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ago 08 2017

Solennità della Madonna Assunta – Santa Maria ad Albareto (Parma) – Programma liturgico 2017

15 agosto 2017 00:00a16 agosto 2017 00:00

santa-maria-100-albaretoIn Val Gotra ad Albareto (Parma), in occasione del giorno centrale dell’estate (ferragosto), si festeggia la santa Patrona la Beata Vergine Maria Assunta in Cielo (Santa Maria).

Guarda i post Albareto

Ecco il programma:

6 agosto 2017: Inizio della Novena alla Madonna

dal 6 al 13 agosto ci sarà la S. Messa tutti i giorni alle ore 17:00

14 agosto 2017: Vigilia della Festa

ore 20:30 S. Messa ce1ebrata da S.E. Mons. Giovanni Santucci vescovo della nostra diocesi di Massa Carrara-Pontremoli.

ore 21:00 Fiaccolata per le vie del paese con la statua della Madonna. Sarà presente il gruppo Alpini di Albareto

Tutti sono invitati a partecipare. Un invito particolare ai giovani della parrocchia

Dopo la funzione ci sarà un rinfresco sul piazzale della Chiesa

15 agosto 2017: Festa della Madonna Assunta

ore 10:00 Messa Solenne, i canti saranno eseguiti dal coro parrocchia1e di Albareto.

ore 16:30 S. Rosario meditato, seguirà la Solenne Processione con la statua della Madonna Assunta. Presterà servizio la Banda di Albareto

16 agosto 2017: Festa di S. Rocco

ore 10:00 S. Messa con processione con la statua dei Santosanta-maria-100-albareto

Guarda i post Albareto (Parma) Sagra dell’Assunta – Immagini Fuochi Artificial- 15 agosto 2016

Albareto (Parma)- Solennità  della Madonna Assunta (Santa Maria) – Processione – Benedizione- 15 agosto 2016

Albareto (PR) – “Santa Maria” (Beata Vergine Maria Assunta in Cielo) – Processione – Benedizione – 15 agosto 2015

Albareto (Parma) – Ferragosto – Immagini Fuochi Artificiali – 15 agosto 2015 

Archivio: Albareto (PR) – Festa della Santa Patrona B.V. Maria Assunta in Cielo – Processione – 15 agosto 2014 

Archivio: Albareto (Parma) festa patronale – Immagini Fuochi Artificiali 15-08-2014 

Albareto (Parma) festa patronale – Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria – immagini Processione e Fuochi Artificiali 15-08-2013 – “magiche notti estive” e “Religione ed emozioni” 

Santa Maria Albareto (Parma) – immagini e video Fuochi Artificiali 15-08-2012

storia della Chiesa di Albareto (Parma)

Dal sito Istituto comprensivo Prospero Valeriano Manara

 Alla scoperta di Albareto e dei suoi dintorni

 Allegato 3  Data di creazione: 28/02/2006

La Chiesa di Albareto

Albareto sorge sul versante dell’Appennino Settentrionale ed è una Parrocchia di origine antica. Nell’atto di fondazione del 27 maggio 884 risulta donata da Adalberto I, Conte di Lucca e Marchese di Tuscia, al Monastero benedettino di San Caprasio di Aulla.

Per mancanza di documenti non si conosce l’epoca in cui la Chiesa di Albareto fu eretta a parrocchia, ma nel 1133 può ritenersi essere già tale.

E’ certo che nel 1219 era parrocchia.

Negli Estimi della Diocesi lunense del 1470-71, figura come cappella di Aulla. Divenne parrocchia autonoma agli inizi del XVI secolo (ma l’Abate del Monastero di Aulla vantava diritti sulla parrocchia). L’archivio parrocchiale inizia nel 1603.

Da una iscrizione lapidaria (posta ora sulla facciata esterna della sacrestia) risulta che la Chiesa anteriore all’attuale fu costruita nel 1475.Verso la metà del XIX secolo, poiché il governo parmense non voleva avere nel suo Ducato, parrocchie soggette ai Vescovi del Regno subalpino, perché in esso vi spirava l’aria di nazionalità italiana, Albareto, Baselica, Valdena con Gotra e Buzzò furono aggregate alla Diocesi di Pontremoli con Decreto concistoriale in data di Roma 9 agosto 1854.

La facciata di quella vecchia Chiesa era costruita di grosse pietre lavorate a scalpello con una finestra a forma di mezza luna corrispondente ad una simile nel coro.

Il coro era di figura rettangolare, la navata non aveva cappelle e gli altari laterali erano aderenti alle pareti.

C’era l’altare del Rosario, con i 15 misteri dipinti in assicelle intorno all’ancona. Dietro facoltà ottenuta dal Generale dell’ordine dei Predicatori, frate Gian Battista Morini, in data di Roma del 19 agosto 1551, si era istituita canonicamente la confraternita per partecipare delle indulgenze e dei privilegi concessi dai Sommi Pontefici.

A questo altare faceva riscontro quello di San Rocco, che fu eretto per voto del popolo in occasione della peste avvenuta nel 1631. Questa epidemia si sviluppò ad Albareto in primavera: lo sbigottimento era generale e molti abbandonarono il paese. In questa occasione epidemica i cadaveri erano seppelliti nelle tombe, dentro la Chiesa parrocchiale, come si vede dai registri degli atti dei decessi. Nel 1632 il parroco di Albareto celebrò 18 matrimoni: fatto straordinario per riparare il vuoto causato da quel morbo micidiale.

