto-102-cassio

Galleria immagini: Salti del Diavolo Chiastra di San Benedetto (Ciastra ‘d San Bendètt) – Cassio (Parma) – 25 settembre 2017

A volte cerchiamo posti incantati anche lontani non sapendo che vicino a noi abbiamo posti unici e veri monumenti naturali

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…ci siamo soffermati ad ammirare e a fotografare, con la speranza che attraverso queste immagini si possa  contribuire alla salvaguardia e al rispetto non solo di questo posto suggestivo ma anche di tutta la natura che lo circondachiastra-di-san-benedetto-126-cassio

 

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