Luigi Luccheni (o Lucheni) di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR)

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luccheni-in-una-foto-identificativa-della-polizia-elveticaDi seguito il testo di Giacomo Bernardi (appassionato della storia e delle tradizioni di Borgo Val di Taro, Parma), riguardante un triste episodio accaduto il 10 settembre 1898, l’assassinio della Principessa Sissi (Elisabetta Imperatrice d’Austria e regina d’Ungheria).

Guarda il post Luigi Luccheni, originario della Valtaro, uccise l’Imperatrice d’Austria Elisabetta di Wittelsbach (“Principessa Sissi”) – Ginevra 10 settembre 1898

Da anni ho archiviato numerosa documentazione intorno a questo personaggio divenuto famoso in tutto il mondo per aver ucciso, l’11 settembre 1898, Elisabetta di Wittelsbach, imperatrice d’Austria, quella da tutti conosciuta con il vezzeggiativo “Sissi”.
Appunti, foto, documenti attendono da anni di essere presi in considerazione per diventare, come avrei voluto, un libro, ma credo, ormai, con poca o nessuna speranza.

Di seguito al riguardo, alcuni post di Giacomo Bernardi, divisi in puntate.

 “Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (1° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR) 

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (2° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR)

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (3° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR)

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (4° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR)

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (5° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR)

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (6° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR) 

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (7° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR) 

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (8° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR) 

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (9° parte)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR) 

“Luigi Lucheni – L’UCCISORE DI SISSI (CONCLUSIONI)” di Giacomo Bernardi – Borgotaro (PR)

di Giacomo Bernardi

Tra la fine del’800 e i primi del ‘900, l’Europa fu scossa da diversi attentati che costarono la vita a sovrani e importanti uomini politici.

Tra gli attentati spicca quello che costò la vita alla “Sissi”che, in realtà, era una sovrana ammalata di nervi che vagava senza scorta per le varie stazioni climatiche.

Certamente simbolo di una “società dorata”, ma non la rappresentante del sistema che gli anarchici volevano distruggere.

Insomma fu, forse, un bersaglio sbagliato e sollevò un’ondata di riprovazione.

L’autore dell’orrendo delitto fu Luigi Luccheni ( a volte Lucheni), di origini valtaresi, (diciamo che venne….generato ad Albareto).

Costui, dopo una vita errabonda e disperata, si trovava a Ginevra.

Quel mattino (11 settembre 1898) Elisabetta si stava recando verso l’imbarcadero con la sua dama di compagnia.

Il Luccheni, che di nascosto l’aveva seguita, si avvicinò furtivo e vibrò il colpo mortale.

Elisabetta non si rese conto della gravità della ferita e continuò la sua marcia verso il lago.

Sull’imbarcazione però svenne e ci si accorse che la sottile lima usata dal Luccheni era penetrata in profondità. Poco dopo, infatti, Elisabetta spirò.

Questo Luccheni era figlio di Luigia Lacchini, nata a Folta in comune di Albareto.

Costei era una giovane contadina al servizio della ricca e potente famiglia Brandini. Poco più che ventenne, in attesa di un figlio, se ne andò in Francia per evitare uno scandalo.

A Parigi diede alla luce, nel 1873, Luigi che, per errore o volutamente, venne registrato come Luccheni.

Il piccolo ebbe una vita sfortunata.

Abbandonato dalla madre (fuggita negli USA), venne messo nell’orfanatrofio parigino di S. Antoine.

In seguito venne inviato a quello di Parma (forse per intervento del padre ignoto?), poi, giovinetto, affidato ad una famiglia di Varano che lo utilizzava per raccogliere le cacche che le mucche lasciavano per strada quando andavano al mercato a Fornovo.

Si sa che lavorò alla costruzione della ferrovia Parma-Spezia, che fece servizio militare partecipando alla guerra d’Abissinia.

In seguito cominciò a girovagare per l’Europa entrando in contatto con gli esiliati anarchici in Svizzera.

Non aveva soldi per procurarsi un’arma, così, per uccidere Sissi, si costruì un pugnale ricavandolo da una piccola lima.
Condannato all’ergastolo (sono in possesso degli atti del processo, degli interrogatori), si tolse la vita impiccandosi in cella. Era il 1910.

Giacomo Bernardi

Immagini:

Elisabetta con una dama; elisabetta-con-una-dama

Luccheni tra due gendarmi; luccheni-tra-due-gendarmi

Luccheni in una foto identificativa della Polizia Elveticaluccheni-in-una-foto-identificativa-della-polizia-elvetica

 

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