Canzone per una tragedia che ha scosso la Val Baganza – 24/12/1921 Fugazzolo zona presso località “La Vecchia” Berceto Parma

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Il freddo di questi giorni riporta il pensiero a quanto accaduto a quattro giovani  che hanno incontrato la morte in Val Baganza a causa della neve e del gelo invernale, nei monti che sovrastano il paese di Fugazzolo (nella foto).
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Dopo quell’episodio tragico, il nome del paese di Ravarano divenne noto anche per una canzone, cantata su tutte le piazze d’Italia, quale ricordo del rinvenimento delle salme di «tre ragazzi e una giovanetta» rimasti sepolti sotto la neve mentre si recavano, nella ricorrenza del Santo Natale dell’anno 1921, da Ravarano alle loro famiglie che si trovavano (al di là del crinale, tra la Val Baganza e la Val Parma) nella frazione di Graiana, nel Cornigliese.

 I tre fratelli erano: Pasini Angelo di anni 14, Antonio di 12 e Elvira di 18, ed il cugino Briselli Guido di 12 anni. 

Morirono tutti insieme, assiderati, la notte del 24 dicembre 1921 in località “La Vecchia”,  sopra Fugazzolo (frazione di Berceto).

 Le povere salme furono scoperte il 13 gennaio 1922: i giovani erano abbracciati, accovacciati  sotto un ombrello, proprio sotto un grosso albero ricurvo in uno spondale impervio sovrastante due canaloni.
Vennero poi seppelliti nel Cimitero di Fugazzolo il 14 gennaio.
 
L’atto di morte, che venne stilato presso il Comune di Berceto su segnalazione del locale Comando Stazione Carabinieri, venne redatto il 16 gennaio 1922 e riporta i nominativi e le età degli sfortunati giovani sopra citati.
 
Il padre di tre di quei ragazzi, disperato, dopo aver visto il posto della tragedia tagliò l’albero a colpi di scure.

Le strofe della triste  canzone, che veniva cantata sul motivo di quella che ricordava la tragica fine del piroscafo italiano “Sirio” (naufragato miseramente il 4 agosto 1906 presso le coste spagnole, fra le isole Hormigas, dove perirono 219 persone nella maggior parte emigranti), recitano:

Presso Berceto una grave sciagura che ha destato una mesta impression: furon colpiti da tanta sventura quattro vittime che fan compassion.

Tre ragazzi ed una giovinetta per le feste del Santo Natal per raggiunger la famiglia diletta non pensaron al caso fatal.

Da Ravarano paese appennino, quei ragazzi lor voller partir: a mezzogiorno son pronti in cammino ed un parente li volle avvertir

che la strada era pericolosa ed il tempo minacciava ancor, i sentieri e la valle nevosa, li pregava a restare con lor.

Ma quei ragazzi a nulla dan retta ed in viaggio si mettono allor per raggiunger la casa diletta ché il Natale avevano in cor.

A Fugazzolo ancor li han fermati  e ancora più avanti di lì, ma il destino li ha condannati ad andare avanti, ad andare a morir.

La bufera li ha sopraffatti, scoraggiati si fermano lì sotto un albero tutti quattro abbracciati, sotto un ombrello la lor sorte aspettar.

Minacciosa la neve saliva su quei miseri senza pietà, in poco tempo così li copriva finché la morte colpiti li ha.

Da venti giorni nessun sospettava tal disgrazia venisse a colpir; nelle ricerche così si trovavan le quattro vittime a tanto soffrir.

Eran là tutti quattro abbracciati in uno stato da far compassion; or pensando a chi li ha generati, c’è da morir o impazzir di passion.

approfondimenti

dal sito  http://www.gazzettadiparma.it/home.php

01/08/2009  Fugazzolo in festa tra ricordi e commozione

…. presentazione del un libro «Il Volo Sbilenco», una raccolta di racconti scritti dall’autore lunigianese Gino Monacchia. L’ultimo racconto, che dà il titolo all’intera raccolta, narra la vicenda della tragica morte di quattro ragazzi di Graiana di Corniglio, il 24 dicembre 1921, in località La Vecchia, nei pressi di Fugazzolo, assiderati durante una bufera di neve. Si tratta dei fratelli Pasini: Angelo di 14 anni, Antonio di 12 ed Elvira di 18, che perirono insieme al cugino Guido Briselli, di 12 anni. Furono ritrovati sotto un ombrello, abbracciati, 20 giorni dopo e seppelliti nel cimitero locale.

ULTIMI COMMENTI

inviato da dazzi giampaolo il 01/08/2009 alle 21:47

i ragazzi morti nel ’21 assiderati, erano,come spesso accadeva a quei tempi di miseria,a servizio presso alcune famiglie. Quel 24 dicembre di quell’anno decisero, nonostante fossero stati consigliati a non farlo, a tornare alle proprie case per trascorrere assieme alle proprie famiglie il Natale.Una bufera di neve e la stanchezza stroncarono le loro giovanissime vite. Il fatto suscitò clamore anche in città. Dell’episodio fu tratta una canzone di una tristezza a dir poco sconvolgente. Mia madre mi ha trasmesso il ricordo di quell’avvenimento che non ho mai dimenticato

dal sito http://cdfornovo.scuole.pr.it/

 Tragedia nella bufera

Nella chiesa di Fugazzolo il 13 Gennaio 2002 si sono ricordati i quattro ragazzi morti assiderati nell’anno 1921 mentre tornavano alla loro casa per trascorrere il Natale.

Nella notte la forte bufera non ebbe pietà per loro.  

Erano partiti da Ravarano per andare a Graiana dove avevano la loro famiglia, due maschi e una femmina di 12, 16 e 18 anni e un cugino di 12 anni.

Arrivati in località “la Vecchia” sopra Fugazzolo morirono nel gelo travolti dalla bufera.

Era la notte della vigilia di Natale e furono ritrovati solo il 13 Gennaio 1922.

Ora i loro corpi sono sepolti nel cimitero di Fugazzolo.

Fabio Consigli, classe terza, Berceto

video:Sirio (Il tragico naufragio della nave Sirio)

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=2QKUYj5TsHc[/youtube]

 video:Il naufragio del Sirio

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=T0_zDYw6qEk[/youtube]

descrizione

Il 6 agosto 1906 il vapore Sirio, una delle navi migliori della flotta italiana, partiva dal porto di Genova con a bordo circa 2000 emigranti. Avrebbe dovuto seguire la classica rotta per l’emigrazione in America, ma, decidendo di abbreviare il viaggio, passò molto vicino alla costa spagnola. Il 9 agosto urtò contro uno scoglio e iniziò lentamente ad inabissarsi. Il Sirio impiegò 15 giorni per affondare definitivamente, ma la disorganizzazione e il panico causarono centinaia di morti: 300 secondo la compagnia assicurativa, 700 per i giornali dell’epoca. Il canto è tipico dei cantastorie del nord Italia, ed è stato registrato la prima volta da Michele Straniero. Questa versione è cantata da Maurizio Geri. Il brano che segue è “Italia bella mostrati gentile” raccolta e cantata da Caterina Bueno. Nella penultima immagine, potete vedere Caterina con i due suoi chitarristi, a destra Antonio De Rose e alla sinistra Francesco De Gregori.

 

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