Giacomo Bernardi: Alberghi Roma e Appennino e la locanda Nazionale (1950) – Borgotaro (Parma)

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alberghi-roma-e-appennino-nazionale-borgotaroLa foto (cartolina) che ci propone Giacomo Bernardi è stata scattata a Borgo Val di Taro (Parma) negli anni ’50, e ritraggono gli alberghi Roma e Appennino e la locanda Nazionale .

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e Giacomo Bernardi

Alberghi Roma e Appennino e la locanda Nazionale  (1950) – Borgotaro (Parma)

A volte non bisogna andare troppo indietro nel tempo per vedere un Borgotaro (Parma) diverso.

Questa cartolina risale agli anni ’50.

Gli alberghi Roma e Appennino sono aperti, come pure la locanda Nazionale, condotta dai Ciancolini.

Una siepe separa la strada dal Roma, vasi fioriti davanti al Nazionale, alberi rigogliosi, ben sagomati. Nelle aiuole cespugli (rose?) fioriti, il Firenze senza il gabbiotto.

In giro un che di pulito e ordinato. Il vecchio lampione sufficiente a “far luce” al posto degli odierni numerosi e moderni faretti.

Archivio – Giacomo Bernardialberghi-roma-e-appennino-nazionale-borgotaro

Traduzione in dialetto borgotarese di Giacomo Bernardi 

Al Burgu d’una vota
Un po’ d’ani j’èin pasè, ma u para un atru Burgu. L’albèrgu Apeninu avèrtu, cum’ l’albèrgu Ruma. Ma gh’è anca al Nasiunal’ e davanti al Firèins’ manca al gabiotu. Ma anca l’ piant’ j’èin curè, gh’è i fiuri sutu. Una seza a separa la stra dal Ruma. Davanti al Nasiunal’ d’ Ciancolini gh’è i vasi fiurì. Gh’ para pü pulitu, pü tranquilu. Fèina una machina l’è ferma int’la stra sèinsa paüra ch’ariva al vigil’. Bèin a mi al Burgu u m’ piaza sèimpr’, p’rò lasèm’ dì ch’ soun cuntèintu d’avei visü, tanti ani fa, in custu Burgu. Culu d’la cartulèina.
Ma forsi l’è p’rchè s’eru zuvnu e miga veciu cum’incò. Ma, fi viètri.

Presentazione libro di Giacomo Bernardi (132)Ti racconto una foto …una categoria del blog con storie e racconti di persone, avvenimenti e luoghi della “valgotrabaganza” (termine di fantasia usato come nome del “blog” e derivante dall’unione dei nomi delle valli degli autori, la Val Gotra e la Val Baganza e dei rispettivi torrenti che le attraversano, non così noti, ma che nel nostro immaginario rappresentano l’intero Appennino e la montagna in genere), il tutto attraverso una fotografia. 

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