Giacomo Bernardi – Terremoto a Borgo Val di Taro nel 1834 da: Ar Lünariu burg’zan 2015 – Borgotaro (PR)

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lunariu-burgzan-2015Di seguito il testo riportato su “Ar Lünariu burg’zan” del 2015″ da Giacomo Bernardi (appassionato della storia e delle tradizioni di Borgo Val di Taro, Parma), riguardante il terremoto a Borgo Val di Taro (Parma) del 1834.

Notizie da uno scritto pubblicato sulla rivista “Poligrafo – giornale di scienze, lettere ed arti”. Siamo nel lontano 1834.

Immagine tratta dal post Presentazione: Un Lünariu per amico (1977 – 2016) di Giacomo Bernardi – Borgotaro (Parma) – 15 luglio 2016

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 “Terremoto a Borgo Val di Taro nel 1834 da: Ar Lünariu burg’zan 2015”

(Notizie da uno scritto pubblicato sulla rivista “Poligrafo – giornale di scienze, lettere ed arti”. Siamo nel lontano 1834)

 Se risaliamo indietro nel tempo, scopriamo che il terremoto provocò seri danni al territorio del nostro comune. Attingiamo queste notizie da uno scritto pubblicato sulla rivista “Poligrafo – giornale di scienze, lettere ed arti”. Siamo nel lontano 1834, l’Italia ancora non era nata come stato indipendente e il Borgo faceva parte del Ducato di Parma.
Dunque si legge che “erano le due e minuti 13 pomeridiane del giorno 14 marzo 1834, quando la scossa di terremoto […] con orribile fracasso e rovinio imperversava nel Valtarese.

Accompagnato da un profondo e cupo rumoreggiare sotterra […] durava da ben 10 in 12 minuti secondi. […]. E’ difficile a dirsi quale e quanto spavento quell’orribile fenomeno mettesse negli animi di tutte le vicine popolazioni e soprattutto in quei di Borgotaro.

Esterrefatte uscivano in fuga dalle case, disperate grida mandavano le genti d’ogni sesso e d’ogni età, fuggivano a precipizio, fuggivano senza saperne il dove, per iscampare quel pericolo stesso.
Cadevano intanto l’un dopo l’altro i fumajoli dall’alto dei tetti, ruinavano i tetti, crollavano i muri: ben tosto le vie di quella piccola Città vedevansi ingombre di rottami d’ogni sorta. In poco d’ora fu vuota d’abitatori. Si spargeva la folla nei luoghi aperti della campagna dando opera ciascuno a costruire come meglio poteva baracche e capanne per un posticcio ricovero”.
Ma per colmo di sciagura la mattina susseguente cadde dal cielo così tanta neve, da costringere le persone a rientrare, con grande paura, nelle case.
“Ben è miracolo e provvidenza del cielo che in tanto flagello non una vittima si abbia a deplorare. Soltanto una donna già inferma da lungo tempo, morì, forse per lo spavento avutane. Nove persone rimasero ferite, di queste una sola gravemente.

In Borgotaro non v’ha casa o fabbricato che non ne abbia sofferto o più o meno: scorgonsi per ogni dove muri screpolati e fessi, volte minaccianti ruina: tutti gli edifici puntellati. Centotrentatre fumajoli crollati per la prima e più violenta scossa, quasi altrettanti per la successiva. Hanno sofferto guasto maggiore la Caserma dei Dragoni, il Teatro Comunale, la casa del Comune, l’ex Convento di San Rocco. Il campanile della Chiesa di questo santo posta oltre il Taro è rovinato per metà, quello della chiesa di Sant’Antonino in Borgotaro stesso pel tal modo malconcio, che fu forza atterrarlo in maggior parte……
Tutto è sepolto sotto le ruine. Incalcolabili per certo sono i danni recati dal veramente calamitoso flagello, il quale ha immerso quei popoli in costernazione e miseria estrema, angustiati ancor più e travagliati dalla straordinaria copia di nevi cadute su quei monti”.

Fin qui la cronaca, ed ho tolto quanto accaduto nelle frazioni.

Giacomo Bernardi da: Ar Lünariu burg’zan 2015

Immagine tratta dal post Presentazione: Un Lünariu per amico (1977 – 2016) di Giacomo Bernardi – Borgotaro (Parma) – 15 luglio 2016 lunariu-burgzan-2015

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