Borgotaro (PR) – La stampa nella Resistenza in Valtaro (3° parte) di Giacomo Bernardi

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25-aprile-1968-borgotaro-1Di seguito la 3° parte della relazione di Giacomo Bernardi (appassionato della storia e delle tradizioni di Borgo Val di Taro, Parma), intitolata “La stampa nella Resistenza in Valtaro” (Borgotaro – Parma).

Guarda i post Borgotaro (PR) – La stampa nella Resistenza in Valtaro (1° parte) – (2° parte) – (3° parte) di Giacomo Bernardi

 “La stampa nella Resistenza in Valtaro (3° parte) di Giacomo Bernardi

Della stesura della relazione se ne era fatto carico il dottor Angelini di Pontremoli, giudice presso il Tribunale di Parma. Era stato partigiano nella 3^ Brigata Beretta. Il suo comandante era stato Carletto Ghezzi e per darvi un’idea di che tipo fosse, le prime volte che rivide Carletto, non si erano piu visti da allora, si metteva ancora sull’attenti.
Bene. Convocò in diverse occasioni gruppi di partigiani per ricostruire i fatti, citare le formazioni o le persone che avevano partecipato a quel combattimento, a quell’attentato. Ma ogni volta si usciva con un niente di fatto perchè iniziavano discussioni interminabili.
Voi non c’eravate quella volta.
Siamo arrivati tardi ma c’eravamo, voi invece non c’eravate quell’altra volta.
E cominciavano ad emergere contrasti, giudizi, ruggini passate, e anche contrasti politici tra appartenenti a formazioni di colore politico diverso.
Insomma la relazione andava avanti lentamente, molto lentamente.
Il dottor Angelini convocava l’incontro ogni 15 giorni, ma eravamo arrivati alla fine del 69 e la relazione era ancora da ultimare. Lui aveva scritto una bella premessa, ma su alcuni importanti momenti della lotta di Resistenza esistevano ancora contrasti. Ne ricordo uno in particolare: quello relativo a stabilire quale formazione per prima era entrata in Borgotaro, quando fu occupato nel giugno 44.
A questo punto i quattro ch’erano andati a Roma Solari Gek, Carletto, Falco e Emilio Cucchi Ras e il sottoscritto ci riunimmo ed uscimmo con una decisione, o meglio una proposta.
Assegnare l’incarico a Gek, comunista e al Sindaco democristiano di stendere loro due la relazione che poi tutti i capi, a vario titolo, avrebbero dovuto sottoscrivere.
Cosi avvenne, le sedute tra noi due si tenevano in casa di Jak. Ci incontrammo quasi ogni pomeriggio per un intero mese.
Ci eravamo accordati su un principio. Ogni volta che avremo dubbi sui partecipanti ad un combattimento o ad un’ azione, useremo la dizione partigiani senza nominare persone e a quale Brigata appartenessero.
La relazione, pur con qualche mugugno, venne firmata da tutti.
Nel 1977 l’Ass. Emmanueli l’ha pubblicata. Nella prefazione, che porta la firma di Jak e la mia, tra le altre cose si legge:
“Assumemmo in quell’occasione il compito di ricercare, acquisire ed approntare la documentazione necessaria.
Fu un lavoro arduo, impegnativo e particolare che ci vide impegnati, quotidianamente, per circa un mese.
La documentazione richiesta non permetteva interpretazioni, commenti nè, tanto meno, voli di fantasia, ma ci chiamava alla sola realtà dei fatti.
Per questo il lavoro che ne è uscito può apparire arido, oltre che conciso”.

La legge prevedeva anche che fossero i richiedenti a scrivere la motivazione per la quale noi chiedevamo la medaglia.
Così io e Jak stendemmo questa motivazione
Comune di Borgo Val di Taro (Parma)
Culla della Resistenza dell’Alta Valtaro e polo di attrazione di perseguitati politici e antifascisti, con le sue valorose formazioni conquistava a libertà, fin dal giugno 1944, il Territorio Libero della Valtaro, più volte attaccato, si difendeva opponendo agli spietati rastrellamenti il valore e il sacrificio di centinaia di combattenti e civili.
Martoriato da rappresaglie e da ripetute incursioni aeree, riprendeva la lotta con le sue Brigate, costituendo base per interdizione ad importanti vie di comunicazioni stradali e ferroviarie del nemico, a ridosso della linea gotica. In dura, sanguinosa lotta, di nuovo si liberava dal giogo straniero con il generoso tributo di valore e di sangue dei suoi figli, offerto alla causa della libertà”.
Febbraio 1944 – aprile 1945
Più stringato, meno ministeriale della motivazione ufficiale che poi venne stesa dalla Commissione e che vi sarà letto.
Ci vollero 15 anni perché a noi giungesse la notizia dell’assegnazione della Medaglia d’oro al valor militare al nostro Comune. Medaglia che venne consegnata il 21 settembre 1985.
Quel giorno a Borgotaro erano presenti il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, il Ministro dell’Interno Oscar Luigi Scalfaro e il sen. nonché partigiano, Benigno Zaccagnini. E fu gran festa! Anche se non mancò l’ultima polemica. Tra i gonfaloni presenti, molti decorati di Medaglia d’oro, come quelli di Firenze, Milano, Genova, ne mancava uno, purtroppo, quello di Bedonia.
Un particolare vorrei segnalare. Jak e io dimenticammo, stranamente, nella motivazione, di fare un cenno alla stampa, alla Nuova Italia,
Nella motivazione stilata dalla Commissione invece si legge…..dandosi, una prima volta nel giugno 1944, una amministrazione democratica e libera stampa, contro cui si scatenarono la ferocia e la rappresaglia nemica”. Il generale borioso era stato di parola e si era ricordato, più di noi.
E con questo accenno alla “LA STAMPA NELLA Resistenza”, che costituiva il titolo del mio intervento, termino e vi ringrazio.

Giacomo Bernardi
Nelle foto. 25 aprile 1968. Teatro Farnese, con la presenza del Ministrro (e partigiano) Paolo Emilio Taviani. Parterre memorabile con gli on.li Buzzi e Micheli e tutti i capi partigiani, in quel giorno ancora presenti. Un poco autoreferenziali le foto, ma documentano una grande giornata per il Borgo.25-aprile-1968-borgotaro-125-aprile-1968-borgotaro-2

 

 

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