Primavera: Salti del Diavolo con incantevoli prati di Tarassaco – Berceto (Parma) – Val Baganza – 11 aprile 2017

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primavera-salti-del-diavolo-111La primavera è iniziata, e l’aria tiepida ci avvolge nei suggestivi versanti della Valle del torrente Baganza.

 …ed ecco lo spettacolo della Primavera con incantevoli prati di Tarassaco ! 

Ecco le immagini scattate l’11 aprile 2017 ai Salti del Diavolo a Berceto (Parma), nella stagione che riempie il cuore d’emozione con i suoi scenari primaverili.

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primavera-salti-del-diavolo-107Un affascinante viaggio ai famosi “Salti del Diavolo”, un paesaggio unico e suggestivo immerso in una natura ancora intatta.

…una sinfonia a tutto campo, una “fioritura” che parte dall’alta quota per scendere fino a valle. 

…immagini dalle calde tonalità e tutto sembra “poesia” e vorresti che queste giornate durassero per sempre. 

Ecco alcune immagini scattate l’11 aprile 2017, ai “Salti del Diavolo”, nei dintorni di Berceto (Parma), con paesaggi diventati una tavolozza di sfumature verde-giallo.primavera-salti-del-diavolo-111

In Primavera in “valgotrabaganza” è piacevole praticare escursioni e passeggiate immersi in una natura incontaminata, vestita del suo “abito migliore” con i caldi colori primaverili. primavera-salti-del-diavolo-120

 La Primavera, con la comparsa dei fiori di Tarassaco (detto anche dente di leone e soffione) e le nuove gemme sugli alberi, compone paesaggi di grande fascino.primavera-salti-del-diavolo-132

Il “Dente del Gigante” primavera-salti-del-diavolo-124

Primavera e “Salti del Diavolo”primavera-salti-del-diavolo-111

Boschi silenziosi rivestiti di nuove gemmeprimavera-salti-del-diavolo-131

Un po’ di storia dal post Salti del Diavolo – “Chiastra di San Benedetto” (Ciastra ‘d San Bendètt) Rocce che ci “parlano del passato” – Località: da Chiastre a Cassio (Parma) febbraio 2013 immagini – I Tesori Nascosti della Val Baganza

primavera-salti-del-diavolo-120 I Salti del Diavolo, nascondono i segreti della terra, vediamo perché …

I “Salti del Diavolo” si trovano in una delle zone “incontaminate” dell’Italia e precisamente nell’Alta Val Baganza, nei pressi del Monte Scartabello (tra i monti Montagnana e Cervellino), tra pascoli e campi coltivati o dismessi e boschi cedui di faggio cerro e carpino, che sono tipici di queste zone dell’Appennino.

primavera-salti-del-diavolo-102I “Salti del Diavolo” sono “emergenze” geologiche o “geositi“, cioè zone e territori in cui gli elementi fisici del paesaggio sono “singolari” ed hanno la caratteristica di testimoniare le evoluzioni di formazione e modellamento del nostro Pianeta e, quindi, sono in grado di fornire un contributo indispensabile alla comprensione della storia geologica di una determinata area o regione.

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La maestosa bellezza della “catena” dei Salti del Diavolo, che da Cassio a Piovolo attraversa perpendicolarmente la valle, sembra poter essere la conseguenza di un evento, una catastrofe naturale come tante altre nella storia della terra, dovuto con ogni probabilità ad una “frana sottomarina” con la disposizione “sub-verticale” di antiche catene montuose sottomarine, risalenti a più di 80 milioni di anni fa, e della loro composizione (conglomerati e arenarie) unita all’azione nel tempo dell’erosione differenziale.

primavera-salti-del-diavolo-114Questa roccia sedimentaria, costituita da ciottoli arrotondati e da sabbie ben cementate, è presente dal Monferrato sino all’Appennino modenese, ma l’area di affioramento più rilevante è situata nella Val Baganza (Appennino Parmense, nei comuni di Terenzo, Calestano e Berceto) tra le località Cassio e Chiastre (in dialetto Ciàstra, detto in genere di “masso di pietra” solido su cui si edifica sicuri), dove si presenta come una successione continua quasi “lineare” di curiosi e affascinanti affioramenti, larghi pochi metri, e della lunghezza di circa 5 Km, i così detti “Salti del Diavolo”.

primavera-salti-del-diavolo-116Una muraglia rocciosa, un bastione, una specie di sbarramento che attraversa la valle del torrente Baganza quasi perpendicolarmente, formato da strette guglie (pinnacoli aguzzi) e pareti rocciose che si stagliano nettamente ed in modo irregolare “brusco” ed imprevisto in un paesaggio di dolci declivi tra boschi e campi, elevandosi maestosi per alcune decine di metri rispetto al terreno circostante.

Rocce particolari che hanno ben resistito nel tempo ai progressivi sgretolamenti, specie all’attacco atmosferico e delle acque meteoriche oltre al vento e al gelo, emerse (secondo teorie diffuse) durante l’arretramento delle acque in occasione dell’emersione delle terre durante lo scontro tra le masse continentali, dovuto alle spinte tettoniche, in conseguenza dell’arricciarsi delle faglie che con il loro affiorare hanno rimescolato i terreni, contribuendo a generare l’Appennino e a formare il nostro pianeta da circa ottanta fino a trenta milioni di anni fa.

primavera-salti-del-diavolo-123Sono rocce che ci parlano del passato, che con la loro complessità possono essere paragonate ad un archivio di dati, ancora oggi per lo più sconosciuto, attraverso i quali è possibile ricostruire l’evoluzione della terra.

Un paesaggio selvaggio ed incantato, una natura che ancora una volta ci sorprende e ci lascia “a bocca aperta”, luoghi vivi che mutano ai nostri occhi.

primavera-salti-del-diavolo-129Rocce d’estrema bellezza che sono segni di antiche calamità naturali e che nella fantasia popolare sono le impronte del “saltare del diavolo”, in fuga precipitosa dalla valle dopo aver visto esposto un crocifisso ad opera di un celebre santo eremita (forse proprio San Benedetto), dove i piedi del diavolo avevano calpestato il suolo (secondo la leggenda popolare) il terreno per respingerlo si era irrigidito ed innalzato bruscamente: da qui rimasero a “monito” e “prova” per gli uomini.

primavera-salti-del-diavolo-125Il nome popolare in uso, i “Salti del Diavolo”, pur non essendo di norma trascritto su carte geografiche e topografiche “ufficiali”, è giunto a noi attraverso i secoli tramandandosi con la “tradizione orale” e soprattutto grazie all’immaginazione della gente, per mezzo di leggende da “brivido” con presenze fantastiche, visioni emotive di forze misteriose placate e segni di eventi che potrebbero un giorno ripetersi.

primavera-salti-del-diavolo-127I “Salti del Diavolo”: un “serpente infernale” dal dorso abbozzato nella pietra, una creazione singolare che si modella e plasma attraverso gli agenti atmosferici. Grande scenografia, nei “Salti del Diavolo”, sono i vari “monumenti naturali” e cioè il “dente del gigante”, lo “squalo”, il “pinguino”, guglie di cattedrali insieme alle creste e alle torri e ai pinnacoli di pietra.

Vere e proprie “zone di luce” nel paesaggio che la natura ci offre, oltre che rocce preziose diventate nella storia recente il lavoro ed il pane quotidiano di molti scalpellini locali.primavera-salti-del-diavolo-131

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