Nel 1666 fu costruito, sull’altare maggiore, un tabernacolo in legno in forma piramidale con colonnette a tre ordini e con varie statuette, che fu tutto indorato nel 1680. (Nel 1916, per decisione del Vescovo Mons. Angelo Fiorini, il tabernacolo in legno verrà sostituito con uno in marmo).

Nel 1703 fu eretto anche l’altare di San Francesco Saverio.

A causa delle piogge straordinarie del 1755-58, la Chiesa parrocchiale fu in pericolo, tanto che nel 1760, per difesa, fu fatto un pignone in calce, che esiste ancora, coperto dal letto del Canale Peghinzola.

Nel 1843, poiché la popolazione di Albareto era cresciuta, si pensò di ricostruire la vecchia Chiesa più ampia, nello stesso luogo, incominciando dal coro.

Fu terminata ed aperta al culto nel 1857: tutto si fece a spese del popolo, come si rileva dall’iscrizione posta nella facciata esterna della sacrestia, che dice “ GENTIS ALBARETI SUMPTU PIETATE LABORE”.


L’attuale parroco, Don Paolo Tomaselli, fece ingresso ad Albareto nel 1962.Nel 1865 fu ricostruita quasi tutta la canonica.

Nel 1963 viene sostituito il vecchio portale con uno nuovo massiccio in rovere di Slavonia e proseguono i lavori di restauro della facciata della Chiesa.

La navata dell’attuale Chiesa ha sei cappelle e vi sono due piccole porte laterali, sopra una delle quali, nell’interno, sporge un bel pulpito.

Due colossali colonne, che sono di sostegno ad un arco sporgente, separano il santuario dal corpo della Chiesa.

L’oggetto principale, che attira lo sguardo, è il tabernacolo costruito sopra l’altare maggiore, in cui sta annicchiata la statua di Maria SS. Assunta in cielo, titolare della parrocchia, acquistata nel 1875 dalla fabbriceria della Cattedrale di Pontremoli.

La statua in legno dell’Assunta fu trasportata a spalle dagli uomini di Albareto, per il passo del Bratello, mentre gli altri in processione cantavano e pregavano.

Nell’abside vi è la statua di San Rocco, compatrono della parrocchia: l’immagine è stata restaurata nel 1981.

Oltre la statua di Santa Teresa del Bambin Gesù nella rispettiva cappella, vi è anche la statua di S. Antonio da Padova e quella di S. Giuseppe.

E’ di notevole interesse anche il coro del 1878 tutto lavorato in noce con stalli ed intagli eseguito da Gasparini Pietro di Borgotaro e, nella piccola sacrestia, un armadio fatto dal maestro Clito Andrea nel 1675.

Vicino alla Chiesa s’alza il campanile: esso fu fabbricato nel 1738 a distanza di circa tre metri dall’antico, che stava unito alla distrutta sacrestia.

Dentro i quattro finestroni si mettono in moto altrettante armoniose campane: furono fuse a Casale di Albareto,  da Capanni Giovanni di Castelnuovo di Monti,  nel 1866.

Parliamo ora del cimitero. Inizialmente l’inumazione dei cadaveri si faceva all’esterno della Chiesa.

Dal 1475 in poi, non si seppellirono più i cadaveri fuori della Chiesa, ma, secondo una generale usanza, nelle cinque tombe, in essa costruite.

Nel 1811, il Governo francese, proibì il seppellimento dei cadaveri nelle tombe delle chiese e le lapidi sepolcrali furono chiuse con lastre di ferro impiombato, a norma del Decreto del Prefetto di Chiavari 15 novembre 1810.

Fu quindi necessario costruire il Campo Santo, che si fece a poca distanza dalla Chiesa, verso la parte di tramontana. Nel 1872-73 si ricostruirono i muri del cimitero e si difesero con copertine tutte lavorate in pietra.

Due colonne quadrate, costruite in pietra lavorata a scalpello, formano i lati d’ingresso ed altre due,  gli angoli della facciata: un robusto cancello in ferro ne chiude l’entrata.

La spesa fu fatta dall’Amministrazione delle Comunalie di Albareto, con il consenso del popolo.

Nel luogo occupato dall’attuale cimitero esisteva, nel XIII secolo, un oratorio con un solo altare dedicato a San Lorenzo martire.

Questo oratorio si chiamava dei Battuti o più comunemente “Casaccia”.

Nel genovesato gli oratori dei Battuti detti anche Flagellanti, si chiamavano Casacce, perché avevano forma più di casa che di Chiesa e perché sui muri interni era permesso solo una greggia intonacatura.

I confratelli di questa compagnia di disciplinanti, si vestivano di cappe bianche, facevano processioni, di cui la principale era quella del Venerdi Santo: si velavano per umiltà la faccia, si disciplinavano anche pubblicamente, cioè praticavano la flagellazione in pubblico ed esercitavano altri atti di devozione.

Nel 1660 questa compagnia cessò e nell’oratorio venne istituita canonicamente la Confraternita dei Centuriati di San Agostino e di Santa Monica, sotto l’invocazione della B.V. della Cintura o della Consolazione. 

 

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