Giacomo Bernardi: Il ginnasio a San Rocco nel 1899 – Borgotaro (Parma)

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Lsan-rocco-borgotaro-fotoe foto che ci propone Giacomo Bernardi sono state scattate a Borgo Val di Taro (Parma), e ritraggono la Chiesa di San Rocco.

Guarda i post Borgotaro  e Ti racconto una foto

e Giacomo Bernardi

san-rocco-borgotaroIl ginnasio a San Rocco nel 1899 – Borgotaro (Parma)

Nelle foto, abbastanza vecchie, direi tra le più vecchie, la sede del Ginnasio in quel lontano 1899.

Sto parlando dell’edificio sulla destra della chiesa, caratterizzato dalla presenza, ancora oggi, di rampari che sostengono il muro della facciata.
Scrive il neo-prof. Mario Longhena, riferendosi al 1899, anno in cui vi insegnò:

“Ero lieto: il Ginnasio era più che brutto, in un locale al di là del ponte sul Taro: le aule erano piccole e la mia un poco buia, aveva un piccolo tavolino e pochi banchi, e da una lato una piccola stufa in ferro. Ma tutto ciò era niente rispetto al fatto che ero professore di ginnasio. Ma soffrivo pensando che avrei dovuto quasi abbandonare i miei studi sanscritici e le mie ricerche sui rapporti tra Roma e l’India”. E ancora:
Il Direttore, un toscano dalla chiacchiera veloce, mi disse che avrei insegnato in prima classe e che avrei avuto sette scolari”.
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Possiamo vedere l’edicola (cappellina) a metà ponte. Lì si trovava la Vergine del Ponte che, dopo il crollo (1855), venne messa in capo al ponte dove si trova oggi. La scultura, opera di Isidoro Rizzi, risale al 1666!!!
Da notare che la chiesa era dotata di campanile.

Crollò in parte a causa di un terremoto nel 1834. In seguito demolito completamente.
A sinistra della chiesa, per chi guarda, il maestoso complesso del Mulino di San Rocco, un tempo proprietà del vescovo di Bobbio.

Giacomo Bernardisan-rocco-borgotaro-foto

 

Presentazione libro di Giacomo Bernardi (132)Ti racconto una foto …una categoria del blog con storie e racconti di persone, avvenimenti e luoghi della “valgotrabaganza” (termine di fantasia usato come nome del “blog” e derivante dall’unione dei nomi delle valli degli autori, la Val Gotra e la Val Baganza e dei rispettivi torrenti che le attraversano, non così noti, ma che nel nostro immaginario rappresentano l’intero Appennino e la montagna in genere), il tutto attraverso una fotografia. 

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